Dopo ben 11 anni dall’uscita dal primo capitolo su PlayStation 3, ed altrettanti capitoli tra serie principale e “spin-off”, è arrivato finalmente nei negozi Assassin’s Creed Odyssey sviluppato e distribuito, ovviamente, da Ubisoft.
Sarò sincero. Dall’annuncio, avvenuto poco prima dell’E3 di quest’anno, ho parecchio dubitato della bontà del titolo. Chiariamoci, considerando il livello produttivo e la qualità del capitolo precedente (Origins) ero sicuro che anche Odyssey sarebbe stato sicuramente un ottimo gioco. Quello che mi preoccupava, e che anche ora mi lascia un po’ perplesso, sono le “scelte” per la trama che hanno inserito, per la prima volta, nella serie.
Che dire, non dilunghiamoci oltre ed iniziamo, vi spigo tutto in questa recensione!

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La nostra recensione di Assassin’s Creed Odyssey

Come molti di voi sapranno, Assassin’s Creed è un videogioco basato sul rivivere i ricordi di un persona che (all’interno del videogioco) è esistita realmente, e su di una componente ambientata nel tempo presente (più o meno marcata da capitolo a capitolo) in cui Assassini e Templari sono costantemente in lotta. Anche in Odyssey avremo queste due linee temporali: quella nel presente, che “continua” da dove avevamo lasciato in Origins con la nuova protagonista Layla, e la parte del passato ambientata nell’antica Grecia del 431 a.C., nella quale, per la prima volta nella serie, è possibile scegliere con quale personaggio giocare, Kassandra o Alexios.
Un altra differenza che distingue Assassin’s Creed Odyssey dai capitoli precedenti, compreso Origins, è la non linearità della trama principale. Spiegandomi meglio, durante l’intera avventura otterrete diverse missioni principali, tutte “obbligatorie”, il cui svolgimento è completamente opposto alle altre e che vi portano in luoghi diversi per svolgere azioni e per scoprire cose completamente differenti. Di conseguenza non vi sarà un vero finale dell’opera, bensì diversi video con i quali termina una parte della vostra avventura, o come la chiama il gioco, la vostra Odissea. In ogni caso, portare a termine l’intera storia richiederà non meno di un 45-50 ore, al netto di alcuni obblighi di gameplay che allungheranno il tutto.
Come anticipato in apertura, in questo capitolo di Assassin’s Creed è stato inserito un sistema di dialogo a scelte, nel quale potremo variare le nostre risposte in base alle nostre preferenze cambiando, di conseguenza, l’atteggiamento che avranno gli altri nei nostri confronti e, solamente in certi passaggi di trama, cambiare veri e propri eventi futuri. Lasciando perdere l’incoerenza che le scelte portano nella saga, ho trovato appropriate le reazioni degli NPC, riuscendo a rendere il nostro personaggio unico e “personale”.
Senza voler fare spoiler, che sarebbero essenziali per spiegarvi al 100% le mie motivazioni, non sono rimasto affatto soddisfatto dell’intera componente narrativa. Non voglio alimentare malelingue o aprire dibattiti sulla qualità, indiscutibile, del titolo Ubisoft. Le mie critiche si basano tutte su due principi fondamentali: l’incoerenza narrativa con i capitoli precedenti (servirebbe un intero articolo a parte per spiegarne passo passo i motivi) e la mancanza di un vero finale che apra le porte al prossimo, scontato, capitolo che uscirà in futuro.
Lasciando perdere il primo punto, data la mole di parole necessarie alla spiegazione, non ho neppure capito il “taglio” che subisce la trama nel presente. Dopo fortissimi colpi di scena che, come anticipato, sembra siano l’inizio di qualcosa che avverrà nel prossimo capitolo, il gioco ci riporta nell’Animus (macchinario tramite il quale possiamo rivivere la vita dei personaggi del passato) lasciando tutto in sospeso e senza alcuna informazione su cosa debba accadere.

