Annunciato e reso disponibile durante lo State of Play dello scorso 12 febbraio, God of War: Sons of Sparta è il nuovo capitolo della saga sviluppato da Santa Monica Studio e dal team Mega Cat Studios.
È innegabile che il genere dei metroidvania stia vivendo una nuova rinascita, come confermato dai recenti annunci dello State of Play. Anche Sony sembra averlo capito, proponendo uno dei suoi personaggi più amati in una veste totalmente diversa: un Kratos più giovane che, insieme a suo fratello, intraprenderà un viaggio verso Sparta tra le tantissime meccaniche che il genere ha da offrire, come meccanismi da attivare, luoghi segreti, poteri da scovare e molto altro.
Fatta questa breve introduzione, armatevi di lancia e scudo e accompagnateci in questa nuova recensione!
Kratos e Deimos: Un viaggio per Sparta!
God of War: Sons of Sparta ci porta indietro nel tempo. Vestiremo i panni di un Kratos ancora molto giovane che, insieme a suo fratello Deimos, cercherà di completare quanti più incarichi possibili per tenere Sparta al sicuro. Tuttavia, sulla via del ritorno verso casa, i due scopriranno che un loro compagno, Vasillis, è scomparso nel nulla.
È qui che inizia la trama di Sons of Sparta, un titolo che terrà impegnati per un massimo di circa 15 ore, durata che può essere tranquillamente estesa dai completisti.
Dal punto di vista narrativo, non abbiamo trovato l’opera eccezionale: la trama scorre molto velocemente ma non ci ha particolarmente colpito. Procedendo nella storia, i dialoghi tra Kratos e Deimos risultano piuttosto ripetitivi, col rischio di spingere il giocatore a ignorare la narrativa per concentrarsi solo sull’azione.
Questa è Sparta!
Dal punto di vista del gameplay, Sons of Sparta si propone come un metroidvania con un pizzico di salsa action, anche se il mix non ci ha convinto del tutto.
Il nostro Kratos può avvalersi principalmente di un’unica arma, lancia e scudo, ma avanzando nell’avventura avremo la possibilità di usufruire dei vari doni delle divinità greche, fondamentali sia per il prosieguo della trama sia per risolvere i vari puzzle ambientali.
Se il genere è spesso caratterizzato da un sistema di combattimento fluido, in questo capitolo abbiamo trovato un Kratos un po’ legnoso; nonostante le diverse tecniche sbloccabili, la maggior parte delle volte si finirà per sfruttare la solita combo base fino ai titoli di coda.
Oltre a ciò, durante l’esplorazione potremo creare e potenziare nuove punte o manici per la nostra lancia, oltre a trovare diverse sfide legate al potenziamento dei doni delle divinità. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di piccole sfide di sopravvivenza in cui sarà richiesto di eliminare tutti i nemici presenti.
Nonostante l’esplorazione e il mondo di gioco ci siano piaciuti, il titolo offre un’esperienza classica caratterizzata da numerose scorciatoie e molto backtracking per collegare le diverse aree (21 in totale). La mappa è ben articolata e presenta ottimi fondali che immergono totalmente il giocatore.
Per concludere, il gameplay non ci ha convinto appieno: i movimenti di Kratos risultano a tratti ripetitivi e spesso conviene correre verso la stanza successiva invece di lottare. L’esplorazione è stata invece particolarmente apprezzata, poiché il gioco è pieno di collezionabili, segreti e oggetti che avviano missioni secondarie.
A riposo soldato!
God of War: Sons of Sparta arriva sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 4K e 60fps. Il doppiaggio italiano è assolutamente valido e ben sincronizzato, così come la colonna sonora che richiama l’epicità tipica della saga.
Nonostante si tratti di un titolo tecnicamente semplice, gli ambienti sono realizzati con cura. In particolare i boss sono ben caratterizzati, mentre i nemici comuni tendono talvolta a ripetersi nel design.