The Last of Us Remastered – Recensione

Naughty Dog si è dedicata veramente molto al restauro di The Last of Us. Questa edizione Remastered infatti mostra ancora una volta come il team di sviluppo si sia dedicato anima e corpo alla realizzazione di questo titolo, stando attento a non sottovalutare nessun aspetto. La prima edizione di questo titolo era già una perla videoludica e questo nuovo lavoro non fa altro che riportare in auge tutto ciò che abbiamo apprezzato lo scorso anno. Certo ora siamo solo agli inizi della nuova generazione e questo livello grafico è sicuramente un punto di partenza per quello che ci aspetta nel prossimo futuro, ma è stato comunque un piacere rivivere queste avventure con tante piccole novità che messe insieme sono riuscite a rendere il tutto ancora una volta magico. Cosa ci aspettavamo di più? Senza ombra di dubbio un occhio di riguardo nel migliorare l'intelligenza artificiale dei personaggi comprimari avrebbe reso il tutto ancor più perfetto, aspetto che invece non è stato proprio preso in considerazione. Siamo quindi di fronte ad una rivisitazione consigliatissima a chi non ha potuto giocare il titolo originale su PlayStation 3, visto anche il prezzo competitivo. Tutti gli altri rimarranno sicuramente allietati dai cambiamenti apportati, soprattutto i grandi fan di questa produzione.

Le riedizioni in HD dei titoli che hanno fatto la storia di PlayStation e PlayStation 2 sono ormai una routine dell’ultimo periodo vidoludico, ma cosa succede se si vuole ritoccare un titolo recente e già ben riuscito nella sua versione originale?
E’ il caso di The Last of Us, lavoro di Naughty Dog arrivato nei negozi durante la fase finale della scorsa generazione di console e che è riuscito a spremere fino al midollo le potenzialità di PlayStation 3, tanto da essere promosso da giocatori e critica a pieni voti. Con la sua edizione Remastered questo titolo si ripropone quindi in una nuova salsa, ottenuta solamente in sei mesi di lavori che il team di sviluppo ha dedicato per dare ancor più giustizia al grande lavoro svolto in precedenza, un lavoro che permette di giocare questo titolo soprattutto a chi lo ha perso nella precedente generazione.
Ovviamente come ogni riedizione che si rispetti anche The Last of Us Remastered include tutto ciò che è sinora uscito per il titolo, tra cui patch, le otto mappe multiplayer aggiuntive del DLC “Territori Abbandonati” e del bundle Realismo (che include l’omonimo livello di difficoltà), il “Making of” del gioco, i commenti dei produttori, la modalità fotografica e l’espansione Left Behind, il tutto al prezzo di 45€. Inoltre chi ha acquistato modifiche estetiche o armi nella versione PlayStation 3 può riscattare il tutto su PlayStation 4 senza costi aggiuntivi.

Giocabilità invariata
In questa recensione ci dedicheremo prettamente alle differenze che intercorrono tra le due edizioni di The Last of Us, mentre se volete sapere cosa ne pensiamo di tutti gli aspetti che rimangono invariati di questo titolo e della sua espansione Left Behind vi rimandiamo alle rispettive due recensioni (The Last of Us e The Last of Us: Left Behind). Quello che però possiamo dirvi per certo è che, nonostante in passato abbiamo già spulciato il titolo “originale”, giocare nuovamente le avventure di Joel ed Ellie non ci ha stancato nemmeno per un minuto ma anzi ci ha fatto apprezzare ancor di più alcuni aspetti.
Su tutto fa da padrone il mix perfetto che intercorre tra videogioco e cinema: un gameplay che si fonde senza imperfezioni con una narrazione dalla cinematografia praticamente perfetta, un aspetto che abbiamo potuto ammirare già in passato.
Pad alla mano si apprezzano i primi minimi cambiamenti proprio dal sistema di controllo adattato al DualShock 4 e dove il touch pad prende la funzione del tasto Select, utile per richiamare il menu per il crafting e per i potenziamenti di Joel. La sensibilità dei nuovi grilletti risulta essere migliore nelle (rare) sessioni in cui siamo costretti ad usare le nostre poche munizioni, mentre lo speaker presente sul pad entra in gioco con le registrazioni audio presenti in Left Behind e quando decidiamo di accendere e spegnere la torcia. Dal punto di vista del gameplay è rimasto praticamente tutto identico eccezion fatta per queste piccolezze legate al nuovo pad.
Purtroppo non è stata migliorata l’intelligenze artificiale legata ai personaggi complementari, che li vedremo ancora una volta muoversi facendo rumore o incrociando la linea visiva dei nemici senza però esser presi in considerazione dagli stessi.

