Wintermoor Tactics Club – Recensione

Wintermoor Tactics Club è stato una sorpresa. Un titolo strategico semplice ma curato ed una trama interessante. Il titolo strizza l'occhio ad ogni amante dei giochi di ruolo cartacei per cui, se siete appassionati di D&D e simili, non perdete occasione di vivere questa nuova esperienza!

I giochi da tavolo sono una di quelle passioni che, purtroppo, non riesco più a coltivare. Tra i tanti impegni e l’effettiva necessità di ritrovarsi fisicamente in un luogo, tornare alle vecchie sessioni di gioco risulta veramente difficile. Tra i tanti, Dungeons & Dragons è forse l’unico che rimpiango veramente. Qualche pedina, dei dadi ed un manuale, lo stretto necessario per accendere la fantasia e divertirsi con gli amici.

Mi trovo qui oggi a parlarvi di Wintermoor Tactics Club, un progetto indie che nasce proprio dall’amore per i giochi di ruolo cartacei ed il videogioco. Un titolo che unisce le visual novel agli strategici a turni, in un prodotto originale e coraggioso. Il titolo sviluppato da EVC Games è stato una sorpresa, un piacevole ricordo di tempi andati che vorrei tanto rivivere.

Senza perdere ulteriore tempo, benvenuti nella nostra recensione della Wintermoor Academy. Preparate la scheda del vostro personaggio, il Tactics Club sta per cominciare!

Wintermoor Tactics Club rece intro

Wintermoor Tactics Club, l’amicizia e i giochi da tavolo

La storia è ambientata nel 1981, all’interno della prestigiosa accademia Wintermoor. Come in molte serie TV straniere, la Wintermoor è una di quelle scuole caratterizzate dalla presenza di moltissimi Club extracurricolari. Alicia, la protagonista, è una ragazza piuttosto timida, la quale è riuscita a trovare una propria dimensione nel Tactics Club. Questo Club è composto da Alicia e due suoi amici, Jacob e Colin, un gruppo che passa il proprio tempo libero a giocare di ruolo nel mondo incantato di Curses & Catacombs (chiara citazione a D&D). La loro vita prosegue tranquilla, assorbiti dalle lezioni e dalle avventure del Club, fino a quando il preside – delicatamente definito fascista da Jacob – decide di organizzare una battaglia a palle di neve tra Club. Lo scopo del torneo, apparentemente, consiste nello sciogliere i Club sconfitti, incoronando il vincitore “Ultimate Club” (il Club definitivo). Ha così inizio una lotta alla “sopravvivenza” tra gli studenti della Wintermoor Academy, in un racconto avvincente e pieno di sorprese.

Nonostante la trama non sia riuscita a soddisfarmi al 100%, soprattutto per un finale troppo tendente al paranormale per i miei gusti, devo ammettere di essere rimasto piacevolmente colpito dalla narrazione. Lo svolgimento è interessante, vario e mai troppo banale, in un susseguirsi di situazioni simpatiche e mai stucchevoli. Questo è da attribuire principalmente alla qualità riposta nella scrittura dei personaggi, tutti diversi (compresi gli NPC) ed unici per carattere. I protagonisti sono originali ed autentici, con interazioni tali da superare i classici stereotipi. Ho sorriso a più riprese durante gli scambi di battute tra un membro e l’altro del gruppo, con dialoghi sempre giustificati dalle azioni di trama o del giocatore. Anche ripensando alla morale e al forte sentimento di integrazione sociale su cui il titolo punta, certi argomenti riescono a non annoiare grazie al lavoro svolto dal team.

Wintermoor Tactics Club richiede una decina abbondante di ore per essere portato a termine, anche se molto può variare in base al vostro stile di gioco. La rigiocabilità è quasi esclusivamente legata ai combattimenti a turni, con la possibilità di migliorare i propri risultati e le proprie strategie. Anche la difficoltà generale risulta piuttosto blanda, nonostante siano presenti alcune particolari sfide piuttosto ostiche da superare. Personalmente ho completato ogni combattimento del gioco ottenendo come valutazione “Staggeringly Super Savvy” (SSS), più per divertimento e capriccio personale che per reali motivazioni di gameplay.

Wintermoor Tactics Club rece img

Il Tactics Club

Ottenuto il controllo della nostra protagonista, il titolo si suddivide in due fasi ben specifiche di gameplay: l’esplorazione del campus e l’aspetto strategico delle battaglie, siano esse a “palle di neve” o in C&C.

