The Outer Worlds – Recensione

Nonostante i suoi alti e bassi, The Outer Worlds è un avventura imperdibile per tutti gli amanti delle opere di Obsidian. Un trama scritta in base alle nostre scelte ed un umorismo sempre presente, rendono il titolo perfetto per chi cerca un avventura in pieno stile Fallout. In versione sì ridotta, ma piena zeppa di cose da fare. In poche parole, The Outer Worlds è un vero schiaffo a Fallout 76. Un'avventura imperdibile che consigliamo a tutti.

Solitamente, quando sentiamo nominare Obsidian è impossibile non rimanere sull’attenti. Non solo perché vi lavorano molti dei creatori dei primi due capitoli di Fallout, ma anche lo stesso Fallout: New Vegas, spin-off della saga che è riuscito a conquistare il cuore dei giocatori. Senza dimenticare che sono gli stessi ad aver dato vita a Pillars Of Eternity e a Star Wars: Knights of the Old Republic II, ancora oggi uno dei migliori titoli dedicati al brand di Star Wars.
Annunciato durante lo showcase di Microsoft dell’E3 2018, The Outer Worlds è la nuova opera dei ragazzi di Obsidian, un titolo dal budget molto limitato ma che è riuscito a conquistare la fiducia dei giocatori; proponendosi come una vera e propria alternativa valida al disastroso Fallout 76. Non a caso, per molti il titolo in questione può paragonarsi ad un vero “schiaffo morale” a Bethesda.
Non perdiamoci troppo in chiacchiere, mettetevi comodi e partite insieme a noi in questa nuovissima recensione!

L’eroe che salverà il mondo!

Parlare della trama di The Outer Worlds non è affatto semplice. Questo poiché il mondo di gioco e tutto ciò che ne fa parte viene cambiato in base alle nostre scelte morali.
Nonostante tutto, il punto di partenza è molto basilare. Noi siamo l’unica persona scongelata all’interno della nave “Speranza”, la quale avrebbe dovuto trasportare moltissimi coloni di “alto profilo” allo scopo di salvare Alcione. Qualcosa, però, è andato storto.
Proprio per questo motivo il nostro personaggio è chiamato a collaborare col professor Phineas Welles, assieme al quale recuperare tutte quelle persone congelate e far risorgere, di conseguenza, Alcione e la sua economia. Per fare ciò potremo infiltrarci, fare il doppio gioco con moltissime delle fazioni presenti e schierarci con chi desideriamo. Il tutto senza paletti. Anche perché, come già detto in precedenza, la trama si evolve in base alle scelte fatte, giuste o sbagliate che siano.

Essendo un progetto dal budget limitato, il titolo purtroppo non vanta una grandissima longevità. Non quanta ne potrebbe garantire un titolo come Fallout, per esempio. In ogni caso, grazie ai salvataggi manuali, possiamo testare senza problemi tutte le scelte. Cosa che sarebbe stata molto più interessante vedere tramite la funzione New Game Plus, sfortunatamente assente.
Parliamo, infatti, di una longevità minima di 15/20 ore per raggiungere il termine del viaggio. Anche se cimentarsi nelle missioni secondarie sicuramente aumenta le ore di gioco.

Per concludere, teniamo a sottolineare che la scrittura della trama è condita da tantissimo umorismo. Sempre pronto a strapparvi tantissime risate.

L’importanza della creazione di un personaggio!

Una delle cose che abbiamo imparato, in questi ultimi giorni in compagnia del titolo, è l’estrema cura ed importanza date alla creazione del personaggio ed alla successiva distribuzione di punti abilità nei diversi rami disponibili.
La libertà offerta da Obsidian è immensa. La software house, infatti, mette a disposizione un intero mondo plasmabile a nostro piacimento, nel quale scegliere se agire diplomaticamente oppure in modo aggressivo. Sin dal primo avvio del gioco, la creazione del nostro avatar recita un ruolo fondamentale. Ci viene concessa la facoltà di creare una persona intelligente e diplomatica, ma anche un perfetto imbecille. Ciò, ovviamente, ha ripercussione sui dialoghi e su come interagire con i vari NPC. Inoltre, è possibile sviluppare qualsiasi ramo delle abilità a nostro piacimento. Difatti, ogni volta che saliamo di livello ci vengono assegnati 10 punti abilità da distribuire come più ci aggrada.

