Call of Duty: Black OPS – Anteprima

Piattaforma: PS3, Xbox360, PC
Genere: FPS
Sviluppatore: Treyarch
Distributore: Activision
Produttore: Activision
Data rilascio: 09/11/2010
Target: n/d
Giocatori: 1 + Multiplayer Online
Versione: PAL
Sito Ufficiale:  http://www.callofduty.com/

Durante la GamesCom 2010 quasi tutte le software house presenti hanno portato sugli spalti un titolo facente parte del genere FPS. Da meno non è stata Activision, che non solo ha portato un videogame di tale categoria, ma si è trattato di uno degli sparatutto più in voga di sempre: Call of Duty. Ovviamente stiamo parlando del settimo capitolo, Call of Duty: Black OPS, che vedrà la luce nel mercato di tutto il mondo il 9 novembre 2010 per PlayStation 3, Xbox 360 e PC.
La storyline si svolge negli anni ’60, periodo nel quale la Guerra Fredda è in atto. Americani e Russi sono infatti i protagonisti, che abbiamo potuto vedere in azione in due demo che sono state presentate durante la fiera di Colonia.

Chiamata alle armi!
Non siamo di certo sbalorditi nel vedere Treyarch sviluppare un Call of Duty in un’epoca passata. Purtroppo però non sempre questa cosa è gradita, soprattutto vedendo l’alternanza tra i capitoli sviluppati da Infinity Ward, dove in-game vengono utilizzate le più moderne tecnologie, per poi passare a quelli sviluppati dalla sopracitata software house e passare a fucili dal colpo singolo. Da questa prima panoramica sul gioco che Activision ci ha offerto, abbiamo potuto farci un’idea su ciò che sarà Call of Duty: Black OPS: vediamolo insieme.
Partita la prima missione, nome in codice “Victor Charlie”, abbiamo subito dato un’occhiata all’ambientazione. Siamo in Vietnam nel 1968, ed il nostro elicottero è stato appena abbattuto ed è precipitato in un fiume. Il nostro alter-ego, un militare americano, sta cercando di uscire dall’intricato groviglio di lamiere, nascondendosi il più possibile per non finire sotto il fuoco nemico.
Una volta uscito dal velivolo, riesce a schivare diverse pallottole nuotando in immersione nel fiume, ma assiste alla morte dei suoi compagni colpiti in pieno dai colpi che filtrano nell’acqua melmosa. Non appena la situazione sembra più calma, il nostro eroe riemerge in superficie e sale su un’imbarcazione nemica, prendendo in ostaggio un vietnamita per usarlo come scudo. Inizia quindi la prima sparatoria sanguinosa, che si conclude con uno slow motion quando l’ultimo nemico sulla riva del fiume viene ucciso da un proiettile che gli finisce dritto nel cranio.
Una volta raggiunta la riva, il soldato americano trova il resto della sua truppa di terra, ed inizia qui una scena del tutto diversa rispetto a quella precedente. L’intero team deve infiltrarsi in un campo nemico, cercando di non farsi scoprire per tentare un’imboscata.
Ecco quindi che l’azione rallenta e diventa quasi stealth, con passi brevi e leggeri ci si avvicina verso le capanne vietnamite. Entrato da una finestra all’interno di una di queste abitazioni, utilizziamo il nostro coltello per sgozzare i nemici dormienti, e liberiamo due gruppi di ostaggi.

