Modern Warfare. Due parole che rievocano migliaia di ricordi. Quanti pomeriggi e nottate passate con gli amici, nel lontano 2007, in quel meraviglioso sparatutto di Activision. Risate, cooperazione, strategia e, inutile negarlo, qualche sonora imprecazione. Tempi andati che riaffiorano nella mente e che, all’uscita della remastered, non hanno fatto che rafforzare il piacere di tornare su “Spedizione” a far fuori qualche nemico.
Modern Warfare ed Infinity Ward, nel bene e nel male, hanno segnato la storia del medium e di ogni amante degli sparatutto. Un evento che tutti gli appassionati ricordano.
Ed oggi qui, sulle pagine di questo nostro sito, vi parlo del nuovo Call of Duty: Modern Warfare (4), provato abbondantemente in questa prima sessione di Beta.
Che aggiungere, iniziamo!

Spara, SPARA!

Se c’è una componente che non può mai sgarrare negli sparatutto è, ovviamente, il gunplay. Con mio grande piacere, posso veramente ritenermi soddisfatto di quanto provato.
Il feeling delle armi che hai in pugno è “realistico“, sia fisicamente che esteticamente. Non solo ogni arma ha la giusta realizzazione tecnica a mostrarne il funzionamento (carrello in movimento, sistema di ricarica, rinculo ecc), ma è anche differente alle altre per prestazioni.
Lasciando perdere gli ovvi meccanismi di gameplay – come ad esempio l’aggiunta di un maniglione sotto-canna aumenti il danno dall’arma – il feeling è appagante ed immersivo.
Definitivamente una delle mie migliori esperienze in ambito shooting!

Cosa giochiamo ora?

In questa sessione di Beta sono state rese disponibili poche ma interessanti modalità.
Oltre ai classici Deathmatch a Squadre e “Dominio“, mi è stato possibile giocare anche ad “Attacco informatico” e “Quartier generale“.
Attacco informatico ricorda i fondamentali di “Cerca e Distruggi“. Due squadre da 6 giocatori (con respawn bloccati), una bomba EMP al centro della mappa e due generatori (uno per squadra) da distruggere per vincere il match. Come per “CeD”, la vittoria può essere conseguita anche uccidendo ogni membro della squadra avversaria. La vera differenza a rendere unica questa modalità, è la possibilità di riportare in vita i propri compagni. Infatti i corpi restano a terra, consentendo ai vivi di riportarli in combattimento. Meccanica semplice ma estremamente tattica, soprattutto quando ci si ritrova in inferiorità numerica.
Quartier generale, invece, ha come obiettivo l’attivare e proteggere un QG per più tempo possibile. I QG appaiono a caso sulla mappa solo per un limitato periodo di tempo, sta ai giocatori conquistarli e tenerli attivi per più tempo possibile accumulando punti. Attivato il QG il respawn della squadra “occupante” viene momentaneamente disabilitato, fino alla riconquista del QG o allo scadere del tempo di cattura.
Inoltre, è stata aggiunta la possibilità di giocare in notturna a tutte le modalità. Visore notturno e puntatori laser obbligatori. Semplice ma estremamente immersivo. Vedere i laser nemici uscire da una grotta, oppure lungo un corridoio, lascia spazio a strategie e comportamenti completamente differenti dal normale.

Calcio, canna o caricatore?

Ormai abituati alla loro presenza, anche in questo nuovo capitolo sviluppato da Infinity Ward torna a farla da padrone la personalizzazione delle armi.
Ogni arma può essere modificata, con un massimo di 5 pezzi, in quasi ogni componente. Volata, ottica e sottocanna sono solo alcune delle varie parti modificabili. Ogni componente ha statistiche proprie, le quali vanno ad incidere sulle proprietà dell’arma come precisione, danno e cadenza di fuoco. Le varie modifiche vengono sbloccate utilizzando l’arma e facendo punti con essa. Aumentando il “livello” dell’arma, aumentano i gadget disponibili.

Oltre alle armi, è anche possibile personalizzare l’aspetto degli Operatori con cui scenderemo in battaglia. Gli operatori variano per fazione e per abbigliamento. Nessun bonus e nessuna caratteristica unica. Semplice estetica.

Ultima, ma non meno importante, la possibilità di portare in battaglia i “Potenziamenti da campo“. Questi “potenziamenti” sono bonus, ricaricabili con tempo, da utilizzare per aiutare se stessi ed i compagni. Attualmente mi è stato possibile utilizzare il “riparo mobile“, una semplice copertura posizionabile, e la cassa delle munizioni, abbastanza auto-esplicativa. Nulla che possa ribaltare le sorti di una partita, ma comunque utili al complesso della partita!

Hai detto Killstreak?

Esatto, le killstreak sono tornate!
Nella Beta non mi è stato ovviamente possibile provare tutte le varie opzioni disponibili. Ho comunque apprezzato particolarmente il loro ritorno.
Personalmente ho deciso di sfruttare le 3 opzioni di default: UAV, il missile Cruise e l’Elicottero d’assalto.
L’UAV, a differenza del radar personale, rende visibile a tutti gli alleati la presenza degli avversari sulla minimappa.
Il missile Cruise è molto simile al Predator di qualche capitolo fa. Un missile, guidato dal giocatore, che esplode raggiunto il bersaglio.
L’elicottero d’assalto viene utilizzato dal giocatore, il quale si ritrova a poter vedere dall’alto la mappa con i nemici marcati in rosso. Una vera e propria macchina di morte!
Che altro aggiungere… Quella tensione nel ritrovarsi ad una uccisione dall’ultimo bonus ed aver paura di perdere “tutto”. Impagabile!

Lancio?

A poco più di un mese dall’uscita del gioco, sono veramente entusiasta di ritrovare un Call of Duty in forma e pronto a spaccare.
Dopo anni di salti, scivolate infinite, esoscheletri e quant’altro, Activision riporta il brand alla normalità. Gamba, corsa ed armi da fuoco, non serve altro.
Devo ammettere di essermi divertito come non mai giocando a questa beta. Un divertimento che mai avrei pensato di poter provare nuovamente su un Call of Duty.
Il 25 ottobre si avvicina. Modern Warfare sta arrivando. La trama ci riporterà dal capitano Price. Posso stappare lo spumante?

Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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