Observer: System Redux – Recensione

Observer: System Redux è un'esperienza spaventosa su di un futuro cupo e degradante. Complici le ambientazioni e una narrazione che ci lascia senza fiato, le quali ci tengono attaccati alla console fino alla fine. Il lavoro grafico svolto dalla Bloober Team e l'utilizzo delle potenzialità presenti nella next-gen, ci lascia affascinati e spaventati anche dal più piccolo dettaglio. Un titolo da giocare assolutamente per chi vuole un gameplay semplice ma una narrazione convincente.

Ci si interroga da sempre su come sarà il nostro futuro, in cui, forse troppo spesso, ci si vede totalmente soggiogati dalle nuove tecnologie. Un primo assaggio di questo futuro poco ottimistico ce lo raccontò George Orwell con il suo romanzo – o meglio, “incubo fantascientifico” – “1984“, ma sono molti gli esempi cinematografici o letterali che ci mettono in guardia e ci pongono domande etiche su come non farci dominare dalle tecnologie per mantenere sempre la nostra umanità e libertà.

Non poteva essere da meno anche la categoria videoludica. Uscito già nel 2017, dal 19 novembre abbiamo la possibilità di mettere mano ad una versione totalmente restaurata graficamente, la quale sfrutta inoltre le nuove tecnologie date dalla next-gen. Stiamo parlando di Observer: System Redux sviluppato da Bloober Team, già famosi per Layers of Fear e di cui si attende il prossimo titolo su next-gen, “The Medium”. Anche se in ritardo, siamo pronti a raccontarvi di questo spaventoso viaggio nella cibernetica Cracovia.

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Un passo in un futuro oscuro

Per comprendere al meglio la trama del gioco, bisogna partire con una breve ma importante analisi della storia sulla quale ha origine Observer: System Redux. Il mondo è stato colpito da una distruttiva guerra che ha lasciato sia l’Occidente che l’Oriente decimati e distrutti. Senza nessuno pronto a prendere il potere, la multinazionale Chiron ha preso il controllo del mondo, forgiando il proprio disonesto impero fondando la Quinta Repubblica Polacca

Seppure la tecnologia abbia conseguito importanti passi in avanti, permettendo, grazie ad innesti cibernetici, di poter curare malattie prima considerate mortali, ha portato con sé anche una pericolosa piaga digitale nota come “nanofagia”. La nanofagia consiste in un glitch altamente contagioso che può presentarsi negli innesti tecnologici, portando a chi ne è affetto a sperimentare malori, febbre alta e deliri, con conseguente perdita di autocontrollo e morte dell’ospite.

In un mondo ormai distrutto dalla guerra, dalla malattia e dalla corruzione, le persone si rifugiano nelle droghe e nella realtà virtuale alla ricerca di un mondo migliore, spesso non riuscendo più a distinguere la realtà dal mondo virtuale. Muoveremo i nostri passi in una degradante Cracovia del 2084, in un futuro più oscuro di quanto immaginiamo…

Indosseremo i panni di Daniel Lazarski – doppiato e modellato sul celebre Rutger Hauer, famoso per il ruolo del replicante Roy Batty nel film “Blade Runner”– un detective, o meglio, il terrore di chiunque lo incontri, un Observer, capace, grazie ai suoi innesti, di mettere a nudo i segreti e i sogni delle persone. Dopo aver ricevuto una telefonata da nostro figlio Adam, con cui avevamo perso i contatti da anni, ci ritroveremo ad affrontare un misterioso caso di omicidio.

Alla trama principale, che resta originale al titolo del 2017, si affiancano diverse missione secondarie, tre delle quali sono inedite di Observer: System Redux, utili alla comprensione del mondo dispotico e cyberpunk in cui ci troviamo. Il completamento delle sub quest non incide in alcun modo sulla trama principale, ma ci permettono di dare uno sguardo più approfondito a temi etici non troppo lontani dai nostri, tra cui l’effettivo confine tra macchine ed uomo, oppure l’impatto che ha la tecnologia sulla vita di tutti i giorni. 

Faccia a faccia con i nostri incubi…

Anche il gameplay resta immutato dal suo predecessore. Observer: System Redux è un’avventura horror in prima persona. Ci muoveremo in una mappa chiusa, non impugneremo mai un’arma, ma il nostro unico scopo sarà analizzare ed indagare nell’ambiente ed interrogare le persone che ci circondano alla ricerca del minimo indizio utile al completamento dei casi che troveremo nel corso del gioco.

