La “Jump Force” è arrivata sulla terra per proteggerci dall’invasione degli universi delle pagine di “Weekly Shonen Jump”. Sono infatti passati pochi giorni dall’arrivo nei negozi, fisici e digitali, del picchiaduro sviluppato da Spyke Chunsoft per celebrare il 50° anniversario di una delle più longeve testate settimanali di manga giapponesi.
Jump Force, appunto, pubblicato da Bandai Namco ci metterà nei panni di personaggi provenienti da ben 16 serie Shonen Jump. Il tutto impreziosito da inedite figure, giocabili e non, disegnate dal fumettista giapponese Akira Toriyama.

Il passato videoludico dei crossover tra le serie Jump

L’idea di accorpare in un unico titolo tutti questi famosi universi cartacei non è di certo nuova, né per la stessa rivista né per Bandai Namco.
Per i meno appassionati, forse, l’unico esempio che può venire in mente potrebbe essere il “J-Stars Victory Vs”, che arrivò in occidente con un’edizione Plus nell’estate del 2015. Questo perché nei territori esterni al Giappone, per questioni di copyright, prima d’ora questi titoli faticavano ad arrivare. Se nel sol levante, infatti, ogni diritto di universi come Dragon Ball, One Piece o Naruto è nelle mani della Jump, in Europa ed America i diritti dei vari manga sono stati acquistati da differenti case editrici.

Jump Force

D(ragon Ball).O(ne Piece).N(aruto).

Osservando la copertina di Jump Force, la quale mette in luce quelli che sono probabilmente gli esponenti più famosi nel mondo di Shonen Jump, è impossibile non ricollegarsi a “Battle Stadium D.O.N.”, picchiaduro di tipo platform in 2D (fino a quattro giocatori) che si rifaceva nella struttura alla famosa serie Nintendo “Super Smash Bros”. Sviluppato da Eighting e pubblicato da Bandai Namco, il crossover è stato reso disponibile per Playstation 2 e Gamecube nel 2006.
Come la sigla D.O.N. suggerisce, i manga presi in considerazione furono Dragon Ball, One Piece e Naruto. Vi era, infatti, la possibilità di impersonare 8 personaggi dalla serie con protagonista Goku e 6 personaggi per ognuna delle altre, il tutto in 11 differenti stage tra luoghi conosciuti ed altri inediti.
La modalità principale consisteva in un percorso arcade, composto da 5 incontri, che culminava con uno scontro con Cell nella sua Forma Perfetta. A differenza degli altri picchiaduro, D.O.N utilizzava una barra indicatrice, comune a tutti i giocatori, che andava conquistata colpendo i nemici. Più diminuiva la percentuale dell’indicatore che possedeva un giocatore, più aumentava quella degli altri. Di conseguenza il giocatore, per vincere un combattimento, doveva azzerare completamente l’indicatore agli avversari. Questo sistema aveva, però, il problema di rendere infiniti gli scontri in cui non era previsto un tempo limite. Infine, alcuni particolari incontri presentavano obiettivi che, se soddisfatti, facevano guadagnare monete da adoperare nelle Slot Machine per ottenere oggetti speciali.

Lotta in 2D tra le pagine di Weekly Shonen Jump

Parlando invece di picchiaduro completamente in due dimensioni, anche per richiamare stilisticamente le pagine cartacee, due esempi sono “Jump Super Stars” del 2005 e “Jump Ultimare Stars” dell’anno seguente. Entrambi sviluppati da Ganbarion e pubblicati da Nintendo sul proprio Nintendo DS, i due giochi sono riusciti a portare a casa dei risultati importanti. Il solo Jump Super Stars ha venduto 543.884 copie, titolo più venduto sia per quantità che per velocità su DS sino al lancio di Animal Crossing: Wild World.
Anche in questo caso il gameplay base può essere associato a Super Smash Bros anche se, questa volta, i giocatori presentano una barra della vita la quale, se consumata, porta alla sconfitta. Questa volta gli sfidanti, da 2 a 4 giocatori, si affrontano in vere e proprie Koma (termine utilizzato per indicare la vignetta che occupa il personaggio nel manga) rendendo benissimo l’impressione di immagini in movimento.
L’entrata in battaglia non è, però, immediata come in altri picchiaduro. Il giocatore non deve infatti selezionare un personaggio controllabile (34 in Super e 56 in Ultimate), ma assemblare il proprio Deck. Esso si presenta come un foglio di 20 quadrati (4 x 5) che il giocatore può riempire con i suoi “koma”. I giochi contano un numero di personaggi che supera l’ordine delle centinaia, questi suddivisi in “battle koma”, “support koma” e “help koma”.

