BigBoss87 Il Rompiscatole – Prima Parte

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PS3Zone vi presenta la prima parte di uno speciale nel quale il sottoscritto, stanco di come si sta muovendo il mercato dei videogiochi, farà il punto della situazione su cosa non funziona e su come si sta speculando su alcuni aspetti della nostra amata passione. Lungi dal voler fare il giustiziere da quattro soldi, si tratta di un piccolo sfogo, un momento in cui a console spenta si vuole ragionare proprio su cose di cui ci si lamenta quotidianamente sui vari forum videoludici e ad ogni news riguardante gli argomenti trattati. Dopo questa breve introduzione, vi lascio all’articolo vero e proprio, nell’augurio che possiate trovarlo di vostro gusto.

Una console sempre aggiornata…
“Le console sono diventate PC, i PC sono diventati console”: quante volte avrete letto questa frase tra vari dibattiti in rete? Personalmente, oltre che leggerla spesso sui vari forum e simili, questa affermazione mi trova d’accordo. Non che sia un male in senso assoluto, per carità, alla fine una console perennemente connessa alla rete è una cosa positiva, anche perché permette di “aggiustare” il firmware della console stessa, oltre che migliorare le protezioni contro la pirateria. Il problema nasce dal fatto che le console sono nate all’epoca come PC ottimizzati per un puro scopo videoludico, create in modo da essere accese e subito pronte per il loro scopo. Nessun menu, nessun sistema operativo di sorta, soltanto una schermata di boot della cartuccia o del disco e via, a divertirci senza pensieri. Qui qualcuno mi fermerà e mi dirà che le console ormai sono diventate delle piattaforme multimediali, quindi bisognose di un sistema operativo complesso e via dicendo. Concordo anche con questa affermazione ma ritengo ad ogni modo che si stia un pò esagerando in tal senso, non tanto nell’utilità di tali upgrade quanto nella loro frequenza. Non esiste in nessun modo che sia l’hardcore gamer, sia il giocatore occasionale, debbano sorbirsi pesanti aggiornamenti prima di poter giocare, specialmente se si è nella seconda categoria e quindi non si accende spesso la propria console. C’è anche da dire che questi upgrade dell’OS sono quasi sempre preannunciati dalla stessa hardware house, non tutti però hanno tempo e voglia di essere sempre al corrente di tutte le notizie al riguardo. Parlando nello specifico di PlayStation 3 posso affermare che ricordando le prime versioni della XMB e paragonandole all’attuale sono stati fatti davvero passi da gigante, introducendo feature degne di nota e miglioramenti generali del sistema stesso. Insomma, non critico in toto questa politica, infatti ne riconosco anche gli aspetti positivi, però trovo il tutto molto abusato: si è insomma passati dal nulla al troppo nel giro di una generazione di videogiochi.

…e il beta testing a spese dei giocatori!
Iniziamo a toccare un tasto dolente, ossia i titoli pubblicati con bug, imperfezioni e difetti, alcuni di poco conto, altri che invece possono minare l’esperienza di gioco, come blocchi della console o salvataggi corrotti, per citarne due a caso. Capita spesso infatti che tali titoli ricevano una patch già dal famoso Day One, e talvolta anch’esse non bastano e le lamentele piovono sui forum ufficiali dei vari sviluppatori, costretti a correre ai ripari pubblicando ulteriori aggiornamenti.
Insomma, sono ormai lontani i tempi in cui un gioco usciva perfettamente testato e “confezionato”, esente da bug e problemi gravi. Sembra quasi infatti che gli sviluppatori diano per scontato che tutti abbiano una connessione Internet stabile e che gli stessi giocatori possano fare gratuitamente e a loro spese un lavoro che dovrebbe essere eseguito dai cosiddetti “beta testers”, che dovrebbero essere incaricati per scovare questi difetti. Anche pubblicare versioni aggiornate del gioco ha un costo per le software house, certamente, ma a questo punto è logico pensare che sia un prezzo inferiore a quello necessario per testarlo come si è sempre fatto finora. Non solo, ma questo garantisce tempi di pubblicazione inferiori; in parole povere il gioco esce prima e i giocatori son contenti, lo sono meno però i pochi sprovvisti di connessione a banda larga, pochi ma comunque persone che pagano lo stesso prezzo per lo stesso gioco buggato.
Tale modus operandi è ancora meno sensato se si pensa al fatto che la console ha un hardware fisso e stabile fin dalla prima uscita, portando teoricamente quasi allo zero le probabilità che si verifichino difetti imprevedibili durante l’esecuzione del codice. Questa politica è altresì comprensibile nel mondo PC dove, tra hardware e sistema operativo, sono possibili migliaia di combinazioni differenti ed è praticamente impossibile da parte degli sviluppatori un testing su larga scala. Purtroppo però è ormai palese che chi sviluppa e pubblica i giochi è perfettamente al corrente del fatto che, pur essendoci sempre più dissenso sulla questione, gli stessi titoli venderanno comunque un gran numero di copie nonostante vengano distribuiti con questi difetti iniziali, ed è per questo che molto probabilmente questa politica sarà sempre più accentuata.

Alla prossima per la seconda e ultima parte dello speciale, intanto vi consiglio di guardare questo video del mitico Freddie Wong, anch’egli videogiocatore (oltre che fenomenale YouTuber): esprime in maniera perfetta i concetti di cui abbiamo parlato in questo articolo. Buona visione!

Davide “BigBoss87” Begni

Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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