Death Stranding 2: On the Beach – Recensione

Sebbene Death Stranding 2: On the Beach sia un videogioco superiore sotto quasi ogni aspetto, non riesce a eguagliare l'impatto narrativo del suo predecessore. La narrazione, frammentata e dilatata, non regge il confronto con le continue scoperte del primo capitolo, proponendo a tratti piccole rivelazioni fin troppo superflue. Ciò non toglie che si tratti di un'esperienza che ogni fan del buon Hideo Kojima apprezzerà. Se avete amato il primo Death Stranding, non esitate a imbarcarvi in questo nuovo viaggio.

Sono passati quasi 6 anni dall’uscita dell’ultimo progetto nato dalla mente di Hideo Kojima. Un lasso di tempo abbastanza grande che invita a riflettere su ciò che Death Stranding ha lasciato a chiunque lo abbia giocato. Pertanto, mi perdonerete se da qui in avanti mi lascerò andare a confronti, pareri e qualche spoiler sul primo capitolo, elementi essenziali per comprendere a fondo questo proseguo della storia.

Death Stranding 2: On the Beach è proprio questo, la continuazione della storia di Sam. Un nuovo viaggio che ci porterà a scoprire più a fondo i meccanismi e le peculiarità di questo nuovo apocalittico mondo, sempre sull’orlo del baratro dell’estinzione umana.

Con colpevole ritardo rispetto all’uscita, mi sento finalmente pronto a parlarvi dell’ultimo lavoro di Kojima Production. Benvenuti nella mia nuova recensione.

Death Stranding 2

Death Stranding 2, l’Australia aspetta!

Ribadendo quanto sia fondamentale aver giocato e compreso il primo capitolo, Death Stranding 2 riprende la narrazione poco dopo la conclusione del capitolo precedente.

A seguito del viaggio di Sam attraverso gli Stati Uniti, il Last Stranding è stato scongiurato e le UCA hanno finalmente potuto riconnettere il popolo statunitense come mai dopo la venuta del Death Stranding. Sam si è ritirato a vita privata con Lou, la bambina sopravvissuta all’estrazione dal BB-28, nascondendosi in prossimità del confine con il Messico per sfuggire all’interesse delle UCA e della Bridges.

L’APAS, il sistema di consegne automatico gestito dagli automi, ha praticamente sostituito i corrieri tra un insediamento e l’altro, rendendo molto meno frequenti gli incontri con le CA ancora sparse per il territorio. La copertura della rete chirale che Sam stesso ha aiutato a costruire ha quindi avuto successo, permettendo all’umanità di sopravvivere in questo piccolo angolo di pianeta.

Eppure il mondo è ancora preda del Death Stranding e la pace di Sam e Lou, come purtroppo era facile prevedere, non sarebbe durata a lungo. Rintracciati da Fragile, Sam viene convinto ad un breve viaggio per connettere il Messico alla rete chirale, in modo da stabilizzare le correnti di catrame che, a seguito del primo viaggio di Sam, stanno sconvolgendo il clima di tutte le aree non coperte dalla rete.

La breve avventura in Messico sarà proprio ciò che darà inizio alla serie di eventi che porterà Sam nuovamente sulla strada. Probabilmente il suo viaggio più lungo e difficile, attraversando un’Australia devastata dal Death Stranding.

Falco di drago nero diabolico con postura minacciosa, decorato con dettagli fantasy. Ambientazione di alta qualità in stile videogame PlayStation.

Esattamente come per il gameplay che vedremo in seguito, raramente ho giocato a un titolo che desse così tanto per scontato che si conoscesse il suo predecessore. Nonostante sia presente un video riassunto consultabile prima di avviare la partita, ed anche una sezione apposita del menù chiamata “Corpus” nel quale viene spiegato e sintetizzato tutto ciò che viene nominato e/o raccontato, Death Stranding 2 ci catapulta nell’azione senza troppi fronzoli. La trama inizia e prosegue, inflessibile, lasciando al giocatore il libero arbitrio di andare a leggere ed informarsi, senza perdersi in chiacchiere inutili.

Questa immediatezza, che non lascia al giocatore il tempo di ignorare quanto accaduto in passato, ci conduce in un lungo viaggio tra un insediamento e l’altro, con l’obiettivo di connettere l’intero continente australiano alla rete chirale. Un viaggio che, a mio parere, diluisce la storia fin troppo. Non fraintendetemi, Death Stranding 2 è riuscito a coinvolgermi e ad appassionarmi fino al suo termine. Eppure, nonostante abbia apprezzato maggiormente il primo viaggio di Sam nel suo complesso, sono di parere opposto per quanto riguarda il finale.

Senza scendere nei dettagli, la storia viene narrata col contagocce. Ogni tappa principale non è che un piccolo frammento di trama, che si condensa poi in un profondo ed emozionante finale di circa tre ore. Per quanto io possa capire la necessità di distribuire le informazioni in maniera coerente per non lasciare nessuna area dell’enorme mappa di gioco a secco, ho avuto fin troppo spesso la sensazione di un avanzamento pressoché nullo, mascherato da piccole rivelazioni.

Venendo al finale, credo che l’unica parola che possa racchiudere in maniera più accurata possibile quanto mostrato sia solamente una: “Kojima”. Per chi conosce il geniale Hideo, il finale racchiude tutto ciò che ci ha sempre emozionato delle sue opere. Un finale intenso, con qualche giusto tocco di autocitazionismo ed anche un pizzico di fan service che non guasta.

