YS: Memories of Celceta – Recensione

Il panorama videoludico nipponico ha sempre riscontrato delle difficoltà a farsi valere nel vecchio continente. Oggi, grazie ad internet ed una maggiore diffusione dell’informazione, le produzioni provenienti dal Sol Levante stanno ottenendo una maggiore visibilità. Serie di videogiochi che pian piano sono uscite da quella bolla mistica della nicchia hanno ottenuto, nell’attuale presente, il giusto riconoscimento da parte del pubblico. Finalmente riuscendo ad ottenere la giusta attenzione ambita da parte di tutto il mondo, vedasi Persona 5 Royal come esempio. Eppure, sono ancora tante le produzioni che dal Giappone approdano in Europa senza alcuna attenzione mediatica, passando automaticamente in sordina e rimanendo, in questo modo, in quella “bolla” di nicchia.

I fan degli JRPG ne sanno qualcosa a tal proposito, poiché oggi vi parleremo d Ys: Memories of Celceta che, dalla poco fortunata PS Vita, approda finalmente su PlayStation 4 con una versione leggermente migliorata. Se siete appassionati del genere, il nome Nihon Falcom vi dirà qualcosa: parliamo infatti di un’azienda che solo negli ultimi anni sta finalmente raggiungendo concretamente l’Europa. Autori di saghe come The Legend of Heroes e Ys, la sua presenza in Europa sarà ancor maggiore in futuro a detta del presidente Toshihiro Kondo. Fatte le dovute presentazioni, non ci resta che entrare nel vivo della recensione!

Ys Memories of Celceta recensione: a caccia di ricordi perduti!

Quella di Ys è una serie piuttosto complessa. Ad oggi, risulta quasi difficile consigliare da quale capitolo incominciare poiché, recuperarla nella sua integrità, non è per niente facile. Basti pensare però che Ys: Memories of Celceta si colloca come quarta iterazione all’interno di questa mastodontica saga, dove ritroveremo Adol Christin colpito da un’amnesia. Difatti, il protagonista ha perso la sua memoria a seguito di un incidente ed è costretto a dover recuperare i suoi ricordi per ricostruire l’accaduto. Un anno dopo gli eventi di Ys II, uno “smemorato” Adol incontrerà Duren, con il quale, su richiesta del generale Griselda di Casnan, inizierà un viaggio che li porterà ad esplorare la Foresta di Celceta. Questo luogo non solo pullula di mostri, ma anche di luoghi e segreti inesplorati. Man mano che la narrazione prosegue, assieme alla main quest, anche i ricordi di Adol vengono restaurati, svelando passo dopo passo quello che è stato il passato del ragazzo. Rivelando infine ciò che lo ha portato in quella data situazione.

Non mancano ovviamente i comprimari che andranno a comporre delle sotto trame, le quali si riallacceranno al filone narrativo componendo una certa coralità della storia. I protagonisti vengono delineati da un preciso background narrativo, da cui è possibile apprendere maggiori dettagli sul passato di Adol, rivelando al ragazzo quelli che sono degli eventi cruciali per la narrazione. Essa però si svolge lungo dei dialoghi piuttosto prolissi che, a parer nostro, ne appesantiscono la godibilità, facendoci perdere qualche volta in un bicchier d’acqua alla minima distrazione. Eppure, la trama non ha smesso di intrattenerci fino all’ultimo, poiché quel mistero che aleggia sul mondo di gioco spinge Adol ad esplorare ogni angolo di questo vasto mondo.

memories of celceta img rece

Tra classico e moderno

Ciò che bilancia la pesantezza dei dialoghi è sicuramente il gameplay. Impostato come un generico action-rpg, Ys: Memories of Celceta pad alla mano è immediato nell’azione, ponendo quella che è un’ottima gestione in tempo reale del party. Difatti, il titolo permette di gestire i personaggi attivi con un’immediatezza a dir poco ottima, partendo dalla formazione del party ai relativi equipaggiamenti, passando infine per la scelta delle abilità da utilizzare in combattimento. In battaglia potremo schierarci con un massimo di tre personaggi, i quali potranno essere utilizzati al minimo battito di ciglia, permettendo al giocatore di interfacciarsi in poco tempo con un sistema di combattimento alquanto semplice. Anche l’inizio e la conclusione di uno scontro arrivano senza interruzioni, rendendo in questo modo le battaglie con i mostri più frenetiche di quanto non lo sarebbe stato con un’impostazione a turni. Come anticipato poc’anzi, il sistema di combattimento non è complesso, poiché si avranno due opzioni d’attacco: il normale melee e le abilità equipaggiate. Per queste ultime si ha un sistema di level up e di sblocco che fidelizza l’utilizzo di un determinato personaggio del party. Più quest’ultimo viene controllato dal giocatore e più abilità si sbloccheranno. Queste vengono esibite attraverso un attacco speciale, il cui consumo di punti speciali varia a seconda dell’efficacia, la quale viene espressa attraverso i parametri di potenza, stordimento, portata ed area.

Dallo sfruttamento del sistema di combattimento, passiamo ai nemici che pullulano il mondo di gioco. Lungo il cammino che segna la nostra avventura troviamo tantissimi nemici di varie tipologie, la cui varietà ci ha soddisfatto. Eppure, essi non presentano alcuna complessità nonostante la loro diversificazione. A tratti, infatti, è possibile affrontare ogni nemico allo stesso modo, seppur le loro debolezze cambino. Questo aspetto, però, spinge il giocatore ad usufruire di tutti i personaggi del party, adattando i personaggi a seconda dei nemici che si hanno di fronte. Per questo, la gestione e il combattimento in tempo reale rappresentano una manna dal cielo per una produzione come Ys: Memories of Celceta, la cui rudimentalità di certi aspetti vengono compensati da un gameplay molto accattivante. Nel nostro giro di boa riguardo a questo aspetto ludico, non possono mancare ovviamente le boss fight, le quali non ci hanno impressionato più di tanto, se non per la facilità con cui è possibile leggerne i pattern d’attacco. Il classico pathos di uno scontro con un boss è venuto un po’ a mancare, seppur la tensione in alcuni di questi incontri non sia stata assente. Tirando le somme, il livello di sfida non ha saputo soddisfare la nostra ingordigia hardcore.