I Battle Koma, che occupano da quattro fino a sette quadrati, sono intercambiabili tra loro in base al deck utilizzato e rappresentano i personaggi che il giocatore controllerà a schermo. I support koma, invece, occupano da due a tre quadrati e rappresentano gli eroi che appariranno sullo schermo per aiutare il battle koma, sia per fare un attacco che per fargli guadagnare energia. Infine, gli help koma sono grossi un solo quadrato ed il loro scopo è quello di potenziare i personaggi in campo. Tuttavia questi ultimi non appaiono mai sullo schermo.
I vari deck da noi creati dovevano contenere almeno un help koma, un support koma e un battle koma per essere validi e poter essere usati in una battaglia.
Una delle novità più importanti introdotte nel secondo capitolo, oltre l’aggiunta di nuovi personaggi tratti da i più disparati manga, era la compatibilità con la Nintendo Wi-Fi Connection, il servizio online gratuito, offerto da Nintendo, il quale permetteva di sfidare altri giocatori da tutto il mondo, sia su Nintendo DS che su Wii.

J-Stars Victory alla base di Jump Force

Come già citato in apertura, J-Stars Victory rappresenta, a tutti gli effetti, la base di partenza di Jump Force. Creato dagli stessi sviluppatori, il titolo era stato inizialmente realizzato per festeggiare i 45 anni di Weekly Shonen Jump. Pubblicato da Bandai Namco Games il 19 marzo 2014 in Giappone, come esclusiva Sony per le console PS3 e PS Vita, il titolo è poi giunto in Nord America ed Europa con il nome “J-Stars Victory Vs+” anche per PlayStation 4. Quest’ultima edizione presentava un’inedita modalità Arcade, la quale bilanciava la bassa difficoltà dell’avventura principale.
Il gioco risultava essere un semplicissimo picchiaduro a incontri in 3D. Si poteva combattere sia in solitaria che in battaglie di coppia, con tutti e quattro i giocatori contemporaneamente nell’arena. Si poteva anche, eventualmente, selezionare un personaggio di supporto il quale, una volta richiamato, avrebbe attaccato l’avversario.
I personaggi, oltre ad essere dotati di una barra della vita, possedevano una barra d’energia che permetteva di ricorrere a degli attacchi speciali (3 per personaggio) e allo scatto. La barra si caricava su due livelli ed alcuni personaggi, quando caricavano al massimo il secondo livello della barra, potevano usufruirne per realizzare una loro tipica trasformazione (come il Gear Second per Rufy o il Super Saiyan per Goku). Altri personaggi possedevano un’ulteriore trasformazione una volta attivato il “Victory Burst” (come il Susano’o per Sasuke), un ulteriore indicatore il quale, una volta caricato, permetteva al personaggio di entrare in modalità, appunto, “Victory Burst”, la quale permetteva di scatenare un attacco supremo.
La modalità storia, denominata J-Adventure, era ambientata nel Jump World, nel quale si concentravano personaggi tratti da molti universi dei manga. Il gioco presentava quattro differenti archi narrativi, ognuno di essi incentrato su di un personaggio differente (Rufy, Naruto, Toriko e Ichigo). Il giocatore aveva anche la possibilità di spostarsi attraverso una mappa anche via mare, disponendo di una nave che poteva essere potenziata per raggiungere determinate zone. Il roster finale del titolo comprendeva ben 52 personaggi, di cui 39 giocabili e 13 di supporto, tratti da ben 32 serie anime/manga differenti.

