Tumble VR – Recensione

Tumble VR risulta essere un titolo che riesce a divertire e che mette alla prova i nostri ragionamenti in un complesso che funziona abbastanza bene. Se siete amanti dei puzzle game e possessori di PlayStation VR non possiamo far altro che consigliarvi questo lavoro made in Supermassive Games, che risulta essere anche un buon primo approccio alla Realtà Virtuale. Unica pecca la longevità, non proprio esaltante, ma la semplicità rende Tumble VR un titolo adatto a qualsiasi tipo di giocatore che cerca divertimento in tutta tranquillità.

PlayStation VR è stato accompagnato al suo lancio da un buon numero di titoli che spaziano in vari generi, passando da intrattenimenti più soft ad altri più impegnativi. Quello che andiamo a recensire in questo articolo, Tumble VR, fa parte della prima categoria, un puzzle game realizzato dal team di Supermassive Games, casa già conosciuta per altre produzioni come Until Dawn ed Until Dawn: Rush of Blood (quest’ultimo sempre per la nuova periferica Sony).
Gli anni ci hanno insegnato a non prendere questo genere con superficialità in quanto, spesso e volentieri, sono proprio i giochi “semplici” ad arrivare al successo, riuscendo ad intrattenere il giocatore proprio grazie ad un connubio perfetto tra gameplay e divertimento. Iniziamo quindi a risolvere gli enigmi che ci vengono proposti per vedere se siamo di fronte ad un risultato finale che riesce a rientrare proprio in questi canoni di successo.

tumble-vr-3Incolonnare per il successo!
Ricordate Jenga, quel gioco da tavolo in cui abbiamo davanti a noi una pila di mattoncini e dobbiamo toglierne man mano uno per poi riposizionarlo in cima senza far crollare l’intera struttura? Bene, Tumble VR prende come concetti base questi meccanismi e ci chiede di mettere uno sopra l’altro dei blocchi che differiscono per forma, peso e materiale, fino a raggiungere un’altezza che ci permetta di ottenere almeno il premio più basso, la medaglia di bronzo. Il giocatore medio potrebbe pensare che un gameplay di questo tipo possa risultare noioso alle lunghe ma fortunatamente ci vengono proposte delle variazioni che rendono il gioco vario tanto da tenere alto l’indice della curiosità, una varietà resa possibile anche dalla struttura 3D del titolo.
Il livello di difficoltà proposto si articola in tre gradazioni, partendo da uno step base chiamato Demo, in cui si può fare pratica per prendere dimestichezza sia con le meccaniche di gioco che con la tipologia di visuale della Realtà Virtuale, per poi andare crescendo al Livello 1 e 2. Lo scopo ultimo è quello di ottenere il maggior numero di medaglie d’oro accumulando così un quantitativo di punti maggiore, una sfida che vi renderete conto sin da subito non sarà poi così facile.
Il gameplay quindi funziona proprio grazie alla sua semplicità e si amalgama alla perfezione con il nuovo visore Sony che, infatti, non ci ha dato problemi di sorta durante le nostre sessioni di gioco. Unico piccolo neo è la longevità, un numero maggiore di puzzle proposti sarebbe stata cosa gradita.

tumble-vr-2Prendi, osserva, posiziona!
Ovviamente un’analisi più approfondita va fatta sull’utilizzo di PlayStation VR, più che altro per cercare di capire se riesce ad essere un buon valore aggiunto a questa produzione. La cosa che più ci farà sentire “all’interno” del gioco è la possibilità di afferrare ogni singolo pezzo, per poi ruotarlo e osservarlo a nostro piacimento prima di posizionarlo dove più ci aggrada. Si tratta di una bella sensazione, il “toccare con mano” all’interno di un videogame è un qualcosa che mancava e sicuramente se ne vedranno delle belle da questo punto di vista nei titoli di prossima uscita.
Graficamente, Tumble VR non ha da offrire uno stile grafico con cui si possono fare paragoni con altri titoli ma, nonostante la bassa risoluzione dovuta alle caratteristiche tecniche di PlayStation VR, riesce comunque a dare un buon colpo d’occhio anche grazie alle texture dei singoli pezzi che andremo a maneggiare, ben curate. Gioca un ruolo fondamentale anche la fisica, come vi abbiamo detto prima influenzata dal peso e dal tipo di materiale di cui è fatto il pezzo che stiamo per posizionare, andando ad influire ad esempio anche su quello che può essere l’attrito esercitato.
La colonna sonora accompagna alla perfezione ogni rompicato e non disturba affatto i raggionamenti da fare per non sbagliare. Insomma, tutto studiato a puntino per rendere l’atmosfera rilassante.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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