Crash Bandicoot 4: It’s About Time – Recensione

Crash Bandicoot 4: It's About Time è, senza ombra di dubbio, la rinascita del brand che tantissimi appassionati attendevano. Con una grafica ispirata ed un gameplay solido, ci sentiamo di dire che Crash Bandicoot è finalmente tornato tra noi. Al netto di una difficoltà crescente e, a volte, troppo severa, ritengo che il titolo possa spingere chiunque a mettersi alla prova divertendosi. It's About Time, non fatevelo scappare!

Tra le tante avventure videoludiche che ho affrontato in vita mia, sicuramente non potrò mai a dimenticare Crash e le sue valanghe di frutti Wumpa. All’epoca Crash Bandicoot rappresentava una tra le più iconiche esclusive della prima PlayStation, tra giravolte, scivolate e salti acrobatici che hanno fatto appassionare al brand generazioni di videogiocatori. Oggi, dopo i remake della prima trilogia e di Crash Team Racing, Activision ha deciso di far rinascere il brand con un seguito diretto del terzo capitolo.

Finalmente, dopo ben 22 anni, Toys For Bob propone sul mercato Crash Bandicoot 4: It’s About Time, un capitolo completamente inedito sul famoso marsupiale arancione. Chiusa la tragica parentesi dell’era PlayStation 2, siamo pronti ad entrare nuovamente in questo platform spietato quanto divertente. Dopo aver consumato i CD originali sul finire degli anni ’90, eccomi finalmente pronto a raccontarvi la mia esperienza in questa recensione!

Crash Bandicoot 4 rece intro

Crash Bandicoot 4: It’s About Time, era proprio ora!

Per chi non avesse avuto modo di recuperare i capitoli precedenti, Crash è frutto del genio scientifico di Neo Cortex. Questo scienziato malvagio, nel tentativo di creare un generale perfetto per il proprio esercito, ha trasformato per errore il Bandicoot in un bipede tanto combina guai quanto ribelle. Ovviamente tutto non andò secondo i piani, dando il via ad una storia semplice ma assolutamente divertente.

Come anticipato brevemente in apertura, Crash Bandicoot 4: It’s About Time è il seguito diretto di Crash Bandicoot 3: Warped. Dopo l’ennesima figuraccia, Neo Cortex, la maschera Uka Uka ed il perfido N. Tropy sono stati risucchiati dalla macchina del tempo, rinchiudendo i tre in una “prigione dimensionale”. Passati diversi anni – It’s About Time! -, Cortex ed N.Tropy riescono a sfruttare i poteri di Uka Uka per sfuggire alla prigione e tentare nuovamente di conquistare il mondo. Nel mirino dei due mascalzoni, questa volta, troviamo le maschere quantiche, talmente potenti da poter controllare le varie dimensioni e lo spazio tempo. Crash e Coco partono quindi alla ricerca delle maschere quantiche, per impedire nuovamente al male di prevalere e riportare la pace nelle varie dimensioni.

La trama, come da consuetudine, prosegue in maniera lineare dall’inizio alla fine, regalando comunque qualche simpatico colpo di scena nelle fasi finali. L’intero comparto narrativo è stato studiato per essere apprezzato da qualunque fascia d’età, dal bambino all’adulto, con quindi qualche ovvia situazione caricaturale che è stata comunque ben riproposta a schermo. L’avventura va quindi apprezzata per quello che è, un simpatico contorno di personaggi iconici atto a dare contesto ad un gameplay solido e coinvolgente.

Impossibile non menzionare l’incredibile lavoro svolto da Toys for Bob nella creazione del mondo di gioco. L’utilizzo dell’Unreal Engine rasenta la perfezione, con ambientazioni talmente varie e sfaccettate da inebriare lo spettatore. Non nego, infatti, di aver più volte mancato casse in bella vista perché mascherate dalla bellezza del luogo. Tra un livello e l’altro, il team di sviluppo ha ricalcato quanto visto nel primissimo capitolo della serie. I vari livelli sono posizionati su diorama visti dall’alto, muovendo il personaggio sui binari mostrati a schermo.

Crash Bandicoot 4: It’s About Time propone una longevità sorprendente. A partire dalla moltitudine di livelli e modalità, che vedremo in seguito, completare al 100% (o per meglio dire 106%) ogni singolo aspetto del gioco vi porterà via un gran quantitativo di ore. Questo è dovuto anche alla difficoltà sempre crescente che accompagna Crash e Coco nell’avventura. Cominciando da livelli semplici e simili a tutorial, raggiungerete sfide degne di questo nome in breve tempo, con un’impennata nei livelli finali veramente tosta.

Simpatica aggiunta proposta in questo seguito è la personalizzazione di Crash e Coco attraverso diverse skin. Ognuna di esse è sbloccabile in gioco, completando diversi requisiti e senza alcuna micro transazione. Ben fatto!

Burdega? Bodega? Rutabaga? Al diavolo!

Se c’è qualcosa che mi preme dire sin dal principio è che questo capitolo non è un semplice “More of the same”. Crash Bandicoot 4: It’s About Time è l’apoteosi di quanto proposto da Naughty Dog nella trilogia originale, con movenze, giravolte, salti e scivolate inserite fedelmente ma comunque al passo coi tempi.