Un altro salto nel passato, tornando fino al 20°anniversario della rivista

Se fin’ora abbiamo messo in luce il genere picchiaduro, il primo videogioco dedicato all’universo Jump è stato un RPG sviluppato per il Famicom (Family Computer/NES) del 1988. Intitolato Famicom Jump: Hero Retsuden, l’RPG era stato creato per festeggiare i venti anni della rivista. Uno degli obiettivi principali del gioco era quello di reclutare 16 eroi Jump con i quali combattere contro i nemici in un mondo suddiviso in aree.
Nel 1991 uscì un sequel chiamato Famicom Jump II: Saikyō no Shichinin, il quale fu reso disponibile per la medesima piattaforma. Goku (Dragon Ball) e Momotaro Tsurugi (Sakigake !! Otokojuku) furono gli unici personaggi giocabili che ritornarono dal precedente capitolo. In ogni caso, serie come, ad esempio, le “Bizarre Adventure di JoJo” presentarono comunque un eroe giocabile (con Joseph sostituito da Jotaro Kujo), mentre Ryotsu Kankichi da KochiKame, NPC del precedente gioco, diventò giocabile. A questi quattro universi ne furono aggiunti altri tre (Jungle King Tar-chan, Magical Taluluto e Rokudenashi Blues), per un totale di sette.

Le Menzioni minori e …

Passiamo ora a qualche menzione a titoli minori e raccolte di classici.
Pubblicato nel Bandai e sviluppato da Sun L, Cult Jump è un quiz game rilasciato per Game Boy nel 1993. Il re del mondo Jump era stato imprigionato in un castello molto lontano. Spettava dunque al lettore di Shonen Jump usare la propria conoscenza sulle varie opere per salvare il re. Complessivamente vi erano 50 lunghe fasi nelle quali il giocatore doveva rispondere a delle domande poste dai diversi avversari. I protagonisti di questo gioco erano gli stessi di Famicom Jump II, eccetto Ta-chan di Jungle King Ta-chan il quale fu sostituito da Keiji di Hana no Keiji.

“Weekly Shōnen Jump Jikkyō Janjan Stadiumun” è un recente mobile game gratuito per Android e IOS sviluppato da Konami. Rilasciato in Giappone il 2 Agosto 2018 il gioco si presenta come un fighting-game fino a quattro giocatori, in cui impersonare i vari eroi disponibili in versione chibi. I giocatori possono attaccare, saltare o eseguire tecniche speciali attraverso semplici comandi richiamabili tramite un unico pulsante su schermo. Se al lancio il gioco contava ben 39 personaggi, oggi, attraverso i vari aggiornamenti, si è arrivati ad un totale di 54 personaggi giocabili.

Ultima menzione, ma non meno importante, è J Legend Retsuden, una raccolta di sette classici rilasciato per Nintendo 3DS nel 2013, il quale aveva come serie di riferimento Dragon Ball, Saint Seiya, Sakigake!! Otokojuku e Go! Go! Ackman.

… la Menzione speciale

Menzione onoraria di questo nostro speciale va al Famicom Mini a tema Weekly Shonen Jump, diffusa il 7 Luglio del 2018 da Nintendo per il mercato Giapponese. Come per Jump Force, è stata commercializzata per il 50° anniversario di Shonen Jump.
L’eccentricità del prodotto è dimostrata da una confezione, la quale ricorda proprio lo stile di una copertina della rivista e, soprattutto, al colore della console passato al dorato invece del classico color panna. Veniamo inoltre accompagnati nella home da un medley delle sigle, tutte riprodotte in versione 8-bit, dei venti titoli (numero inferiore ai 30 presenti nell’edizione classica) presenti all’interno della confezione.

Ricordiamo che Jump Force è disponibile dal 15 Febbraio per PS4, Xbox One e PC.

Appassionato di Videogiochi, ha approcciato al medium guardando giocare i genitori con la prima PlayStation. Con un draghetto viola da una parte che riusciva una volta su dieci a raggiungere le varie piattaforme, e dall'altra un povero neo-poliziotto incapace di coordinare i propri movimenti per sfuggire nella parte iniziale alle singolari creature, lo stanco ragazzino ha poi deciso di prendere in mano lui stesso il DualShock.

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