Nonostante non riesca a giocare tanti Indie quanti vorrei, cerco sempre di provare con mano tutto ciò che stuzzica il mio sguardo. Sviluppato da All Possible Futures e distribuito da Devolver Digital, questo è sicuramente il caso di The Plucky Squire, con la sua promessa di un’avventura che oscilla tra le pagine di un libro illustrato ed un mondo tridimensionale.
Avuta l’opportunità di immergermi completamente in questa fiaba interattiva, non posso che confermare le aspettative che mi ero posto prima del suo arrivo. Un titolo simpatico, ben strutturato e decisamente interessante che, purtroppo, mi ha lasciato con qualche rammarico.
Dopo una buona decina di ore, utili a completare il titolo al 100%, sono finalmente pronto a parlarvi di The Plucky Squire in queste mia nuova recensione. Buona lettura!
The Plucky Squire, l’eroe di Mojo
The Plucky Squire è letteralmente una fiaba illustrata. L’avventura del nostro piccolo eroe è infatti ambientata all’interno di un libro per bambini, nel quale è protagonista assieme ai suoi amici d’infanzia. Insieme al grande mago Moonbeard ed al suo aiutante Pip, il nostro Plucky Squire risolve le varie insidie della terra di Mojo, nella quale è conosciuto e rinomato.
Come ogni storia che si rispetti, il piccolo eroe deve spesso intralciare i piani del perfido mago Humgrump, il quale vorrebbe conquistare il regno di Mojo per i suoi patetici piani. Nonostante quindi la storia preveda la sua sconfitta ogni singola volta, qualcosa è cambiato. Humgrump ha appreso un potere speciale che gli permette di abbandonare il libro ed accedere al mondo reale, potendone di conseguenza modificare la storia a proprio piacimento.
Gettato fuori dal libro, il piccolo Plucky Squire dovrà scoprire la verità sul proprio mondo ed imparare a sfruttare questo dualismo tra libro e realtà a proprio vantaggio.
La storia, pur nella sua semplicità, è intrisa di un umorismo leggero e accattivante che mi ha fatto sorridere più volte, ricordandomi le fiabe che leggevo da bambino. Ho apprezzato particolarmente i momenti in cui il gioco rompe la quarta parete, con dialoghi spiritosi che creano un legame diretto con il giocatore e lo coinvolgono attivamente nella narrazione.
Dal libro al mondo reale
Come anticipato nell’incipit di trama, The Plucky Squire fa della propria doppia valenza 2D e 3D il fulcro del gameplay. Questo platform passa dall’isometrico allo scorrimento laterale al 3D in maniera netta e veloce, aiutandoci ad esplorare la terra di Mojo per sconfiggere Humgrump.
A scandire le varie fasi dell’avventura abbiamo trovato tre chiari elementi: il combattimento, i minigiochi e la risoluzione degli enigmi ambientali.
Il combattimento, estremamente semplice, si basa su attacchi e schivate. Essendo la componente più basilare che il titolo offre, vi basti sapere che il piccolo Plucky Squire potrà colpire con la propria spada i vari sottoposti di Humgrump per farsi largo e proseguire nell’avventura. Oltre agli attacchi normali potrete anche acquistarne di opzionali, se non – per la maggior parte – superflui.
I minigiochi, molti e vari, cambiano nuovamente il gameplay proponendo meccaniche uniche. Non volendovi rovinare la sorpresa, troverete ad esempio un combattimento in stile boxe, uno basato sul ritmo ed altro ancora.
Infine, il vero cuore del gameplay di The Plucky Squire è la risoluzione degli enigmi ambientali. Oltre alla possibilità di cambiare le parole del libro per modificare ciò che accade al suo interno (ad esempio cambiare la parola “foresta” con la parola “rovine” per modificare l’ambientazione di quella pagina), il piccolo eroe potrà interagire con il libro, potendolo inclinare o girarne le pagine per risolvere l’enigma di turno.
Maledette pagine!
Ripensando a tutto quanto visto e sperimentato all’interno di The Plucky Squire non posso che soffermarmi sulla qualità grafica o, per meglio dire, sul suo stile. Ogni pagina della fiaba narrata nel titolo di All Possible Futures è veramente curata, piena di dettagli nonostante l’impatto minimal. A differenza della parte 2D, tutta l’esperienza 3D risulta meno ispirata, con scelte di illuminazione ambientale non proprio azzeccate.
Il titolo è giocabile in due distinte modalità: Avventura e Storia. Nonostante la modalità storia venga descritta come un’esperienza più semplice ed adatta a chi è interessato solamente alla trama, posso garantire che anche la modalità avventura è decisamente abbordabile.
Il vero problema che affligge The Plucky Squire è la facilità con cui ci si può imbattere nei bug di gioco. Dall’impossibilità di girare le pagine alla sparizione di alcuni oggetti legati agli enigmi, il titolo di All Possible Futures attualmente soffre di fin troppi problemi. Ho dovuto fin troppe volte chiudere la partita e ricominciare dall’ultimo checkpoint per bug tanto stupidi quanto debilitanti. Sicuramente il team verrà a capo della situazione, ma al momento di questa stesura deve ancora essere sistemato.
Concludendo questa recensione, non posso che spendere due parole sulla mancata traduzione italiana del gioco. The Plucky Squire è completamente localizzato in inglese (ed altre lingue). Nonostante il linguaggio usato sia piuttosto semplice, per chi non è avvezzo alla lingua potrebbe essere un problema. Sicuramente per il fatto di dover, in determinati contesti, cambiare le parole del libro per proseguire.