La Grecia come non l’abbiamo mai vista

Anno 431 a.C., Cefalonia, maggiore delle isole Ionie in Grecia, è qui che dopo un bel video di apertura inizia la nostra storia, e questa piccola isola non è che una piccolissima virgola del magnificente mondo creato da Ubisoft. La stessa Ubisoft, che negli anni ci ha abituati molto bene alla qualità delle ricostruzioni delle varie epoche storiche, è riuscita ancora una volta a superarsi. Il semplice passeggiare per le strade di Atene e Sparta, galoppare nell’Arcadia in mezzo ai rigogliosi campi coltivati, è veramente una gioia per gli occhi. Il titolo regala tantissimi scorci fantastici, ognuno dei quali degno di stare su di una cartolina. Se c’è una cosa che va riconosciuta a Ubisoft è il sublime lavoro fatto sotto questo punto di vista.
L’intero mondo di gioco è completamente esplorabile sin dall’inizio. L’open world creato da Ubisoft è enorme, potrete esplorare l’intera Grecia (ovviamente in scala ridotta) comprensiva di moltissime isole limitrofe. Ritorna anche la nave, chiamata Adrestia, con la quale potrete solcare i mari che vi separano dalla vostra meta ed affrontare le ormai famose battaglie navali, le quali mancavano ormai da qualche capitolo (salvo qualche missione di Aya in Origins) dopo la loro prima apparizione in Assassin’s Creed 3.

Con questo Assassin’s Creed, Ubisoft ha completamente e definitivamente reindirizzato il brand verso il genere del Gioco di Ruolo, dopo l’evidente percorso intrapreso con Origins. Nulla in contrario, anzi, sono il primo a riconoscere che la vecchia formula trita e ritrita aveva “cominciato” a stancare. Seguendo, quindi, questa nuova direzione, Assassin’s Creed Odyssey si arricchisce di innumerevoli missioni secondarie, dalla qualità piuttosto elevata, e molti altri contenuti opzionali utili per ottenere equipaggiamento ed esperienza.
La critica più grande che vorrei fare al gameplay è strettamente connessa a queste meccaniche. A differenza di Origins, in cui il tutto era più equilibrato, in Odyssey il livello del nostro personaggio renderà possibile o meno il proseguire nell’avventura. In poche parole, se saremo di livello inferiore al livello consigliato per la missione (di trama o secondaria) che vogliamo affrontare, sarà molto difficile se non praticamente impossibile avanzare nel gioco. L’unica opzione che il gioco ci metterà a disposizione è un obbligatorio livellamento del nostro personaggio a prescindere dalle nostre abilità da giocatori. Come se non bastasse, tutti i contenuti extra, con l’eccezione dei forti da liberare e delle missioni secondarie, daranno come ricompensa un’esigua quantità di esperienza, tale da rendere praticamente inutile completarli, e dei pezzi di equipaggiamento che, nella stragrande maggioranza dei casi, risulta debole e superfluo. In pratica, potreste ignorare qualunque cosa e completare missioni secondarie a ripetizione fino a raggiungere il livello desiderato per poi proseguire nell’avventura. Trovo quindi giusto porre un accento su questo aspetto del titolo poiché, se non siete amanti dell’esplorazione fine a se stessa e preferite un atteggiamento più diretto, potreste arrivare ad annoiarvi.Assassin's Creed OdysseyCome ogni Gioco di Ruolo che si rispetti, avanzando di livello otterremo punti abilità da spendere per acquisire moltissime abilità, sia attive che passive. Come potete vedere anche nelle immagini sottostanti, vi saranno 3 categorie di abilità: Cacciatore, Guerriero e Assassino. Potrete immaginare, Cacciatore raccoglie tutte le abilità legate all’utilizzo dell’arco, Guerriero al combattimento corpo a corpo e Assassino alle abilità legate alle uccisioni silenziose e all’approccio stealth. Le abilità sono parecchie, tutte potenziabili per maggiori bonus e veramente utili e adattabili al vostro metodo di gioco.
Ritorna anche la completa personalizzazione dell’equipaggiamento, questa volta molto più dettagliata e con equipaggiamenti per ogni parte del corpo (gambe, braccia, petto, vita e testa), due armi corpo a corpo ed un arco. Tutti gli equipaggiamenti hanno un livello di utilizzo e differenti caratteristiche passive che aumenteranno le vostre capacità. In qualunque momento potrete controllare le vostre statistiche di attacco e difesa nella parte bassa del menù Inventario.
Molto personalizzabile anche l’Adrestia, sia esteticamente che tramite potenziamento per rendere le vostre schermaglie navali più efficaci e proficue.