Un intrepido viaggio

In Ys: Memories of Celceta sarà necessario svelare l’intera mappa di gioco, le cui dimensioni sono piuttosto generose. Svelando sempre più porzioni di mappa, è possibile ottenere delle ricompense dal generale Griselda in Casnan. Non è tutto, vi saranno anche diversi luoghi d’interesse, come dungeon e altre città da esplorare. Focalizzandoci sull’esplorazione, Adol potrà sfruttare dei checkpoint per il viaggio rapido. In un primo momento, questi saranno differenziati per limitarne l’utilizzo, portando il giocatore a consumare diverse ore di gioco dedicandosi al backtracking. Col normale avanzamento della trama, però, sarà possibile viaggiare liberamente per la mappa di gioco, facilitandone gli spostamenti. Infatti, la mappa potrà trarvi in inganno durante le prime ore di gioco: le dimensioni sono più esose di quanto possano sembrare. Nella mappa troviamo diversi elementi che incentivano numerosi passaggi, tra cui il farming dei materiali. Molte zone, invece, risulteranno inaccessibili in un primo momento, poiché sarà richiesto l’utilizzo di alcuni artefatti capaci di mutare le condizioni del party come, ad esempio, il Dwarf Bracelet, con il quale il party si ristringerà nelle dimensioni di una formica.

Giunge finalmente il momento di  migliorare il proprio equipaggiamento. Difatti, ogni città è munita di negozi da cui è possibile acquistare oggetti, equipaggiamenti e non solo. Questa è sicuramente un’ottima occasione per migliorare il proprio party spendendo valanghe di monete d’oro. Oltre alle compere, presso ogni fabbro il giocatore avrà l’occasione di potenziare armi ed armature, sfruttando i materiali precedentemente raccolti durante le fasi esplorative. Anche il materiale più inutile può tornarvi comodo per gli scambi commerciali. Le monete d’oro sono una risorsa più preziosa di quanti si possa immaginare. Inoltre, le città propongono anche diverse missioni secondarie, sbloccabili una volta terminato il capitolo che le riguarda. Tale occasione è un buon modo per accumulare punti esperienza extra e denaro.

Gioie e dolori del porting

Trattandosi di un porting della versione PS Vita, l’edizione PlayStation 4 di Ys: Memories of Celceta non vanta di grossi miglioramenti grafici, se non una maggiore definizione dell’immagine che la rende più pulita rispetto alla sua controparte portatile. I benefici di tale operazione inoltre intervengono sul frame rate, permettendo a quest’ultimo di essere ancor più fluido con i suoi sessanta fotogrammi per secondo in modo da rendere ancor più accattivante l’azione in tempo reale del gameplay. Probabilmente, la novità più interessante che si avvicina al pubblico degli JRPG è la disponibilità dell’audio giapponese, per tutti coloro che non impazziscono per il doppiaggio inglese (tra cui il sottoscritto) nelle produzioni nipponiche. Ys: Memories of Celceta non vanta di un ambizioso comparto grafico. Se teniamo conto, infatti, che la qualità dei modelli si avvicina più agli albori della scorsa generazione piuttosto che all’offerta tecnica della defunta console portatile di Sony. Anche la telecamera fissa riprende pari passo la natura portatile del titolo, regolabile con un opzione che ne aumenta la distanza. Avremmo voluto vedere, però, qualche miglioramento extra per questa edizione del titolo, come un miglioramento dei modelli poligonali o delle texture. Essi avrebbero decisamente potuto migliorare la visione d’insieme del titolo.

Commento:

Ys: Memories of Celceta è una buona occasione per abbracciare la serie di Nihon Falcom in vista di YS IX: Monstrum Nox. Difatti, gli autori di The Legend of Heroes stanno pian piano varcando la soglia del continente europeo. Il porting della versione PlayStation 4, purtroppo, non vanta di sostanziosi miglioramenti tecnici, se non di una migliore qualità dell’immagine ed un frame rate decisamente più fluido. Buoni sì, ma non abbastanza da esaltarci. L’esperienza di gioco trae però vantaggio dai sessanta fotogrammi per secondo, migliorando di buon gusto la componente action del titolo. Se vi ritenete fan della serie, tale edizione di Memories of Celceta può rappresentare un’ottima occasione per rispolverare, o riscoprire, un action-rpg pregevole. In barba soprattutto ai titoli più blasonati che mettono in ombra produzioni interessanti come questa.

Voto: 7.7

GUIDE TROFEI

Tannenberg – Recensione

Le grandi guerre che hanno segnato la storia del genere umano sono da sempre fonte di ispirazione per lo sviluppo degli sparatutto in prima...

Destroy All Humans! – Recensione

A distanza di 15 anni dall'uscita del titolo originale su PlayStation 2 e Xbox, "Destroy All Humans!", videogioco d’azione open world sviluppato da Black...

Marvel’s Iron Man VR – Recensione

Tutti conoscono i supereroi. Eppure, a pensarci, trovo veramente strano come tutto ciò sia stato possibile. Se mi avessero detto, nel 2008, che Iron...
Matteo Murri
Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome