Kingdoms of Amalur: Reckoning – Anteprima

Piattaforma:
Genere:
PlayStation Move:
Compatibilità 3D:
Sviluppato:
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Giocatori:
Versione:
Sito Ufficiale
PS3, Xbox360, PC
Action/RPG
No
No
38 Studios, Big Huge Games
Electronic Arts
Electronic Arts
10 febbraio 2012
18+
1
PAL (demo)

Kingdoms of Amalur: Reckoning è senza dubbio un titolo che è passato più inosservato rispetto ad altri competitori più acclamati e in uscita nel mese di febbraio. La EA ci concede l’occasione di mettere mano su questo simpatico esordiente per darci un’occhiata e addirittura premiarci per aver unicamente provato il gioco senza aver acquistato nulla. La demo stessa regalerà un’armatura unica ai futuri acquirenti di Mass Effect 3, celeberrimo titolo in uscita a inizio Marzo sempre grazie ad Electronic Arts, e due contenuti extra per Kingdoms of Amalur stesso.

Mi sa che prima ero morto
Il mondo di gioco è il regno di Amalur, i cui gli abitanti sono riusciti a imbrigliare magie molto potenti, servendosene per scopi benefici grazie ai Fae, creature magiche dedite a preservare l’ordine naturale delle cose. Non tutti però cercano l’armonia e il progresso, una setta nota come Tathua, fatta di Fae ribelli e bellicosi, vuole mettere a soqquadro il mondo grazie alla leadership di un essere malvagio armato di poteri oscuri. Ben presto la guerra sconvolge un mondo una volta pacifico e le sorti del conflitto si fanno sempre più nere. L’unica speranza per i poveri villici è ricorrere al Pozzo delle anime, un esperimento dedito al tentare di riportare in vita i morti caduti in guerra e sconfiggere l’inevitabile mietitrice una volta per tutte. Un elemento cruciale per vincere una battaglia che sembra persa in partenza, se qualcosa non va storto prima. Sì? No? Peccato, anche stavolta il fato mette i bastoni fra le ruote ai buoni della situazione, il loro protagonista alias cavia da laboratorio non fa in tempo a morire che i nemici si fanno strada nel nascondiglio dove è situato il Pozzo delle anime per distruggerlo.

…ma ora non più, TADAN!
Il protagonista, inizialmente morto e defunto (cominciamo bene), entra in gioco nel preciso momento che abbiamo lasciato nel paragrafo precedente. Il giocatore avrà il controllo della sua personalizzazione prima di avventurarsi in questo regno arcano. Le possibilità di modifica del personaggio sono abbastanza, anche se potevano essere più numerose e varie, questo per i più pignoli o volenterosi di rendere il proprio avatar di gioco il più unico possibile. Le razze hanno i loro bonus per differenziarle l’una dall’altra e sono divise in: Almain e Varani (gli umani), Ljosalfar (alti elfi) e infine Dokkalfar (elfi oscuri).
Dopo aver adattato l’alterego alle proprie esigenze si viene scaricati nelle fogne, un ottimo posto dove iniziare un’avventura pulita. A questo punto l’eroe della vicenda si risveglia da un sonno agitato, in un posto popolato da cadaveri che tanto sogni non sono. Il personaggio dovrà tenersi pronto per farsi strada in sotterranei tetri e invasi dai Tathua, che prima di allora non avevano mai messo piede in quel territorio. La stessa cosa vale per voi, ma fortunatamente il dungeon in questione si rivela essere piuttosto lineare e ottimo come punto di partenza per avventurieri alle prime armi. Non fatevi ingannare dall’ultima affermazione, i controlli a disposizione sono facilissimi da memorizzare e daranno vita a combo letali grazie all’unione di stili differenti di combattimento, i quali non sono isolati l’uno dall’altro da limitazioni di classe. Un’ottima cosa per chi vuole provare il tutto e per tutto pur di vincere.
Il movimento sarà effettuato come di consueto dalla levetta analogica sinistra, il tasto X premuto a lungo farà scattare il vostro personaggio, il tasto Cerchio farà effettuare una schivata da manuale e il tasto Triangolo darà accesso all’arma secondaria, in questo caso l’arco. Le combo risultano piuttosto sempliciotte e monotone, ma qui arriva il bello del mix sopracitato fra gli stili di gioco. Le diverse opzioni per variare fra i vostri attacchi sono frenetiche e divertenti, mescolando e differenziando così i vostri assalti ai nemici di turno. Ad esempio la vostra magia (selezionabile grazie al tasto R1 più uno dei quattro tasti principali) potrà essere utilizzata in combo con l’arco o in aggiunta a colpi di arma corpo a corpo. Questi ultimi potranno essere inflitti con una scelta di base fra coltelli da ladro, spade a lunga lama e martelli.

