Inside The Saga – Resident Evil Parte 2

[ATTENZIONE: Questo articolo contiene SPOILER sulle trame dei titoli]

Se vi siete persi la prima parte dello speciale lo trovate qui

Tempo di prequel…
Prima della rivoluzione tanto attesa dai fans, Capcom decise di deliziare il pubblico videoludico con un titolo ambientato prima del primo capitolo della serie, ossia Resident Evil Zero. Uscito nel 2002 per Nintendo Gamecube, non fu mai convertito per altre console e le sue scarse vendite contribuirono a far sì che Capcom rescindesse il contratto di esclusività con la casa giapponese. Devo dire che è stato veramente un peccato che un titolo così buono sia stato confinato ad una sola console, ma se non ci avete mai messo le mani sopra vale assolutamente la pena recuperarlo.
23 luglio 1998, il giorno prima dei fatti raccontati nel primo Resident Evil. La squadra speciale Bravo della S.T.A.R.S. viene inviata sulle montagne Arklay presso Raccoon City per investigare su alcuni misteriosi omicidi avvenuti nella zona. Al loro arrivo l’elicottero si schianta e i protagonisti Rebecca Chambers e Billy Coen si trovano faccia a faccia con una manciata zombie, prima su un treno e poi in un laboratorio sotterraneo abbandonato. La struttura nasconde una serie di esperimenti fatti dalla Umbrella su insetti e primati usando il virus Progenitor, e a capo della stessa vi furono James Marcus, Ozwell E. Spencer e Edward Ashford. I protagonisti scoprono che tali esperimenti fallirono, dando inizio alla creazione di armi biologiche e alla diffusione del Virus-T. Dopo aver sconfitto un Tyrant, i due incontrano James Marcus, fautore dell’infezione, anch’esso trasformatosi in un mostro. Dopo averlo abbattuto, i due scappano dal laboratorio, che sta per esplodere, e da quel momento ha inizio la storia raccontata nel primo capitolo ufficiale…
Allo stesso modo del remake del primo episodio, Resident Evil Zero sfruttava il sistema di gioco classico, unendo dei fantastici fondali prerenderizzati a splendidi modelli poligonali di personaggi e creature varie. Il titolo era previsto inizialmente per Nintendo 64, ma a causa di alcune limitazioni hardware ritenute importanti da Capcom lo sviluppo venne traslato su Gamecube, dando quindi origine ad un ottimo esponente della saga. Nel 2008 uscì una conversione per Wii senza che la software house stessa apportasse molti miglioramenti e senza sfruttare le peculiari capacità del Wiimote. Ribadisco che è davvero spiacevole che il titolo non sia stato mai portato su PlayStation, visto che fa parte della trama principale della saga.

…e tempo di una svolta!
Era il 2005 e dopo uno sviluppo travagliato uscì su Gamecube Resident Evil 4, considerato il primo capitolo della serie a rappresentare un punto di svolta per la saga. Fu un gioco che divise critica e fans, alcuni contenti per l’introduzione di meccaniche di gioco da sparatutto in terza persona (seppur non dando la possibilità di muoversi mentre si spara), gli altri scontenti per il volere di Capcom di abbandonare il genere che aveva reso famosa la stessa saga. Contro la volontà del creatore della serie, Shinji Mikami (che abbandonò quindi Capcom poco dopo), il gioco uscì pochi mesi dopo su PlayStation 2, con un buon porting anche se non perfetto come la versione originale.
Sei anni dopo gli eventi raccontati in Resident Evil 2, Leon Kennedy si ritrova in un villaggio agricolo in Europa, con lo scopo di salvare la figlia del presidente degli Stati Uniti, Ashley Graham. La ragazza in questione è stata rapita da una misteriosa setta, gli Illuminados, i quali hanno contagiato i cittadini con un nuovo parassita, Las Plagas. Il loro obiettivo è quello di contagiare Ashley con tale parassita, in modo da diffondere la piaga negli Stati Uniti al ritorno della stessa ragazza. Il capo della setta è Lord Saddler, in grado di controllare le azioni delle potenti Plagas. Nell’avventura ricompare nuovamente Ada Wong, che si trova sul posto per recuperare un campione del parassita sotto gli ordini di Wesker, riuscendo ancora una volta nell’impresa. Leon, dopo aver sconfitto Saddler, fugge da questo incubo completando la sua missione, salvando quindi la figlia del presidente.
Come detto precedentemente, il titolo divise la critica per il suo cambio di rotta, ma è innegabile altresì che è stato uno dei giochi che ha influenzato molti dei moderni sparatutto in terza persona. Fu introdotta la pratica idea del tasto multifunzione, dove il tasto azione varia il suo scopo in base al contesto: se ci avviciniamo ad una porta lo si usa per aprirla, se abbiamo un oggetto vicino lo stesso verrà usato per raccoglierlo, e così via. Fu introdotto l’uso massivo delle sequenze basate sui QTE (Quick Time Event), dove la rapida pressione di alcuni tasti che apparivano a schermo poteva influenzare la buona riuscita di vari filmati interattivi o sequenze di gioco.
Una grande curiosità che trovo da sottolineare riguarda lo sviluppo travagliato del titolo. Inizialmente era stato pensato come un survival horror tridimensionale con visuale fissa mista ad inquadratura alle spalle (quest’ultima usata nella versione finale di RE4) e basato sulla presenza di eventi sovrannaturali per rendere paurose le situazioni. Questa versione, ribattezzata da Capcom Resident Evil 3.5, non vide mai luce ma fu oggetto del desiderio dei fans delusi dal vero quarto capitolo. Su YouTube ed altrove, per i curiosi che non l’avessero visto, si può trovare il trailer di questa beta. Non solo, una delle altre possibili versioni di RE4 fu considerata troppo “action”, tanto che l’intero progetto venne trasformato nel famoso “Devil May Cry” per PlayStation 2, riscuotendo un gran successo. Resident Evil 4 è senza dubbio il capitolo della serie sulla quale Capcom ha più puntato in assoluto, lo dimostra il gran numero di conversioni che sono state fatte della stessa software house, alcune meglio riuscite, altre meno.

