Yakuza Kiwami – Recensione

Yakuza Kiwami si presenta come un titolo imperdibile per tutti gli appassionati della serie e non, raccontando ancora una volta, a distanza di anni, l'inizio dell'avventura di Kazuma Kiryu. Di pregevole fattura il comparto grafico che ci regala una Kamurocho realizzata alla perfezione ed un doppiaggio in lingua originale (giapponese) che ci ha colpito tantissimo, anche se una traduzione in italiano avrebbe reso l'avventura ancor più godibile. Ottima l'introduzione della Completion List e di svariati minigiochi, utili per spezzare di tanto in tanto la lunga battaglia contro la mafia. In definitiva è un titolo che non potete perdervi.

Uscito in terra aisatica il 21 gennaio 2016 per PlayStation 3 e PlayStation 4, Yakuza Kiwami, ovvero il remake del primo capitolo della serie che originariamente approdò su PlayStation 2 nel 2006, è finalmente arrivato in Nord America ed Europa. Questo titolo, come appunto quello originale, ripercorre la storia di Kazuma Kiryu che deve lottare contro la mafia giapponese. Curiosi di sapere come SEGA ha restaurato questo mito del passato? Mettetevi comodi e gustatevi la nostra recensione.

Partiamo, come di consueto, con un piccolo cenno sulla trama, soprattutto per far conoscere l’incipit della storia a chi non ha mai avuto la possibilità di giocare il titolo originale per PlayStation 2. Tutto inizia con uno spiacevole evento che vede coinvolto Akira Nishikiyama, fratellestro di Kazuma Kiryu, che in preda ad attimi di follia porta a termine un’azione nei confronti di uno dei capi mafiosi più importanti del Giappone, mettendosi nei guai. Kiryu, per amore fraterno, decide di proteggere il fratellastro e, dopo alcuni anni, viene a conoscenza di informazioni che lo mettono in seria difficoltà.
Da questo punto parte il lungo viaggio di Kiryu che si ritrova a dover combattere contro la maifa giapponese tra le strade di Kamurocho, città in cui si svolge l’intera avventura, e durante gli avvenimenti faremo la conoscenza anche della piccola “Haruka”, che si rivelerà essere una chiave fondamentale.
L’avventura di Yakuza Kiwami è facilmente completabile in 20/30 ore di gioco, e dopo averlo terminato per la prima volta viene sbloccata la modalità “Premium Adventure”, ovvero una sorta di “new game plus” che ci dà la possibilità di giocare il tutto in modalità Leggenda.

Recensione di Yakuza Kiwami, remastered del primo capitolo della saga uscito nel 2006 su PlayStation 2.

Il gameplay di Yakuza Kiwami prende molto spunto da Yakuza 0, proponendo ancora una volta quattro stili di combattimento differenti che si mixano alla perfezione con la classica formula di gioco, ovvero un picchiaduro a scorrimento in tre dimensioni. I diversi stili proposti sono i seguenti: “Beast”, consigliato altamente quando ci troviamo in ambienti chiusi circondati da una grande quantità di nemici, “Dragon”, che impareremo a padroneggiare completando le missioni secondarie chiamate “Majima Everywhere” (che vi spiegheremo nel prossimo paragrafo). C’è poi lo stile “Brawler”, un mix di attacco e difesa ben bilanciato adatto a qualsiasi situazione, anche contro i boss, ed infine troviamo “Rush”, altamente consigliato per chi predilige un combattimento rapido.

Tra le novità introdotte in questo remake troviamo la “Completion List”, una serie di quest secondarie che una volta portate a termine ci ricompensano con dei punti chiamati “Completion Point”, utilizzabili da un pagliaccio di nome “Bob” per riscattare diversi gadeget utili durante l’esplorazione o in combattimento.
Questa lista si divide in 5 categorie di missioni, che differiscono tra loro in base allo scopo da portare a termine. Abbiamo “Adventure”, dedicata interamente all’esplorazione, “Battle”, in cui dobbiamo uccidere un tot di nemici con tutti i diversi stili oppure usando mosse finali; si passa poi a “Substories”, dedicata alle 75 missioni secondarie legate alla storia, e a “Minigames” in cui ci viene chiesto di partecipare a tutti i minigiochi presenti nel titolo, tra cui due molto popolari e apprezzati che sono un torneo di Mini 4WD ed il MesuKing, un gioco di carte basato sullo schema sasso-forbici-carta. Infine troviamo la lista dedicata alle sopra citate missioni “Majima Everywhere“, le più complesse e lunghe da portare a termine in quanto il nostro obiettivo è quello di sconfiggere tutte le varianti di Majima, che incontriamo in modo casuale durante l’esplorazione.

Yakuza Kiwami ha un comparto tecnico caratterizzato da una risoluzione di 1080p e 30fps per la “classica” PlayStation 4, mentre tutti i possessori di PlayStation 4 Pro possno giocare il titolo a 1440p e 60fps.
Sin da subito si nota l’ottimo lavoro svolto dal team di sviluppo per restaurare al meglio Yakuza Kiwami che si presenta con un comparto grafico di pregevole fattura, regalandoci una cura dei dettagli scrupolosa e modelli poligonali dei personaggi impeccabili.
Unica “mancanza” è stata riscontrata nel doppiaggio, che seppur ben sincronizzato è presente solo in lingua giapponese con sottotitoli in inglese, a differenza del titolo originale su PlayStation 2 che era stato tradotto anche nella nostra lingua.
La colonna sonora enfatizza i momenti frenetici con tracce audio incalzanti, soprattutto durante gli scontri con i boss, immedesimando ancora di più il giocatore nella battaglia.

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Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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