Il Rompiscatole – Seconda Parte

il

Dopo aver analizzato, nello scorso articolo, due aspetti negativi della nostra passione (nello specifico gli aggiornamenti firmware e le patch dei giochi), PS3Zone vi offre altrettanti spunti di riflessione in questa seconda parte de “Il Rompiscatole”. È sempre valida la premessa fatta in precedenza, ossia che lo scopo del sottoscritto non è quello di fare il classico giustiziere che spara a zero su tutti senza motivo, bensì quello di esprimere alcune perplessità che spesso si leggono in varie discussioni su siti videoludici. Ancora una volta, buona lettura a tutti!

Il magico (e lucroso) mondo dei DLC…
BigBoss87: Quando qualche anno fa veniva annunciata un’espansione di un gioco amato la gente faceva letteralmente i salti di gioia. Si trattava quasi sempre di contenuti ben sostanziosi, intere campagne aggiuntive, personaggi, armi e altro (in base ovviamente al genere di appartenenza); insomma, tanta roba venduta a prezzi vantaggiosi. Queste espansioni ampliavano di parecchio la longevità del gioco base ed erano rilasciate dopo parecchio tempo rispetto all’originale, complice uno sviluppo successivo al rilascio dello stesso.
Nel corso della corrente generazione di videogiochi questo concetto è stato ripreso ma in modo anomalo e parecchio lucroso, facendo discutere i gamer di tutto il mondo. Grazie (o per colpa) anche alle buone connessioni Internet di cui disponiamo, vengono rilasciati sì dei contenuti aggiuntivi, che sono però nella quasi totalità dei casi mappe multiplayer, skins, armi e via andare, tutto ciò venduto singolarmente o in piccoli pacchetti in modo da aumentarne il profitto. C’è di più, sono capitati molteplici casi in cui queste aggiunte erano già pronte (o quasi) negli studi di sviluppo ma vendute pochi giorni dopo all’uscita dei vari titoli con alcune situazioni grottesche nelle quali i contenuti erano già addirittura sul disco ma utilizzabili a pagamento scaricando un banale ticket di attivazione. Il fatto è proprio che a furia di scaricare queste mappe o simili per il proprio gioco del cuore si finisce per pagare il titolo completo il doppio del suo valore di mercato, con contenuti virtuali peraltro non rivendibili singolarmente in quanto legati al proprio account.
Discorso differente per i giochi sportivi, i quali potrebbero invece essere aggiornati annualmente con le nuove rose e squadre, più altre aggiunte, così da evitare di spendere soldi ogni anno per una versione revisionata della precedente.
C’è però chi osa andare controcorrente, per fortuna: mi viene in mente Rockstar North, che con Grand Theft Auto IV ha attuato una lodevole iniziativa, rilasciando il suddetto gioco e, solo qualche mese dopo, completandolo con due espansioni davvero ricche di contenuti e parecchio longeve. Questo è, a mio vedere, l’esempio da seguire per tutti gli sviluppatori anche se, viste le vendite ed i profitti generati da questi DLC, comprendo ma non condivido la loro politica.

Asmodeus Psycho: Come già accennato da BigBoss87, anni addietro l’annuncio e l’uscita di un’espansione ufficiale era vista, in buona parte dei casi, come una cosa buona e giusta, una integrazione a titoli di particolare spessore e profondità; ricordiamo con piacere, su PC ovviamente, le espansioni relative a Baldur’s Gate 2 o ai titoli della defunta Black Isle, che spesso rivaleggiavano come ampiezza e profondità con i pacchetti base, nonché le espansioni dei grandi RPG o Strategici per PC usciti fino al 2004, quali i vari Age of Empires, Command & Conquer, Morrowind, Neverwinter Nights et simila.
Ad oggi purtroppo le espansioni, rinominate DLC vista la perdita dei supporti fisici per le stesse, vengono annunciate con l’annuncio del titolo stesso, dando l’impressione che più che contenuti aggiuntivi ci ritroveremo a dover acquistare parti tagliate a tavolino dai programmatori per essere rivendute a parte; sto parlando, ovviamente, delle varie mappe che fanno capolino nella serie Call of Duty, del finale tagliato di Prince of Persia, dei skin pack di Capcom e Namco e via di questo passo. Ma allora, perchè tali pack vendono? Perché il consumatore è disposto a pagare un extra, anche consistente, per una serie di mappe o aggiunte di basso livello?
All’opposto, ad esempio, la filosofia adottata da altri sviluppatori ripercorre le orme dei grandi titoli del passato; Bethesda, dopo qualche strafalcione iniziale, ha iniziato a far produrre espansioni “corpose” per i propri titoli, così come GearBox, EA (in alcuni casi migliori di altre) o come Rockstar, pur annunciandoli già dalle prime fasi di produzione dei titoli.
L’altra questione annosa relativa ai DLC è da ricercare nel fatto che gli stessi, in un buon 90% dei casi, sono solo ed esclusivamente scaricabili dai vari network e vincolati agli stessi, oltre che legati allo spazio disponibile sulle nostre console, che tra firmware, DLC, patch e chi più ne ha più ne metta, latita sempre più e rende sempre un’incognita la cancellazione di un titolo o di un’espansione dai nostri HDD.
In conclusione sicuramente la politica lucrosa dietro queste produzioni non è vantaggiosa per il pubblico e per i consumatori, che però sono i primi a comprare qualunque cosa “per moda”, come si evince dalle vendite mostruose dei pack dei vari COD. L’unico consiglio che possiamo dare è quindi quello di valutare attentamente cosa acquistate e se il costo che sostenete è giustificato per aggiungere pezzi non fondamentali ai vostri titoli.


