DOOM Eternal: The Ancient Gods Parte 1 – Recensione

The Ancient Gods Parte 1 conferma ed amplifica l'eccellente esperienza videoludica di DOOM Eternal, potenziandola con aggiunte e migliorie capaci ancora una volta di perfezionare un prodotto come quello confezionato da Id Software. Come se non bastasse, il livello di sfida ragguardevole invita i giocatori hardcore di mettersi nuovamente alla prova in questo nuovissimo contenuto aggiuntivo, il quale imbastisce un corso narrativo addirittura interessante.

DOOM Eternal è stato un vero e proprio successo mediatico per Bethesda ed Id Software. Uno sparatutto in soggettiva che ha saputo migliorare ogni singolo aspetto del suo già eccelso predecessore, introducendo una serie di meccaniche destinate ad ampliare un gameplay già di per sé frenetico. Avvalorato soprattutto da una trama alquanto semplice ma comunque interessante, il nuovo capitolo della saga è stato per noi una gioia sanguinolenta, tanto da premiarlo con una valutazione quasi perfetta sottolineandone ogni singolo aspetto della produzione. Una produtione capace di prendersi lo scettro di miglior FPS di questa generazione da più testate giornalistiche, tra cui noi siamo per ribadire tale affermazione.

Oggi, dopo il suo lancio, siamo tornati ad impersonare Doomguy nel primo DLC previsto per lo sparatutto in prima persona, intitolato The Ancient Gods Parte 1, seguito delle vicende del gioco base, in un’avventura del tutto nuova destinata a concludersi con l’eliminazione dei demoni. Dopo averlo concluso non senza qualche difficoltà, siamo finalmente pronti a svelarvi come se la cava questo nuovo contenuto aggiuntivo, attualmente disponibile con la Deluxe Edition di DOOM Eternal o acquistabile separatamente su tutti gli store digitali. Non ci resta che scendere nuovamente nell’inferno per questa nuova recensione.

DOOM Eternal The Ancient Gods Parte 1, gli dei iniziano a tremare.

Dopo aver sconfitto l’Icona del Peccato, la guerra con le forze del male non è ancora terminata e Doomguy ha una nuova missione: trovare il profeta, un’entità ultraterrena capace di salvare l’umanità dall’estinzione. Abbandonata quindi la fortezza, la nostra casa ed hub in cui potevamo ottenere potenziamenti e migliorie varie (oltre alla possibilità di poter accedere ai vari livelli della campagna), la nostra avventura riparte in una base decisamente più spartana, spoglia di interazioni o contenuti secondari, dove possiamo assistere scambi di battute tra il personale della UAC e i continui silenzi dell’ominide ammazza demoni. Vogliamo però focalizzarci sull’aspetto narrativo di questo contenuto, poiché riesce a sorprendere – nella sua semplicità – grazie a piccoli approfondimenti sulla lore della saga e con un destino ancora tutto da scrivere.

Il racconto si districa momentaneamente nei tre livelli che formano questa prima parte del macroscopico DLC, imbastendo dei piccoli colpi di scena attraverso alcune rivelazioni importanti, tra cui un cliffangher che ci ha fatto desiderare immediatamente di mettere le mani sulla sua seconda parte. Dopotutto, il potenziale narrativo di questa nuova avventura – al di là dello spettacolare gameplay – è stato appena espresso e non vediamo finalmente l’ora di vedere quali saranno le sorti dell’umanità e come verranno decise attraverso la canna fumante del nostro fucile.

