In questa giornata dedicata alla figura del papà, abbiamo deciso di spendere qualche parola su alcuni di quei personaggi legati alla console Sony di attuale generazione che hanno in qualche modo incarnato perfettamente le caratteristiche associate alla paternità, ovviamente inquadrate di volta in volta nei contesti proposti da ogni produzione.

Padre, mentore, guida e amico: la figura del papà vista su PlayStation!

È ormai comune ritrovare in questi prodotti un character design che vada oltre il semplice aspetto estetico dei grandi eroi che possiamo impersonare. Come per qualsiasi altro media, l’uomo non ha potuto poi far altro che introdurre anche nel videogioco, approfittando ovviamente dell’avanzamento tecnologico che permette di riprodurre più comunicative le espressioni del corpo, quelli che sono i drammi e i sogni di cui la vita, fuori dal semplice codice, è composta. Con un pubblico che cresce e matura, insieme allo stesso media, un contesto fatto di stralci di realtà non può far certo che aumentare l’immedesimazione.

Tralasciando il rapporto padre-figlio, un qualsiasi universo narrativo sappiamo bene che è coeso se le relazione che intercorrono tra gli organismi che lo compongono non sono solo circostanziali. Partendo dunque da quello che è forse il concetto più primitivo di legame, ovvero quello familiare, cominciamo a scoprire le nostre menzioni.

Kratos – God of War 

Proclamato “Game of The Year 2018”, God of War è il più recente titolo che ha visto Kratos protagonista. Complice un gameplay che lo discosta dai giochi precedenti, l’esclusiva PlayStation 4 è riuscita a vestirsi di un’aura del tutto differente.
Centrale è il rapporto tra Kratos e Atreus, che vede i due interagire durante e fuori gli scontri. Kratos, dall’aspetto e dall’animo profondamente lacerato da una vita lasciatasi alle spalle che lo ha visto perdere la prima figlia, Calliope, si propone come rigida figura paterna, con l’obiettivo di temprare un giovane figlio e prepararlo ad un mondo ostile.

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Ethan Mars – Heavy Rain

Tante famiglie spezzate e padri messi alla prova in Heavy Rain di Quantic Dream. Sulle tracce del killer degli origami, che rapisce e lascia morire bambini, ben quattro differenti personalità che potremo direttamente controllare e plasmare con le nostre azioni.
Tra di essi, il padre della nuova vittima. Mentre controlliamo Ethan saiamo costantemente al corrente dei suoi pensieri, a contatto con la sua disperazione per la perdita di un primo figlio e il rapimento del secondo. Davanti a prove che mettono in serio pericolo la vita di Ethan e che lo mostrano colpevole agli occhi di familiari e polizia, fino a dove ci spingiamo per salvare Shaun? La struttura messa in piedi nei giochi di David Cage lascia a noi la sentenza.

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Joel – The Last of Us

Come le recenti opere a tema post-apocalisse ci hanno abituati, i sopravvissuti si dimostrano spesso minacce più pericolose delle creature che normalmente minano la loro vita. Nella serie di personaggi costretti a prendere difficili decisioni per salvaguardare quel poco che li rende umani c’è Joel, protagonista di The Last of Us.
Presentato come un rude contrabbandiere immerso in un mondo verso la rovina, Joel è un orfano dell’amore di suo figlia Sarah, uccisa tra le sue braccia da un soldato con l’ordine di eliminare ogni possibile infetto quando l’epidemia ha avuto inizio. Quei sentimenti che Joel pensa di aver represso torneranno alla luce quando avrà il compito di portare la quattordicenne Ellie alle “Luci”, la possibile soluzione all’infezione.

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Victor “Sully” Sullivan – Uncharted

Figura importante per la maturazione del cacciatore di tesori di Naughty Dog è Victor Sullivan. Ritrovatosi affidato ad un orfanotrofio all’età di cinque anni, il giovane Nathan ha cominciato col tempo a coltivare la passione per gli antichi tesori.
All’età di quindici anni, ossessionato da Francis Drake, si reca a Cartagena de Indias per impadronirsi dell’anello del suo avo. Sarà in questo contesto che conoscerà Victor Sullivan, chiamato solitamente Sully, anche lui intento a rubare l’anello. Da quel momento Sully accetterà di mettere Nate sotto la sua ala, facendo di lui un padre, un mentore e poi un amico. Apparso in tutti i capitoli della serie, Sully è la rete di salvataggio e sostegno di Nathan in molte sue avventure, interpretando il ruolo di quel padre è sempre mancato nella sua vita.

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Carl Manfred – Detroid: Become Human

Se vogliamo parlare di figure paterne, in Detroit: Become Human di sicuro saltano in mente le critiche che il gioco ha ricevuto in occasione delle scene mostrate alla Paris Games Week del 2017, che mostravano violenza domestica. Un discorso che non ci sentiamo di affrontare in questa sede perchè legato alla psiche estremamente complessa di un padre.
Figura più positiva è Carl Manfred, il “proprietario” di Markus. Un anziano artista di grande successo, è bloccato da anni su di una sedia a rotelle. Nonostante la natura artificiale di Markus, vede in lui la persona che avrebbe tanto desiderato diventasse il suo vero figlio, che invece è finito su una brutta strada. Spingerà lui inizialmente la coscienza dell’androide, cercando anche di avvicinarlo alla forza creatrice dell’arte.

PlayStation e i papà videoludici

Appassionato di Videogiochi, ha approcciato al medium guardando giocare i genitori con la prima PlayStation. Con un draghetto viola da una parte che riusciva una volta su dieci a raggiungere le varie piattaforme, e dall'altra un povero neo-poliziotto incapace di coordinare i propri movimenti per sfuggire nella parte iniziale alle singolari creature, lo stanco ragazzino ha poi deciso di prendere in mano lui stesso il DualShock.

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