DmC – Devil May Cry – Anteprima

Piattaforma:
Genere:
PlayStation Move:
Compatibilità 3D:
Sviluppato:
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Pubblicato:
Data Rilascio:
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Giocatori:
Versione:
Sito Ufficiale:

PS3 – Xbox360 – PC
Action
No
No
Ninja Theory
Halifax
Capcom
15 gennaio 2013
18+
1
PAL
n/d

In concomitanza con la pubblicazione su PlayStation Store della demo del quinto capitolo della saga Devil May Cry, PS3Zone cercherà di analizzarla mettendo in risalto pro e contro, pur sapendo delle molte critiche piovute su Capcom nei mesi scorsi. Restate con noi e saprete se questa versione di prova ha superato il test a pieni voti!

Emo May Cry?
Una volta avviata la demo, si conferma che una delle caratteristiche che sono state criticate dai fans è rimasta tale, ossia il design del protagonista realizzato da Ninja Theory. Siamo passati da un Dante “tamarro”, con i capelli bianchi e lunghi, ad una rivisitazione in chiave “emo”, ossia viso sciupato, capelli corti neri e meno carisma.
Parlando del titolo vero e proprio, siamo di fronte al classico gioco d’azione nel quale Ninja Theory, forte dell’esperienza accumulata con Heavenly Sword ed Enslaved, ha cercato di modernizzare un brand quasi in decadenza. Per farla breve, saremo messi di fronte ad orde di demoni e mostruosità di varia natura da sconfiggere con la nostra spada e le fide pistole Ebony & Ivory. Oltre ad esse, con la pressione dei tasti L2 ed R2 uniti ai comandi d’azione, possiamo rispettivamente richiamare delle armi bianche angeliche e demoniache. Le prime, rappresentate con un alone blu, servono principalmente a farci superare burroni con uno scatto aereo e ad aggrapparci a particolari appigli; le seconde invece sono utili per sbloccare piattaforme ed attirare i nemici verso di noi o eliminare i loro scudi per renderli vulnerabili.
Oltre a queste piccole novità, il sistema di combattimento è rimasto immutato rispetto ai classici capitoli della saga, anche se il tutto è meno frenetico e tecnico rispetto ai titoli sviluppati internamente da Capcom, cosa che a molti potrebbe far storcere il naso. I comandi, è bene dirlo, reagiscono bene ai nostri input e permettono di eseguire le azioni per come istintivamente sono comandate da noi. Sono ancora presenti le sfere rosse utili per potenziare il nostro alter ego, quelle verdi per recuperare energia e quelle gialle (massimo tre unità) per resuscitare in caso di sconfitta, pena il dover ricominciare dall’ultimo checkpoint. Non mancano le classiche aree segrete con missioni particolarmente tecniche, come ad esempio eliminare in modo specifico un numero definito di nemici nel breve tempo messo a disposizione.

L’Unreal Engine non muore mai!
Esattamente come l’ultimo lavoro di Ninja Theory (il già citato Enslaved), anche DmC fa uso del pratico e diffusissimo Unreal Engine 3, sfruttato discretamente dal team inglese. Le ambientazioni sono ben realizzate dal punto di vista tecnico ed artistico con un occhio di riguardo per gli effetti di luce e i riflessi sulle superfici. Ottima, anche se scriptata, la distruzione e movimento dello scenario in alcune occasioni della demo, tutto nel nome della spettacolarità. Dante, nonostante il suo design criticabile, è ben realizzato a livello di dettagli e poligoni ed è ben animato durante la quasi totalità delle azioni, stesso discorso anche per le creature demoniache che dovremo affrontare.
Ninja Theory ha deciso di realizzare il gioco in modo da girare a 30 fotogrammi al secondo, anche se ha dichiarato che lo stesso sembrerà muoversi a 60 frames grazie a delle tecniche apprese da Capcom in Dragon’s Dogma. Effettivamente la fluidità è resa bene, salvo degli sporadici blocchi dell’immagine che avvengono in concomitanza con alcune esecuzioni dei nemici.
Altro problema da segnalare è il tearing, qui presente muovendo velocemente la visuale nelle zone più affollate e dettagliate, difetto che risulta ancor più fastidioso considerato il genere d’appartenenza del titolo. Per ultimo è bene citare un bug capitato durante il boss fight della demo, nello specifico non si è attivato un punto di interazione con il mostro, facendolo rimanere fermo a subire i nostri colpi per la gioia del punteggio accumulato ma costringendoci a riavviare l’intero scontro con nostro rammarico.
Buoni ma non eccellenti dal punto di vista qualitativo sia l’audio che il doppiaggio in italiano: visto il linguaggio molto scurrile di Dante e compagnia, ne stiano alla larga chierichetti e/o amanti del vecchio Dante, che risultava invece “cazzuto” pur senza ricorrere a questa volgarità gratuita.

Commento di Davide “BigBoss87” Begni
Dal punto di vista meramente ludico il gioco si conferma abbastanza divertente, anche se vien facile puntare il dito contro la poca innovazione, fatta eccezione per le due armi attivabili coi tasti dorsali di cui abbiamo parlato prima. Il vero problema è però dovuto al dubbio design ed al poco carisma di Dante, personaggio che nei precedenti capitoli era proprio sinonimo di “Devil May Cry”, ossia parte fondamentale dell’economia di gioco grazie al suo carattere. Lasciando questo aspetto come ormai confermato da Ninja Theory, la speranza è che il mese abbondante che manca all’uscita di DmC (ricordiamo a tutti che verrà pubblicato il 15 gennaio 2013) servirà per sistemare i difetti tecnici riscontrati nella versione di prova e per raffinare alcune meccaniche di gioco ritenute dal sottoscritto un po’ datate. Appuntamento a gennaio per la recensione della versione completa!

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