Una frenesia amplificata

E’ innegabile che quello di DOOM Eternal sia un gameplay che raggiunge il nirvana della frenesia, catturando su schermo un’intensità che solo pochissimi titoli in questa generazione sono riusciti a raggiungere. In “The Ancient Gods Parte 1”, tale sensazione ne esce decisamente amplificata. Si parte soprattutto da una difficoltà notevolmente intensa, anche con tutti i potenziamenti sbloccati e armi migliorate al massimo delle loro possibilità, imbastendo delle situazioni che forse non ci saremmo mai aspettati di affrontare. Se è pur vero che l’avventura di base esprime il suo massimo “Rip and Tear” verso le battute finali, quando ormai si presenteranno tutti i nemici del gioco, il DLC non si degna neppure un momento di introdurvi con gradualità nei suoi contenuti. Si opta invece per una partenza brutale per coloro che non mettono mano sul titolo da un po’ di tempo. Sebbene il primo livello si riservi comunque un briciolo di pietà nei confronti del giocatore, quelli successivi invece vi metteranno contro in un’arena tutte le più pericolose categorie di demoni, facendovi sudare sette camicie anche a difficoltà più generose. Il livello di sfida di questo contenuto scaricabile, dunque, sarà una gioia per tutti coloro che sono alla ricerca di un’esperienza di gioco che sappia impegnare al massimo il giocatore, obbligato a ricorrere ad ogni singola risorsa in suo possesso per superare ciascuno degli scontri che si presenteranno lungo il cammino. Ciò che più ci ha stupito di questa prima parte è appunto l’impegno richiesto per portarlo a termine, nonostante tutto ciò che è stato sbloccato nel gioco base e le combinazioni di demoni da sterminare – dalle accoppiate di Razziatori, ai DOOM Hunter -, troveremo spesso arene piene zeppe di demoni d’èlite che richiederanno anche una grande abilità di movimento per gestire le situazioni più complesse.

Nuovo DLC, nuovi contenuti e anche questo non si risparmia nel proporre al suo interno qualche chicca extra come dei nuovi nemici da affrontare. I più preoccupanti sono indubbiamente le anime, capaci di potenziare sensibilmente i demoni presi in possesso, migliorando tutte le loro doti e rendendoli ancor più resistenti, un vero e proprio incubo nei momenti più efferati di questa avventura. A tutto ciò si aggiungono diversi momenti di puro platform che richiederanno l’utilizzo di tutte le meccaniche di spostamento sinora sbloccate, ribadendo ancora una volta un’alchimia già perfetta tra sparatutto ed esplorazione. Non mancano ovviamente le attività secondarie, come i cancelli dello slayer, gli eventi segreti e i collezionabili, andando ad arricchire un contenuto già di per sé ottimo ed impegnativo. Per quanto concerne lato boss fight, non ci pronunceremo a riguardo per evitare qualsiasi forma di spoiler, ma possiamo rassicurarvi sul fatto che per noi è stata piuttosto impegnativa. Si riconferma dunque l’eccelso level design del gioco base, con nuove ambientazioni da esplorare tra uno sterminio e l’altro, capace di sfruttare pienamente le abilità del giocatore nelle sezioni di platforming che, nei momenti di pura intensità, saranno un tocca sana per realizzare uccisioni spettacolari puramente frenetiche, nonché una via di fuga nei momenti più critici.

*Heaven’s Wrath Stops*

Inutile ribadire come anche questo DLC riesca a mantenere prestazioni tecniche elevate, nulla è cambiato – naturalmente – dall’esperienza già vissuta nel gioco base. Tant’è che la gioia sanguinolenta di casa Id Software viene espressa nel massimo delle proprie potenzialità, in un tripudio di bellezza visiva, gore e urla demoniache strazianti accompagnate dal melodico suono della nostra motosega. Ciò che forse ci ha più deluso è, senza ombra di dubbio, la colonna sonora, che perde d’incisività nel fornire quella giusta dose di adrenalina al giocatore nei momenti più opportuni, un calo qualitativo piuttosto sentito data l’assenza di Mick Gordon come compositore della colonna sonora. Nonostante tutto, le musiche che accompagneranno il Doomguy verso la sua destinazione sapranno offrire spunti interessanti al nostro udito, rendendo comunque eccitanti gli stermini  di demoni. Tolto il fattore colonna sonora, la varietà di nemici per situazione, ampliata grazie ai nuovi demoni introdotti nel contenuto scaricabile, avvalorano un level design sensazionale, capace di concentrare un’alta densità d’azione in piccole arene che sfruttano tutte le potenzialità del gameplay, riuscendo a creare un mix vincente tra platforming ed aree aperte in cui potersi muovere liberamente, per una boccata d’aria fresca dopo essere uscito vittorioso da un combattimento. Infine, non vi sono – come nel gioco base – sbavature tecniche da annoverare. Il frame rate risulta come sempre fluido e limpido dall’alto dei suoi sessanta fotogrammi per secondo anche sul modello base di PlayStation 4, che ancora una volta si dimostra una macchina capace di compiere piccoli miracoli.

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Matteo Murri
Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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