Dopo averlo provato circa un mese fa presso la sede di Milestone, eccoci nuovamente qui a parlare del promettente Ride 2, questa volta dalla GamesCom di Colonia. Vediamo insieme tutte le informazioni che abbiamo raccolto, nella nostra anteprima!

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Una dovuta presentazione
Il primo Ride era stato presentato da Milestone come “il Gran Turismo delle moto” e riteniamo che non ci siano andati troppo lontani, visti i numeri e la qualità del titolo. Ed è proprio dai numeri che vogliamo partire per farvi comprendere l’ambizione dello sviluppatore milanese.
Iniziamo naturalmente con le moto che, come già detto nella scorsa anteprima, saranno più di 230, suddivise in 19 categorie, quantitativi di tutto rispetto. Tra i vari marchi coperti, non mancano Aprilia, Bimota, BMW, Cagiva, Ducati, EBR, Energica, Honda, Husqvarna, Kawasaki, KTM, Agusta, Suzuki, Triumph e Yamaha. Ognuna delle moto presenti potrà essere customizzata a piacimento, lasciandoci mettere mano su trasmissione, motore, ruote ed estetica, per un totale di ben 1200 possibili modifiche applicabili. Anche il nostro avatar sarà completamente personalizzabile, grazie a più di 800 modifiche estetiche che vanno dal casco ai dettagli che faranno felici i maniaci delle moto.
Parlando dei tracciati presenti nella versione finale del gioco, saranno presenti ben 30 tracciati suddivisi in 7 categorie, tra i quali spiccano il Nurburgring, la North West 200, Macau, l’Ulster GP, oltre che vari circuiti cittadini e in aeroporto. Gli sviluppatori ci hanno confermato inoltre la presenza di 11 modalità e 300 eventi carriera.
Insomma, i numeri ci sono tutti, così come le possibilità di far bene, visto l’incremento di qualità negli ultimi titoli di moto prodotti da Milestone.

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Pad alla mano!
Dopo aver avuto conferma che lo sviluppo del titolo è circa all’85%, abbiamo potuto finalmente mettere mano al titolo. La prima cosa che abbiamo notato è proprio la mole contenutistica di cui vi abbiamo appena parlato, a partire dal numero di moto, circuiti e personalizzazioni. In secondo luogo, abbiamo notato una notevole riduzione dei tempi di caricamento rispetto al primo capitolo della serie, si parla di un miglioramento del 30%.
Dopo aver scelto una Ducati a caso e il tracciato di Monza, abbiamo sfidato la CPU in una gara su 3 giri, settando come attivi tutti gli aiuti di guida e l’IA al minimo per testare l’accessibilità del titolo. Ebbene sì, anche Ride 2 risulta tranquillamente accessibile per tutti gli amanti delle moto, grazie anche all’immancabile presenza del Rewind, utile a riavvolgere gli ultimi secondi di gara dopo un errore grossolano. Ma non disperate, tutti questi aiuti possono essere settati a piacimento, così come la fisica, in modo da rendere il gioco una sfida per i giocatori più esperti. Disattivando gli aiuti, aumenteranno di conseguenza anche i punti esperienza ottenuti nelle gare svolte.
Una volta avviata la gara, abbiamo potuto saggiare la buona qualità del modello di guida, tranquillamente assimilabile da chiunque. L’IA ci è parsa discretamente combattiva anche se settata al minimo, non osiamo immaginare la difficoltà ai livelli più alti. Purtroppo, per motivi di tempo, non abbiamo avuto modo di testare il titolo con gli altri settaggi, ma avendolo fatto con gli ultimi titoli, non abbiamo dubbi sull’elevato grado di scalabilità del titolo.
Tecnicamente parlando, il frame rate ci è parso piuttosto solido e ancorato sui 30 fotogrammi al secondo, non abbiamo notato infatti alcun rallentamento di sorta. Il livello grafico ci è parso più che buono per quanto riguarda i dettagli delle moto e dei piloti, un po’ meno (come sempre) per gli elementi di contorno e bordo pista. I dettagli sono particolarmente apprezzabili in modalità foto, grazie alla quale abbiamo potuto notare la notevole cura riposta anche nelle piccole cose relative, appunto, a moto e piloti.
In conclusione, ricordiamo che la data di uscita di Ride 2 è prevista per il 7 ottobre, dopo la quale seguirà un supporto di un anno, grazie a ben 21 DLC (di cui alcuni saranno gratuiti). Ora non ci resta che aspettare fiduciosi!

Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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