Fortunatamente troviamo in questa zona il capitano della compagnia requisita, che si trova in un bunker a poche centinaia di metri da dove siamo; il nostro obiettivo principale diventa così quello di portarlo via sano e salvo. Inizia un nuovo scontro a fuoco dove i nemici, in buon numero, spuntano da ogni angolo. Notiamo a questo punto una buona interazione con l’ambiente circostante, ma i nemici sembrano essere troppo statici e soprattutto non sfruttano a dovere i ripari offerti dalla zona di combattimento. L’impatto grafico di questa scena è davvero impressionante, sembra quasi di vedere un film d’azione.
Finita la sparatoria, che ci fa avanzare lungo tutto l’accampamento nemico, il nostro team raggiunge l’ingresso di una grotta sotterranea. E’ il momento di dividersi: all’interno del tunnell si calano solamente il tenente in nostro comando insieme ad un altro soldato. Il buio prevale, vengono accese le torce: uno stretto cunicolo, ricchissimo di particolari, è di fronte a noi. Il motore grafico da il meglio di se, mostrandoci texture di altissimo livello, dettagli piccolissimi, insetti sulle pareti, topi, pozze d’acqua. E’ in questo passaggio che i nostri eroi devono avventurarsi. Ma la calma dura poco.
Dopo un pò di zig-zag esce un nemico da un nascondiglio, prendendo di sorpresa il nostro compagno che viene pugnalato. Finalmente i cunicoli si allargano ed è possibile estrarre un’arma da fuoco, che ci permette di eliminare il resto dei nemici nascosti nella galleria e di arrivare a destinazione liberando l’ostaggio. Una volta trovata la giusta direzione per uscire, la missione finisce e si passa alla successiva demo.

Nome in codice “Payback”, Laos, 1968. Siamo davanti ad un accampamento nemico ed al suo interno c’è un elicottero da combattimento armato fino ai denti. Dobbiamo ripulire la zona dai nemici: bisogna quindi fare un lavoro veloce e pulito, uccidere le guardie e requisire il velivolo.
Detto, fatto. Una volta a bordo dell’elicottero avremo la possibilità di pilotarlo: l’altezza rimarrà inalterata indifferentemente da dove decideremo di passare, mentre a noi viene delegata la scelta della direzione ed il sistema di puntamento per far fuoco.
E’ sensa dubbio questa la scena più esaltante e scenografica dell’intera demo di Call of Duty: Black OPS. Avanziamo lungo la zona boscosa alla ricerca di ogni appostamento nemico da distruggere, portando panico e disordine in ogni zona che ci capita sotto tiro. Veicoli che esplodono, ponti che crollano, abitazioni vietnamite che prendono fuoco sono il panorama che poco dopo avremo fino all’orizzonte. Qui notiamo un’ulteriore peculiarità del motore grafico: gli effetti incendiari e del fumo sono nettamente migliori del titolo precedente made in Infinity Ward.
Per finire, l’adrenalina a bordo dell’elicottero sale quando ci si trova faccia a faccia con altri velivoli. Uno scambio di missili e mitragliate impazza nell’aria, nell’attesa che cada per ultimo il pilota migliore (o più fortunato).

Commento di Antonio Loparco
Sembra che Treyarch, il team di sviluppo che da sempre combatte a suon di pad con Infinity Ward per tirar fuori il miglior Call of Duty di sempre, sta mirando in alto con questo nuovo titolo. Per fare ciò non sta puntando su novità eclatanti o sullo stravolgimento rivoluzionario di un genere standard che va avanti ormai da molto tempo, bensì sta cercando di migliorare le caratteristiche ed i punti di forza dei precedenti capitoli di Call of Duty. Dagli spezzoni che abbiamo potuto assaporare durante il GamesCom 2010 possiamo dire che il comparto tecnico è sviluppato davvero bene, sia dal punto di vista visivo che acustico. Nelle scene di intermezzo sembra di assistere ad una guerra vera, grazie anche al taglio cinematografico che viene dato alle scene.
Tutto questo è arricchito in Call of Duty: Black OPS dal gameplay ormai collaudato, con l’aggiunta di novità come il pilotare un elicottero e di un’atmosfera che ormai contraddistingue la software house Treyarch.
Detto ciò non ci resta che attendere il 9 novembre per avere delle conferme ulteriori su ciò che abbiamo potuto ammirare, e per provare a pieno la modalità multiplayer che ormai è un cult per questa saga.

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