Destinazione Africa!
Pubblicato nel 2009 su PlayStation 3 e Xbox 360 (poi convertito per PC), Resident Evil 5 generò fin dalla sua prima presentazione un mare di polemiche. Il gioco era infatti ambientato in Africa, i nemici quindi erano zombie di colore ed uno dei protagonisti era bianco. Per questo motivo tanti hanno inneggiato al razzismo, cosa che non era successa per gli zombie di varie nazionalità massacrati negli altri capitoli. Dal mio punto di vista ritengo che sia stata solo una polemica inutile e carica di ipocrisia, che a differenza di ciò che si aspettavano gli “assalitori” ha avuto poi effetto contrario, ossia pubblicità gratuita per il titolo.
Resident Evil 5 è ambientato nell’anno 2009, undici anni dopo i fatti di Raccoon City. Chris Redfield, assieme alla nuova partner Sheva Alomar, si trovano sul posto per indagare su una nuova infezione virale, sotto la bandiera della B.S.A.A., compagnia creata per fermare atti di bioterrorismo nel mondo. Il parassita che sta infettando gli abitanti del villaggio africano pare essere ancora Las Plagas e il nuovo nemico è la Tricell, azienda farmaceutica che collabora con Albert Wesker. E’ in sviluppo una nuova arma batteriologica, Uroboros, e lo scopo di Wesker è diffonderla nell’atmosfera infettando quindi l’intero pianeta. Dopo aver salvato Jill Valentine, precedentemente catturata dai terroristi, i protagonisti affrontano e uccidono definitivamente Wesker e pongono fine alla minaccia biologica.
Il gioco venne sviluppato sullo stile del predecessore, confermando quindi la svolta action data da Capcom alla sua serie di punta. Come in Resident Evil 4 la visuale è perciò in terza persona alle spalle dei protagonisti e non è possibile sparare in movimento, limitazione assurda con la mole di TPS presenti sul mercato. La vera novità di Resident Evil 5 è la splendida modalità cooperativa, affrontabile sia online che in locale a schermo condiviso, grazie alla quale viene mostrato il titolo nella vera natura pensata dagli sviluppatori. L’avventura era anche giocabile in solitaria, con l’altro protagonista controllato dalla CPU, non sempre reattivo ma con una IA nella norma. Vennero pubblicate, pochi mesi dopo l’uscita originale, due espansioni atte a mostrare alcuni fatti precedenti e paralleli alla trama del titolo, davvero ben realizzate. Il titolo venne ancora criticato dai puristi della saga consapevoli che ormai di Resident Evil, per come fu ideato nel lontano 1996, non rimane più nulla, se non giusto i personaggi. Ritengo però che la serie aveva bisogno di una svecchiata in tal senso e che le vendite di RE5 danno ragione a Capcom, intenzionata quindi a proseguire su questa rischiosa strada.

Tempo di rivelazioni…
Resident Evil: Revelations, pubblicato nel 2012 per Nintendo 3DS, è stato realizzato con lo stesso motore grafico impiegato in Resident Evil 5. Risulta anch’esso uno sparatutto in terza persona e, come per gli altri capitoli esclusivi, la speranza è che venga prima o poi convertito per piattaforme Sony, come la recente PS Vita.
La trama di questo capitolo si sviluppa nel 2005, in seguito alla fondazione del gruppo B.S.A.A. introdotto per la prima volta nel quinto capitolo. L’ambientazione è una lussuosa nave da crociera nella quale Chris Redfield e Jessica Sherawat sono saliti per indagare su una nuova minaccia biologica, facendo però perdere le loro tracce. Jill Valentine e Parker Luciani sono inviati per far luce sulla scomparsa dei due membri della B.S.A.A. e scopriranno che il nuovo virus è il T-Abyss, usato per infettare le acque dell’intero pianeta. Dopo aver sconfitto Jack Norman, il leader dei bioterroristi chiamati Veltro, Jill e Chris fuggono dalla nave, dando origine agli eventi raccontati nell’espansione Lost in Nightmares di Resident Evil 5.
Considerato come uno dei giochi che meglio sfrutta la nuova portatile Nintendo, Revelations è un buon titolo ed è considerato parte del filone principale della saga Capcom. Le fasi shooter possono essere giocate sia in terza persona che in soggettiva, facendo meglio immedesimare il giocatore nelle tetre ambientazioni della nave da crociera. Questo capitolo risulta il primo della serie ad essere doppiato in italiano, in modo anche discreto, cosa poi ripetuta nel sesto capitolo appena uscito (RE6). Un vero delitto che un gioco così buono sia stato realizzato per una sola console ma, si sa, le esclusive sono esclusive…

La prossima settimana la terza ed ultima parte sempre a cura di Davide “BigBoss87” Begni

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here