QUESTA È SPARTA!

I combattimenti rimangono tattici e più complessi rispetto alle origini della serie. Come già iniziato in Origins, anche qui il combattimento sarà articolato tra attacchi pesanti, leggeri ed abilità più o meno efficaci come, ad esempio, il calcio al petto in pieno stile Leonida, del film 300. Meglio articolato anche il combattimento a distanza tramite l’arco, ora arricchito di numerose abilità come il tirare frecce multiple su più avversari, far cadere una pioggia sul nemico e quant’altro. Nuovi spunti di gameplay anche sul fronte stealth con l’aggiunta di abilità per uccisioni silenziose da lontano, colpi caricati in grado di infliggere molto più danno e molto altro.
Sono stato soddisfatto dalla qualità del combattimento raggiunta in Odyssey, l’unica critica che mi viene da muovere su questa componente è il già citato obbligo di salire di livello per affrontare gli avversari. Non importa quanto siate abili, se non siete di livello adeguato non potrete vincere in nessun caso.

La tecnica dietro al videogame

Eccoci infine giunti all’aspetto tecnico del titolo, che fa il suo dovere ma senza eccellere.
Le ambientazioni hanno un impatto grafico magnifico. Come quasi in qualunque open world la ricerca del dettaglio coglie un po’ il fianco a diverse texture a bassa risoluzione e ad alcune imprecisioni, il tutto sempre senza compromettere la visione di insieme, sempre bella soprattutto in 4K HDR su PlayStation 4 Pro. L’unico aspetto da sottolineare è l’eccessivo pop up, che disturba lo spettacolo visivo in quasi qualunque ambientazione di gioco.
I modelli dei personaggi sono molto curati
, Kassandra e Alexios sono veramente ben dettagliati, come del resto tutti gli altri personaggi principali. Un po’ meno gli NPC sparsi per la mappa, siano essi semplici passanti che datori di missioni secondarie, spesso simili tra loro se non identici.
La telecamera non è perfetta
, più volte mi sono ritrovato ad avere problematiche soprattutto nelle aree ristrette.
Musiche e doppiaggio di alto livello
, sia in italiano che in inglese, anche se devo ammettere di aver preferito il doppiaggio inglese, soprattutto per l’utilizzo di un accento greco che dava maggior risalto ed immersione nell’ambientazione ellenica. Anche i dialoghi sono stati trattati al meglio, sia principali che secondari, anche grazie alle scelte multiple di risposta.
I caricamenti
sono forse l’unico aspetto che più spezzava il ritmo di gioco. È da dire che sono veramente pochi, solo quando si avvia il gioco e quando si effettuano dei viaggi rapidi. La cosa che più mi ha infastidito è la presenza di caricamenti, alcuni davvero lunghi, prima di ogni dialogo principale o secondario, che ci costringono ad osservare uno schermo nero per un bel po’ di tempo.
Infine, mi pare doveroso fare un accenno al frame-rate, stabile per quasi tutta la durata del titolo, salvo rari casi nelle azioni più concitate. Comunque con rallentamenti minimi.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
7.8
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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