Il gameplay è, infatti, un concentrato di quanto avrete già potuto provare nella N. Sane Trilogy uscita qualche anno fa. A tutto ciò sono state aggiunte diverse novità, utili sia a migliorare il feeling di gioco che ad aggiungere varietà nel progresso dei livelli. Prima fra tutte va sottolineata la possibilità di scelta tra modalità “Moderna” e “Rétro”, inserendo vite infinite e l’ombra del personaggio nella prima – migliorando di conseguenza la percezione tridimensionale di Crash nell’ambiente – e il sistema tradizionale nella seconda. Questa scelta non incide minimamente sulla partita e sull’effettivo successo nei livelli, serve anzi a lasciare possibilità ai giocatori nostalgici di godere del gioco a loro piacere. Altra aggiunta è composta, ovviamente, dalla presenza delle maschere quantiche, le quali potranno modificare gravità, tempo ed altro ancora grazie all’utilizzo dei propri poteri.

Se ripenso alla trilogia originale, non posso che apprezzare l’aver ritrovato lo stesso genere di scontri con i boss. Livelli strutturati, a difficoltà crescente ed unici in base al boss affrontato. Semplici ma ben integrati con il gameplay.

Crash 4 garantisce una quantità e varietà generale sbalorditiva. Oltre ai livelli classici, infatti, troviamo livelli N. Vertiti, Flashback e “linee temporali” in cui utilizzare altri personaggi.

I livelli N. Vertiti, per quanto siano gli stessi livelli normali specchiati, offrono spesso meccaniche di gameplay e grafica differenti. Prendendo ad esempio il primo livello di gioco, la grafica si riduce ad un ambiente tridimensionale in 3 colori: rosso per i pericoli, giallo per le casse e blu scuro a colorare tutto il restante. In questo caso non ci troviamo di fronte ad una singola modifica grafica, anzi, tutto il livello viene oscurato e solamente utilizzando la giravolta – come per un sonar – illumineremo il percorso.

Per quanto riguarda i livelli Flashback, troviamo un ritorno al platform bidimensionale visto nel primo capitolo della serie. A differenza degli altri livelli, questi ultimi sono caratterizzati da un elevato tasso di sfida legato all’ottenimento di tutte le casse. Niente strade o percorsi, dovrete saltare di cassa in cassa fino a raggiungere il termine del livello.
Per sbloccare questi “Flashback” occorre ottenere la relativa “VHS”, raggiungendola nei livelli classici senza morire. Infine, la loro vera particolarità è l’integrazione a livello di trama, spiegando di livello in livello i pensieri di Neo Cortex durante la creazione di Crash.

Concludendo con i livelli, ultime ma non meno importanti sono le linee temporali. Avanzando nella storia otterrete accesso a questi particolari livelli, i quali vi metteranno nei panni di personaggi extra. Dingodile è l’esempio perfetto a caratterizzare le loro modifiche al gameplay, potendo utilizzare il suo “cannone” per risucchiare casse o sparare TNT.

Come anticipato, portare al 100% Crash Bandicoot 4 sarà una vera e propria sfida. La caccia del nostro marsupiale preferito, questa volta, si concentrerà sull’ottenimento di gemme chiare, N. Vertite, reliquie a tempo e, infine, le reliquie N. Sane.

L’ottenimento delle gemme – sia chiare che N. Vertite – è legato alla percentuale di frutti Wumpa raccolti, al rompere tutte le casse e al non morire più di tre volte nel livello. Le reliquie a tempo, anch’esse classiche della serie, sono legate alla velocità di completamento del livello selezionato. In Crash 4 è possibile utilizzare la tripla giravolta, ottenuta completando il gioco, per facilitare l’ottenimento delle tanto agognate reliquie di platino. Infine, la vera sfida che questo nuovo capitolo propone è l’ottenimento delle reliquie N. Sane. Queste reliquie, tra l’altro mai menzionate in maniera diretta dal gioco, vengono sbloccate solamente completando un livello, rompendone tutte le casse e senza morire nemmeno una volta. Ciò potrebbe richiedere ben più di un tentativo, soprattutto nei livelli finali.

Passa e gioca!

Crash Bandicoot 4: It’s About Time propone una versione molto semplice di multigiocatore locale, sia cooperativo che competitivo. Oltre al “Passa e gioca”, che consiste nel passarsi il controller ad ogni morte o checkpoint raggiunto, il titolo propone 2 modalità direttamente selezionabili dal menù principale: “Gara a Checkpoint” e “Combo di casse”. Nonostante anch’esse consistano nel passarsi il controller in caso di morte, queste modalità mettono alla prova le nostre abilità, sfidando i giocatori al raggiungere il checkpoint successivo nel minor tempo possibile o rompendo più casse dell’avversario. Un multiplayer finto, se vogliamo, ma che comunque è riuscito a strapparci più di una risata in compagnia.

Come riportare in vita un brand, lo stai facendo bene!

Sul finire di questa generazione Activision, Toys for Bob e Beenox rinnovano il brand di Crash Bandicoot con un quarto capitolo canonico dallo stile inconfondibile. Con una grafica ispirata e ripulita sotto ogni punto di vista, non possiamo che rendere omaggio nuovamente al lavoro di fino svolto.

Durante l’avventura siamo accompagnati dalla colonna sonora tipica della saga, con vari arrangiamenti a differenziare location e situazioni a schermo. Il titolo propone una completa localizzazione in italiano, sia per i testi che per il doppiaggio audio. Un buon doppiaggio, il quale può far tirare un sospiro di sollievo ai non avvezzi all’inglese.

Nonostante le enormi qualità descritte in precedenza, anche Crash Bandicoot 4 non è perfetto. Al netto della completa assenza di bug o cali di frame rate, non possiamo che riscontrare la lentezza dei caricamenti. Quest’ultima, anche se mai esagerata, non fa che aumentare il senso di frustrazione nel giocatore, dovendo attendere fin troppo per poter ritentare il livello. Anche le hitbox non sono adeguatamente precise, causando a volte la morte del personaggio senza che questi tocchi il nemico e lasciando spazio a qualche ingiustizia di troppo.

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Mirco Neri
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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