Se questo non bastasse, alla vostra brama di sangue giungerà la modalità Giudizio, attivata dopo aver riempito l’apposita barra Fato. Se messi alle strette questa trasformazione vi permetterà di infrangere letteralmente il destino dei vostri assalitori, devastandoli con misteriose armi di luce. I nemici sconfitti lasceranno spesso dei premi da raccogliere e una barra rossa sopra le loro teste farà capire quanto manca agli attaccanti per tirare le cuoia. Non mancano ovviamente le missioni da svolgere e da portare a termine con guadagni garantiti. Dopo un’esplorazione lineare e una strage generale di forzieri e nemici, la trama si evolve di un piccolo passo per poi farvi prendere una boccata d’aria aperta e spalancarvi le porte al mondo di Amalur, il resto sta a voi scoprirlo.
Lo stampo da gioco di ruolo che avvolge Kingdom of Amalur: Reckoning non deve ingannare nonostante le premesse: si tratta di un gioco principalmente action con tratti di gioco di ruolo. E’ pur vero che il gioco è farcito di missioni secondarie con punti di domanda fluttuanti sopra i personaggi nongiocanti, che sono presenti EXP, barra della salute e del mana, ma l’orientamento per quanto riguarda la giocabilità è indubbiamente più puntato sull’azione e sulla praticità che sulla selezione di incantesimi complessi e manovre strategiche. I programmatori con una mossa simile hanno cercato di avvicinare anche i giocatori meno esperti, senza togliere a tutti gli altri lo sfizio di esplorare un mondo di classica fattura fantasy. Un possibile difetto da riscontrare è come questo gioco sia affetto da una sensazione di deja-vu derivato da altri esponenti dei generi da cui trae spunto per cercare di darsi un proprio tono.

Un mondo quasi fiabesco da ammirare
Un plauso al comparto tecnico di Kingdoms of Amalur: Reckoning il quale, mettendo da parte l’ambizione di una grafica sbalorditiva riesce a mettere in moto le ruote del suo mondo con ambienti e personaggi unici e caratteristici. Sebbene il lato visivo potrebbe essere una delusione per qualcuno, per altri potrebbe essere un fiore all’occhiello di ambienti che vale la pena esplorare, di nemici che è un piacere vedere in movimento mentre lottano col vostro personaggio. Nulla di spettacolare, ma neppure inguardabile, anzi si rischia di innamorarsi della grafica di questo simil RPG dai forti toni action. Per non parlare di un frame rate costante che non tradisce mai e una fluidità ottima nelle animazioni.
Il sonoro è azzeccato e orecchiabile, grazie a una colonna sonora che fa il suo dovere nel mettere la carica durante le sfide e un doppiaggio molto apprezzabile in lingua inglese. Le scene di intermezzo complessivamente sono ben fatte così come le conversazioni fra personaggi, con scelte multiple per avere informazioni utili, seppure l’attivazione dei dialoghi presenti l’unico difetto grafico riscontrato nella demo: a volte i personaggi con cui vorrete parlare scompariranno per poi apparire quando inizieranno a parlare con voi. Piccola pecca perdonabile da una produzione tutto sommato di buona fattura.

Commento di Daniel Lunardi
Kingdoms of Amalur: Reckoning uscirà a febbraio, e sfortunatamente c’è la possibilità che finisca inosservato, causa l’eredità dai titoli da cui cerca di trarre la forza per affascinare.
Il consiglio è una possibile occhiata alla demo, l’aspetto cliché dato dall’aver giocato altri titoli con elementi simili non deve mettere un freno alla voglia di scoprire del giocatore, anzi motivarlo sapendo che gli aspetti positivi di altre creazioni videoludiche sono andate ad influire sul buon prodotto che ci troviamo davanti.
Insomma un titolo da tenere d’occhio se si è amanti dell’action, degli RPG di stampo occidentale o entrambi.

 

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