XCOM 2 – Recensione

XCOM 2 è il seguito ideale, capace di riproporre l'egregia formula del precedessore senza snaturarne le basi, aggiungendo però il giusto numero di novità al pacchetto. Un titolo divertente e difficile quanto basta, che farà felici gli amanti degli strategici a turni.
Longevo quanto basta e rigiocabile fino alla nausea grazie alla sua natura procedurale, consigliamo vivamente XCOM 2, nonostante alcuni difetti tecnici che abbiamo riscontrato durante il nostro test. Problemi che, uniti all'assenza dei DLC pubblicati su PC mesi orsono, ci hanno costretto ad abbassare la valutazione finale di mezzo punto.
Nonostante tutto, gli estimatori del genere troveranno in XCOM 2 una piccola perla da provare almeno una volta nella vita.

Dopo il successo della versione PC uscita lo scorso febbraio, XCOM 2 è ora disponibile anche su PlayStation 4. Avendo apprezzato il precedente capitolo su PlayStation 3, ossia XCOM: Enemy Unknown, abbiamo affrontato fiduciosi il nuovo titolo di Firaxis Games. Vi proponiamo la nostra recensione, grazie a un codice inviatoci direttamente dal distributore 2K.

xcom1Una nuova minaccia
La trama di XCOM 2 nasce dal presupposto che gli alieni hanno sconfitto e soggiogato il genere umano dopo i fatti narrati in Enemy Unknown. Il pianeta è quindi quasi completamente sotto il controllo degli extraterrestri, costringendo gli umani a istituire una forza di resistenza per sconfiggerli definivamente.
I nuovi invasori si definiscono Advent e si sono organizzati in modo piuttosto efficace, controllando anche i media per confondere ogni azione umana. Il nostro compito è quello di guidare la resistenza, composta da personaggi già noti e dai figli di alcuni di essi.
Al solito, non vogliamo fornirvi altre informazioni relative alla trama, onde evitare qualsivoglia spoiler. La longevità è garantita grazie alle 20 ore abbondanti della campagna, tranquillamente rigiocabile grazie al fatto che paesaggi e missioni sono generati in modo procedurale. Ma di questo ve ne parleremo tra poco.
Prima di parlarvi del gameplay, vogliamo sottolineare il nostro apprezzamento nei confronti di Firaxis Games. Il fatto di essersi dapprima concentrati nello sviluppo della versione PC, per poi spostare l’attenzione all’adattare la controparte console, ha giovato non poco sulla qualità complessiva della produzione.

xc2Alieni, ora è il nostro turno!
Per chi non lo sapesse, la serie XCOM è composta da titoli facenti parte del genere degli strategici a turni. XCOM 2 non fa assolutamente eccezione, riportando in auge un genere che un tempo spopolava, specialmente su PC. Tipologia di gioco che su console conta pochissimi esponenti e che verrà apprezzato da molti giocatori d’annata.
Il primo impatto con il gameplay del titolo ci ha ovviamente ricordato il capitolo precedente: il nostro compito è studiare nemici e ambiente al fine di pianificare il movimento dei nostri quattro soldati. Gli eroi di turno possono essere mossi e posizionati in posizioni specifiche e predefinite, il che semplifica la gestione dei movimenti stessi per l’utilizzo con il DualShock 4.
Una volta vicini agli avversari, potremo sferrare l’attacco, tenendo conto delle probabilità di colpirli e di essere colpiti a nostra volta. Tutto ciò è a turni, ognuno dei nostri personaggi ha a disposizione due mosse, poi la palla passerà agli avversari, che faranno di tutto per aggirarci e metterci alle strette, e via di questo passo. La difficoltà è infatti uno dei punti di forza del gioco, che risulta piuttosto impegnativo anche in modalità normale.
Una delle novità principali del titolo, richiesta a grande voce dai fan, è la generazione procedurale degli elementi dello scenario. Questa introduzione, oltre a rendere il gioco vario e imprevedibile, lo rende estremamente rigiocabile, anche senza dover per forza alzare il livello di difficoltà.
Sempre a proposito del livello di sfida, in XCOM 2 ci troveremo spesso sotto pressione a causa dei limiti di tempo (o meglio, di mosse) utili a evitare la disfatta. Questa scelta è stata necessaria in quanto affiancata a tipologie di missioni differenti dal solito sterminio. Infatti, ci troveremo spesso a dover salvare ostaggi, ad hackerare le difese nemiche per impossessarci di una qualche arma segreta e via di questo passo.
Sia i nemici che i nostri soldati risultano più vari rispetto al primo capitolo uscito sull’indimenticabile PlayStation 3. Parlando degli alieni, Sectoidi, Codex, Crisalidi e Berserker offrono diversi tipi di attacchi e di conseguenza anche il nostro approccio nei loro confronti sarà diverso.
Per quanto riguarda la nostra squadra, sono tre le classi degne di nota rispetto a Enemy Unknown. Gli Specialisti sono coloro che si occupano dell’hacking e della cura dei nostri compagni, sono quindi di fondamentale importanza ma hanno bisogno di supporto per agire. I Ranger sono invece specializzati nel corpo a corpo, sono insomma quelli che aprono le danze, utili anche a compiere eliminazioni silenziose al bisogno. Per ultimi, parliamo degli Psionici, in grado di controllare le menti aliene e lo spazio-tempo, sono praticamente dei moderni maghi. Considerato il fatto che la morte di ogni membro della squadra è permanente, perdere uno di questi specialisti ben addestrati non è comunque buona cosa.
A proposito dell’addestramento, ogni soldato può essere addestrato, promosso e potenziato presso il centro operativo della resistenza. Luogo che, oltre a permetterci di respirare tra una missione e l’altra, ci consente di sviluppare nuove tecnologie utili per avere la meglio sugli invasori alieni. Insomma, trattasi di un gioco nel gioco, nel quale è importante gestire al meglio uomini e risorse, non solo sul campo di battaglia.

xc33Tecnicamente impeccabile?
Graficamente parlando, XCOM 2 si difende piuttosto bene, grazie a buoni modelli poligonali, a degli ottimi effetti particellari, esplosioni e via dicendo. Insomma, il quadro complessivo è più che valido, anche durante le inquadrature più ravvicinate in battaglia.
Il lato tecnico del titolo è però quello che ha impedito al titolo di raggiungere il massimo dei voti. Durante il nostro test abbiamo notato degli inspiegabili cali di framerate, uniti a dei tempi di caricamento spesso troppo lunghi. Non solo, ci siamo spesso imbattuti in fastidiosi bug e compenetrazioni poligonali, come ad esempio i cadaveri dei nemici incastrati in finestre e strutture.
Questi difetti, fortunatamente, non vanno a minare il fattore divertimento del titolo, ma lasciano intendere che il lavoro di porting e ottimizzazione non è stato realizzato nel migliore dei modi. Ed è un vero peccato, visto che sarebbero bastati pochi accorgimenti per evitare dei problemi che (per quello che abbiamo potuto verificare noi in separata sede) non sono presenti nella versione PC.
Di buona fattura è invece l’audio, sia la colonna sonora che il doppiaggio in italiano sono esenti da critiche. Buona anche la qualità dei filmati in computer grafica che ci introducono alla storia e alle varie missioni.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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