Dove sono stati catturati, all'interno del videogioco PlayStation Zone.

Il corriere migliore del mondo

Come anticipato, anche per il gameplay Death Stranding 2 dà per scontato che si abbia giocato al capitolo precedente. Molto, se non tutto, di quello che potevate fare nel primo capitolo viene sbloccato in pochissimo tempo, andando ad integrare nuovi strumenti di consegna, armi ed accessori man mano che collegate nuovi insediamenti alla rete e li potenziate effettuando consegne.

Anche in questo capitolo dovrete gestire le consegne sia in base alla richiesta del mittente sia in base al percorso che volete attraversare per raggiungere la destinazione. Peso trasportabile, equilibrio e distribuzione del carico tornano alle fondamenta dell’esplorazione, anche se, onestamente, i potenziamenti introdotti in questo capitolo rendono il tutto molto relativo sin dalle prime fasi di gioco.

Oltre alla cronopioggia, in Death Stranding 2 sono state introdotte anche diverse calamità naturali che possono compromettere sia le vostre strutture, sia l’estetica della mappa. Le forti piogge possono ingrossare i fiumi rendendo più difficile se non impossibile la traversata, mentre devastanti terremoti possono far crollare pesanti rocce sui fianchi delle montagne o farvi perdere l’equilibrio. Il meteo variabile porterà anche a modificare la presenza delle CA in alcune aree, nonostante queste restino pur sempre scriptate.

Mezzi di trasporto come il fuoristrada ed il tri-cruiser torneranno ad accompagnare le vostre consegne fin dagli inizi di questo nuovo viaggio, ritrovando la passata costruzione delle strade a suon di materiali e le nuove monorotaie a facilitare i viaggi più lunghi.

Stazione spaziale su pianeta alieno, astronauta, tecnologia futuristica, gameplay PS5, scienza e esplorazione spaziale.

Per quanto riguarda il combattimento, Death Stranding 2 introduce diverse nuove armi per il combattimento ravvicinato e a distanza. La loro presenza è più marcata rispetto all’originale, pur rimanendo un aspetto secondario rispetto all’esplorazione. Anche il combattimento a mani nude è stato migliorato, permettendo di combinare attacchi leggeri e pesanti in sequenze più fluide, rendendo gli scontri più dinamici e meno ripetitivi, ma soprattutto divertenti.

Anche le CA sono evolute, aumentandone numero e tipologie, seppur in maniera limitata. Giusto per fare un esempio, una delle nuove CA, chiamata “Vedetta”, è in grado di vedere il mondo dei vivi, potendo avvistare il giocatore dalla distanza e non essendo limitata all’udito. Avanzando nella trama incontrerete altri pericolosi nemici, che mi sento di omettere per non rovinare la sorpresa.

Accesso a un videogioco di sopravvivenza in un mondo post-apocalittico con tempesta di sabbia, veicoli abbandonati e spettacolari scenari di gioco su PlayStation.

Social Strand Service

Già nel primo capitolo, il multiplayer asincrono tra giocatori era una delle colonne portanti dell’esperienza. In Death Stranding 2 questo concetto si evolve ulteriormente. Nonostante i ‘Mi piace’ abbiano un ruolo meno centrale rispetto al passato, ogni piccola azione di un giocatore influisce ancora sul mondo di tutti, rafforzando quell’idea di connessione che Hideo Kojima ha saputo rendere unica. Tramite il menù potrete ora accedere al Social Strand Service (SSS), nel quale non solo è possibile controllare il livello di connessione con i Prepper, ma anche stabilire contratti di collaborazione con altri giocatori online per trovare più loro strutture sparse per l’ambientazione.

Un protagonista di un videogioco PlayStation con ambientazione intensa e realistica.

L’Australia del Death Stranding

Su una cosa possiamo tutti essere sicuri: il Decima Engine di Guerrilla è incredibile. Come Horizon, Death Stranding 2 è una gioia per gli occhi. Kojima Production è riuscita a perfezionare quanto fatto nel primo capitolo, realizzando un’ambientazione a dir poco sorprendente. Lo stesso discorso vale per la realizzazione dei protagonisti e dei comprimari, che raggiungono una qualità pressoché realistica.

Il titolo appare stabile sotto ogni punto di vista. Giocato su PlayStation 5 Pro, Death Stranding 2 non presenta alcun problema, sia a livello di frame rate che di bug. Tutto è filato liscio per l’intera durata dell’avventura.

Il titolo è localizzato in italiano sia nei testi che nel doppiaggio, entrambi di altissimo livello. Come per il precedente capitolo, la colonna sonora di Death Stranding 2 è composta da numerose canzoni di altrettanti numerosi artisti. Le tracce audio si adattano automaticamente al gameplay, tra scontri ed esplorazione, per un’immersione completa.

GUIDE TROFEI

Mirco Neri
Mirco Neri
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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Sebbene Death Stranding 2: On the Beach sia un videogioco superiore sotto quasi ogni aspetto, non riesce a eguagliare l'impatto narrativo del suo predecessore. La narrazione, frammentata e dilatata, non regge il confronto con le continue scoperte del primo capitolo, proponendo a tratti piccole rivelazioni fin troppo superflue. Ciò non toglie che si tratti di un'esperienza che ogni fan del buon Hideo Kojima apprezzerà. Se avete amato il primo Death Stranding, non esitate a imbarcarvi in questo nuovo viaggio.Death Stranding 2: On the Beach - Recensione