Dark Souls II – Provato

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Quando cambia il producer di un titolo già affermato nel mondo videoludico i fan sfegatati si fanno molte domande su quale sarà la sorte del loro passatempo preferito. Questo è quello che è accaduto per Dark Souls II, ora nelle mani di Tak Miyazoe, che secondo alcuni rumor dovrebbe abbandonare il suo caratteristico livello di difficoltà elevatissimo per diventare un titolo più aperto a tutti e che dia la possibilità di imprecare meno. Ovviamente un rumor era e un rumor è rimasto, da quello che abbiamo potuto notare alla presentazione di Bandai Namco Italia che si è svolta a Milano infatti la difficoltà del titolo è rimasta invariata. Addirittura a lasciarci le penne più volte è stato proprio lo stesso Tak Miyazoe, intervenuto per presentarci il titolo e per mostrarci come non basta essere lo sviluppatore del titolo: a Dark Souls si muore sempre e comunque.

Un pò diverso ma non facile
Ovviamente la parola è stata subito data a Tak Miyazoe che con l’ausilio di una carrellata di slide ci ha illustrato le novità che porterà questo Dark Souls II per quanto riguarda il gameplay. Subito ci ha fatto notare che ora il salto è un comando totalmente slegato dalla corsa e che quindi cambieranno alcune meccaniche di gioco durante i combattimenti, una scelta che porterà anche i più esperti del titolo a rivalutare l’approccio agli scontri.
Si passa poi alla modalità online multiplayer dove grazie ai server dedicati ora è possibile scegliere se giocare con giocatori da tutto il mondo o solamente con quelli del proprio paese. Ci sarà anche la possibilità di attivare e disattivare la chat vocale per poter comunciare in tempo reale con i propri alleati, opzione che però sarà solo possibile tenere in considerazione per la modalità cooperativa.
Alcune migliorie sono state apportate anche per quanto riguarda l’invenario e l’interfaccia del personaggio, ora più semplice soprattutto nella navigazione e mentre stiamo scegliendo i nostri oggetti da equipaggiare o da usare vedremo in continuazione il personaggio a schermo così da accorgerci immediatamente se qualcuno ci sta attaccando.
Sarà poi possibile equipaggiare quattro anelli (a differenza del predecessore dove era possibile indossarne solamente due) ma il producer ci rassicura: questa aggiunta non faciliterà assolutamente il gioco.
Inoltre Miyazoe ha anche confermato che la vita del nostro personaggio diminuirà man mano che moriremo durante l’avventura fino a rimanere con solamente il 10% di quella iniziale; questo sistema è stato pensato sia per rendere il titolo ancor più complesso che per far ponderare ancor di più ogni combattimento.
Si torna anche a parlare di PVP e viene specificato che ci saranno apposite zone dove poter affrontare i combattimenti con gli altri personaggi e che vincendo più scontri il nostro personaggio verrà circondato da un’aura di colore blu, che ne indicherà appunto i personaggi più forti in tal senso.

“SEI MORTO!”
Subito dopo la classica presentazione siamo poi passati a vedere il gameplay vero e proprio con una prova con mano fatta prima dallo stesso producer e poi da noi invitati su delle apposite postazioni attrezzate. Tra i posti visitati ci è stato mostrato Majula, un villaggio fondamentale del titolo in quanto consiste in una specie di “stazione centrale” in cui sarà possibile gestire vari aspetti. Come in ogni villaggio che si rispetti sono presenti un gran numero di NPC, ognuno dei quali si mette a disposizione con diverse peculiarità e di fondamentale importanza vi è una donna, utile per proseguire durante l’avventura.
Anche a Majula, così come nelle altre zone, è presente anche un focolare. Questi falò servono per gli spostmenti rapidi (utilizzabili sin dall’inizio del titolo) da una zona all’altra, e alcune di queste zone dovranno essere sbloccate man mano che si prosegue con l’avventura.
Ci si sposta così in un’altra zona, più verde rispetto alla precedente e che si interseca tra alcune rovine di roccia grigia. Ad attenderci subito alcuni nemici ma questa volta non troppo ardui da mettere al tappeto. Fondamentale ovviamente è la schivata, da gestire con parsimonia in quanto dobbiamo tenere a bada un’apposita barra della stamina che verrà consumata anche sferrando gli attacchi, rischiando spesso di rimanere senza la possibilità di effettuare azioni. In altri frangenti abbiamo anche notato come le carte in gioco cambiano nel momento in cui gli avversari che ci accerchiano sono due o più, rendendoci la vita davvero difficile.
Tra un “Sei Morto” e un altro abbiamo notato come effettivamente la vita cala visibilmente ma anche come i nemici nelle varie zone iniziano a respawnare sempre meno fino ad arrivare al punto di non trovarne più nessuno. Quest’ultima caratteristica del titolo sarà disattivabile per garantire agli amanti dell’hardcore game un respawn continuo.

Commento di Antonio Loparco
Dark Souls II ha le meccaniche di gioco praticamente identiche al predecessore ma fortunatamente abbiamo potuto constatare dal vivo che il titolo non è stato affatto semplificato. I fan possono quindi tirare un sospiro di sollievo in quanto li attende una nuova avventura ricca di difficoltà. Unica nota dolente che abbiamo potuto constatare in questa breve sessione di gioco è ancora una volta il comparto tecnico: questa serie non ha mai spiccato troppo in tal senso ma sinceramente essendo un titolo di fine generazione ci aspettavamo qualcosa in più. Non ci resta quindi che attendere il prodotto completo per dare una valutazione più approfondita al tutto.

Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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