BigBoss87: Ultima cosa, il discorso dei famosi Online Pass, ossia dei codici inclusi nei giochi nuovi, utili ad attivare le funzioni di rete dei titoli, realizzati per disincentivare il mercato dell’usato. Per carità, capisco i vari publisher ma mi metto prima di tutto nei panni di chi non ha possibilità di acquistare un titolo a prezzo pieno.

Asmodeus Psycho: Altro discorso spinoso sollevato riguarda gli “Online Pass”, molto criticati sia sui vari forum e network; in realtà la politica di questi codici trova il mio più totale appoggio, rendendo di fatto obbligatorio l’acquisto del nuovo rispetto ad un usato. Queste soluzioni si rendono necessarie per gli sviluppatori, in ragione dei costi di produzione sempre maggiori e dall’avanzare del mercato dell’usato, attuato da alcune catene in modo abbastanza lucroso e poco vantaggioso sia per i clienti che per i produttori. Difatti, in queste catene la vendita dell’usato diventa quindi superflua, mentre poco va a cambiare, secondo la mia opinione, per le vendite tra privati. Purtroppo c’è da rendersi conto ormai che l’usato, gestito come viene fatto da alcune catene, danneggia troppo il mercato e chi lavora deve purtroppo adeguarsi.

…e delle HD Collection!
BigBoss87: Altra “moda” del momento è sicuramente questa corsa nel realizzare riedizioni in HD di titoli passati, provenienti specialmente da PlayStation 2 e PlayStation Portable. Nulla di male, se non fosse che PlayStation 3 è stata resa non retrocompatibile con il software PS2 già posseduto, indicando quindi che queste HD Collection sono quasi sempre delle mere operazioni di vendita a prezzo maggiorato di giochi acquistabili a costo inferiore nelle versioni originali.
Pur ammettendo che alcuni di questi prodotti sono in possesso del sottoscritto in quanto in parte ben realizzati, la maggior parte di essi sono delle conversioni spesso fatte in modo approssimativo modificando solamente la risoluzione dei titoli stessi e aggiungendo i tanto amati trofei. Vi sono taluni casi in cui la riedizione peggiora addirittura la versione di origine, facendo innervosire non poco l’acquirente.
La questione è comunque che sembrerebbe venuta meno l’inventiva da parte di molte delle più famose software house, insomma, la voglia di creare nuovi concept di gioco e IP pare scemata. Lo dimostra proprio questa tendenza, usata spesso per far cassa usando i giochi della scorsa generazione e diminuendo al minimo gli sforzi e i costi di produzione.
Detto ciò, questa “operazione nostalgia” ben orchestrata dai vari publisher sta avendo un bel successo ed è personalmente giustificata solo nel caso in cui si vogliano recuperare questi titoli se non giocati in precedenza, oppure se si amano talmente tanto da farceli riacquistare.

Asmodeus Psycho: La moda delle collection non è certo una novità di questa generazione; tutti ricordiamo i vari Namco Museum, Sega Collection et simila uscite su PS2 e sulle vecchie console. Quello che, ad oggi, fa passare le HD Collection come mere manovre commerciali è la loro realizzazione, spesso grossolana e che comprende solo una maggiorazione di framerate e risoluzione, lasciando invariata la qualità dei filmati, delle texture e dei poligoni. Ad aumentare ulteriormente la sensazione di mungitura ci ha pensato anche la stessa Sony, dichiarando la propria console retrocompatibile al 100% al momento del lancio, retrocompatibilità sparita con l’andamento della generazione in favore delle HD collection di cui sopra.
Con i costi di produzione sempre più elevati la manovra è anche comprensibile e legittima, se realizzata a dovere, anche in relazione ai costi modesti ed al fatto che spesso gli introiti di queste produzioni vengono dirottati su altri progetti, magari di nicchia, o per coprire le spese delle sempre più rare nuove IP.

Concludiamo con un invito a commentare l’articolo, dando le vostre opinioni al riguardo!

A cura di Davide “BigBoss87” Begni e Loris “Asmodeus Psycho” Mattiolo

Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome

RECENSIONI

GUIDE TROFEI