The Outer Worlds è anche questo. Divertirsi a sperimentare tantissimi tipi di personaggi, tentare approcci differenti con le fazioni e vedere i cambiamenti di trama che ne derivano.

Risulta impossibile non apprezzare l’amore e l’impegno messo dai ragazzi di Obsidian nella creazione di questa loro ultima opera.

Meglio da soli o in compagnia?

The Outer Worlds vede l’introduzione dei compagni, coi quali esplorare e combattere. Il gioco ne mette a disposizione ben 6, ognuno di essi reclutabile in base alle proprie preferenze. Ovviamente non avrete alcun obbligo a prenderli con voi, ma una mano in più non fa mai male! Ogni compagno può essere personalizzato, sia per quanto riguarda il suo arsenale, potendogli consegnare una qualsiasi arma, che per le nuove abilità da sbloccare, tra cui alcune legate ai diversi rami delle abilità. Inoltre, i compagni possiedono abilità di combattimento attivabili manualmente. Queste ultime sono utili, ad esempio, per stordire o infliggere malus ai nemici.

Uno dei problemi che ci sentiamo di evidenziare consiste nell‘IA dei compagni, la quale non brilla particolarmente. Talvolta capita che in compagni, alla vista dei nemici, tendano sempre all’attacco, finendo molte volte a terra e facendovi ritrovare da soli. Fortunatamente, giocando a difficoltà base i nostri compagni si rialzano al termine di ogni scontro a fuoco. A difficoltà “Supernova”, la massima, nel caso finissero a terra morirebbero per sempre.

Personalmente, abbiamo preferito portarci dietro sempre due compagni. Utili o meno, grazie alle loro abilità potreste salvarvi da alcune situazioni critiche.

Meccaniche di gioco semplici ma vincenti!

Seppur la nuova opera di Obsidian ci sia piaciuta in quasi ogni suo aspetto, apprezzandone la libertà generale, ci troviamo di fronte ad un gameplay molto classico senza particolari novità.

Il titolo si presenta ai giocatori come un semplice fps, con la possibilità di rallentare il tempo per infliggere malus ai nostri nemici. L’arsenale delle armi risulta piuttosto vario, con bocche da fuoco talvolta anche molto originali. Tra queste troviamo, per esempio, classici fucili, pistole o shotgun ed anche le armi al plasma. Abbiamo trovato il feeling di armi e shooting abbastanza monotono. Qualsiasi arma utilizzata, che sia una pistola o un lanciafiamme, ha lo stesso feeling.

Come in ogni buon gioco di ruolo, dobbiamo avere cura del nostro arsenale. Sia le armi che le armature perdono potenza, man mano che si utilizzano oppure subendo danni. Proprio per questo troverete molti banchi da lavoro disseminati per il mondo di gioco, pronti a riparare il vostro equipaggiamento. Per poter riparare, ovviamente, è necessario smantellare armi e armature fino a quando non si hanno punti a sufficienza. È comunque possibile smantellare l’equipaggiamento nemico in caso non vi sia nulla di interessante.

Per finire, giocando a difficoltà normale l’IA dei nemici non ci è sembrata particolarmente efficiente. I nemici cercano di nascondersi in punti abbastanza visibili e, talvolta, tendono a muoversi allo scoperto per la mappa, rendendo molto semplice farli fuori.

Un ultimo viaggio insieme!

The Outer Worlds arriva sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 1080 e 30fps per l’ormai versione “fat” di PlayStation 4, mentre i possessori di una Pro possono godere di un 4K upscalato mantenendo sempre i 30fps fissi.

Dal punto di vista tecnico e grafico, il titolo risulta davvero piacevole alla vista, regalando sempre fantastici scorci nelle ambientazioni. La realizzazione dei diversi pianeti e dei centri abitati è curata sotto ogni minimo dettaglio, anche se talvolta ci è capitato di notare qualche pop-up delle texture. Niente che comunque possa rovinare l’esperienza di gioco.

Nulla da ridire sul doppiaggio inglese, visto anche la mancanza dell’italiano. Problema di cui Obsdian è al corrente, i sottotitoli troppo piccoli. In ogni caso, essi sono in perfetta sincronia con labiale e doppiaggio dei personaggi.

Ottima anche l’OST, la quale regala ancora di più un senso di immersione nel fantastico mondo creato da Obsidian.

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Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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