Per effettuare le nostre indagini avremo a nostra disposizione tre tipi di visione: una biologica, capace di analizzare le macchie ematiche, le ferite, i cadaveri e le eventuali sostanze biologiche, la visione scanner, utile ad analizzare i dispositivi elettronici ma anche gli eventuali innesti presenti nei cadaveri, ed infine il “Mangia Sogni“, il quale ci permetterà di violare la mente di un cadavere per rivivere gli ultimi momenti di vita ed analizzarne così, in prima persona, le paure e le angosce del malcapitato.

Le sessioni del mangia sogni sono caratterizzate da scene decisamente oniriche, confusionarie e ricche di loop. L’utilizzo del Mangia Sogni causerà alti livelli di stress in Daniel, con conseguenti allucinazioni in cui ci troveremo faccia a faccia con l’inquietante creatura che invade i suoi incubi, catapultandoci in sessioni di stealth il cui unico scopo sarà scappare più velocemente. Per abbassare i livelli di stress abbiamo a disposizione una composto denominato Synchrozine, che troveremo nelle aree di gioco e che potremo assumere dal menù.

Alle sessioni di indagini si aggiungono anche brevi fasi di hacking dei dispositivi, composte da “enigmi” decisamente troppo semplici e ridotte a dei minigiochi, in cui occorrerà cliccare i numeri immobili che appaiono sul dispositivo. Semplice nel complesso, dato che l’intero gioco da importanza principalmente ad una narrazione ben riuscita ma che si conclude in sole 10 ore.

Complice dell’innovazione di Observer: System Redux – e ciò che che permette di fare decisamente un passo avanti – è sicuramente il supporto del DualSense. Capace di rendere le sessioni di gioco più immersive, stimolanti e spaventose. Difatti, la vibrazione del controller andrà a ritmo con il battito cardiaco di Daniel. In situazioni di alto stress la vibrazione si farà sempre più intensa ed insistente mentre, quando saremo inseguiti, i passi del nemico li percepiremo dal DualSense anche in termini di vibrazione.

Vi assicuro che può sembrare poca cosa, magari presa da sola, ma se calata in un ambiente spaventoso, oscuro e con la giusta colonna sonora, anche la minima variazione di vibrazione vi darà un senso di ansia. Un’ansia che ci accompagnerà costantemente. Il DualSense non viene però sfruttato al meglio per quanto riguarda gli Adaptive Triggers. I grilletti adattivi verranno utilizzati per fare qualsiasi azione, ma nel tentare di aprire delle porte chiuse non percepiremo un reale e deciso senso di resistenza. Ciò avrebbe reso ancor più immersiva l’intera esperienza.

Un comparto grafico da paura!

Motivo di plauso è sicuramente il fantastico lavoro di restyling grafico attuato dai ragazzi di Bloober Team. Noteremo fin da subito il miglioramento in termini di illuminazione, complice l’introduzione del HDR e del Ray Tracing. Ciò ci permetterà di godere di luci e ombre sempre più realistiche, capaci di riflettere in maniera perfetta l’atmosfera fatiscente della Cracovia raccontata in Observer: System Redux.

Si pone in modo preponderante un panorama freddo, cupo e degradante ma ricco di affascinanti luci al neon, accompagnato da una colonna sonora che ho apprezzato particolarmente, adatta e calzante, specialmente nei momenti più spaventosi del gioco. La localizzazione è in italiano per i testi, mentre il doppiaggio è esclusivamente in lingua inglese. Non ho riscontrato bug o glitch, anche se, in alcuni casi, non è stata immediata la reattività del tasto R2 per agganciare e aprire le porte. Costringendomi, di conseguenza, a ripetere l’azione più volte.

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Roberta Avella
Roberta Avella
Nata arrabbiata. Inizia la sua carriera videoludica con la PlayStation One (quando il fratello permetteva). Cresciuta mangiando frutti wumpa tra un jumpscare e l'altro nella tetra Silent Hill. Con il tempo si appassiona alle vicende dei guardiani della Luce che segue come filosofia di vita ”May your heart be your guiding key”. Gioca a di tutto ma predilige il genere RPG e FPS. Nel tempo libero ama leggere romanzi fantasy sorseggiando vino nella colorata e non troppo tranquilla Toussaint.

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