Esplorare il campus non è una semplice interruzione tra i combattimenti, ma una vera e propria colonna portante dell’esperienza. L’accademia Wintermoor è ricolma di studenti, missioni secondarie ed altre piccole meccaniche tutte utili a migliorare l’esperienza. Parlare con gli studenti aumenta drasticamente il coinvolgimento, mentre completare le missioni secondarie conferisce potenziamenti per i personaggi. Il titolo concede inoltre la possibilità di spiare gli altri Club, ottenendo così bonus passivi nella successiva battaglia a palle di neve. La cosa che più mi ha colpito è la natura completamente opzionale di tali meccaniche, lasciando completa libertà al giocatore di scegliere come proseguire nell’avventura.

Essendo un indie, il tutto può apparire scriptato e semplice. Devo ammettere, però, di non aver mai sentito il bisogno di forzare l’avanzamento nella storia, cercando sempre di completare tutto e divertendomi nel parlare di volta in volta con tutti gli NPC del campus.

Entrando nel vivo dell’azione, le fondamenta strategiche del titolo sono alla base di ogni scontro di gioco. Sia per C&C che per le battaglie tra Club, il titolo propone piccole arene concentrate a scacchiera, riportando alla mente il gameplay di Final Fantasy Tactics. Il combattimento procede dunque a turni, utilizzando tutti i personaggi a disposizione per poi lasciare spazio di manovra ai nemici. Ogni personaggio appartiene ad una classe specifica, dotata di abilità uniche e di statistiche di movimento e difesa ben distinte. Ognuno dei personaggi risulta quindi utile ed adatto a situazioni di combattimento differenti, lasciando libertà al giocatore di scegliere chi schierare in battaglia. L’analisi delle caselle e dei nemici è altrettanto importante per decidere come meglio schierarsi in campo. È infatti possibile analizzare gli effetti sul terreno ed i nemici, in modo da adattare la propria strategia alla situazione.

La scheda del personaggio

Esattamente come in un gioco di ruolo cartaceo, ogni personaggio possiede una “scheda” nella quale controllare le proprie statistiche – tra cui movimento e attacco – e l’equipaggiamento a disposizione. Infatti, data la completa assenza di sistemi di esperienza, sta al giocatore migliorare il proprio personaggio attraverso gadget intercambiabili e poteri. Questi “potenziamenti” vengono sbloccati soprattutto attraverso il compimento delle missioni secondarie, rendendo ognuna di esse utile al rafforzamento del gruppo. Avanzando nella storia vengono sbloccati nuovi attacchi e specializzazioni, aumentando le possibilità del giocatore di pari passo all’intricarsi dei combattimenti.

La fedeltà dell’immaginazione

Il titolo di EVC games è riuscito a convincermi sia per trama che per gameplay, ma tecnicamente?
Wintermoor Tactics Club si presenta con uno stile disegnato 2D, quasi come un fumetto. Tutto, a partire dalle varie espressioni dei personaggi, viene rappresentato attraverso disegni singoli ma pregni di carattere. Ogni personaggio è dotato di un stile unico, atto a delinearne ancor meglio la personalità. Anche i nemici, al di fuori di quelli unici legati alla trama, risultano particolari e ben riconoscibili. La scarsa varietà di nemici è stata addirittura giustificata di trama, in un modo talmente semplice e chiaro da strappare un sorriso.

Il titolo è localizzato completamente in inglese, presentando solamente i testi senza doppiaggio. I dialoghi si attestano su di un livello prettamente scolastico, nonostante qualche vocabolo più ricercato potrebbe non essere alla portata di tutti.
Wintermoor Tactics Club propone una OST singola per quasi tutta la durata dell’avventura. Tale OST, però, subisce più arrangiamenti in corso d’opera modificando il ritmo in base alla situazione in essere. Il ripetersi ininterrotto di questa colonna sonora mi ha personalmente stufato, anche se apprezzo comunque il lavoro generale svolto dal team.
Il titolo è apparso stabile per quasi l’intera durata dell’esperienza, con giusto qualche glitch grafico totalmente ininfluente ai fini della valutazione. Wintermoor Tactics Club risulta infatti ripulito sia da bug che da problemi di frame rate, con i soli caricamenti a far storcere il naso per la relativa lunghezza.

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Mirco Neri
Mirco Neri
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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