Ancora più scenico!
Il comparto tecnico di The Last of Us Remastered è ovviamente l’aspetto cruciale di questa riedizione. Il punto da cui si è partiti è senza ombra di dubbio ottimo, la versione PlayStation 3 riusciva già ad incantare complice anche l’aspetto artistico di cui si fa vanto.
Anche la quantità di dettagli a schermo era notevole, ed infatti gli unici difetti che si notavano ogni tanto erano dei cali di frame nei momenti più concitati ed alcune scene graficamente più “sporche” rispetto ad altre.
Quello che infatti sin da subito ha messo in chiaro Naughty Dog è che la versione Remastered sarebbe stata realizzata con una risoluzione a 1080p e con un framerate di 60fps, un salto in avanti decisamente importante per l’impatto grafico ma anche per la giocabilità, vista la miglior fluidità.
Il risultato che si è ottenuto con questi cambiamenti si nota senza troppi problemi soprattutto a immagine ferma, un miglioramento che si apprezza prettamente su tutto ciò che fa parte delle ambientazioni come ad esempio la vegetazione e, soprattutto, con le ombre. Gli scenari diventano ancor più suggestivi quando cala il tramonto per poi dare spazio alla notte, grazie ad un sistema di luci totalmente rivisto e che regala riflessi ed atmosfere che spesso e volentieri lasciano di stucco. Anche il passo avanti della fluidità è a dir poco spiazzante grazie ad un framerate che rimane ancorato per l’intera produzione; il nuovo ritmo di gioco potrà sembrarvi un pò strano inizialmente ma ben presto ci farete l’abitudine e apprezzerete fino in fondo un gameplay ancor più realistico di quanto già visto.

Ovviamente Naughty Dog non si è fermata solamente a queste migliorie ma si è data da fare anche sotto altri fronti. Nonostante la mole poligonale di tutto ciò che è a schermo è aumentata e la qualità delle texture è stata nettamente migliorata, il tempo di caricamento si è notevolmente ridotto rendendo il tutto più godibile.
Analizziamo invece una delle parti principali del titolo: i due protagonisti Joel ed Ellie. Entrambi sono stati migliorati sia nelle sequenze di gioco e ancor più nelle cutscene, perfezionati fino a raggiungere un livello di dettaglio impressionante, dettaglio che si nota soprattutto quando l’inquadratura li riprende in primo piano e propone dei volti sulla soglia del realismo.
I ritocchi non riguardano solamente la parte grafica, ma anche l’audio è stato rivisto. Dalle opzioni è infatti possibile modificare ad hoc le impostazioni audio in base all’impianto che abbiamo a disposizione, indicando con precisione il numero dei canali, la loro disposizione intorno a noi e l’angolazione da cui proviene il suono. Regolando per bene tutte queste opzioni si può avvertire senza troppi problemi un miglioramento netto dell’audio soprattutto per quanto riguarda l’immersività del giocatore all’interno del titolo, in quanto gli effetti come la pioggia viene indirizzata con più precisione in base a come ruotiamo la telecamera. Il doppiaggio è rimasto invece invariato e ottimo così come lo abbiamo apprezzato su PS3, e anche la colonna sonora continua ad essere d’effetto anche se non spicca mai troppo durante la narrazione.

Oltre il gioco.
In The Last of Us Remastered non è solo l’aspetto tecnico in generale che è stato ritoccato, ma sono state aggiunte alcune piccolezze che faranno sicuramente piacere ai giocatori più accaniti.
Primi su tutti i cacciatori di trofei, che saranno sicuramete contenti di apprezzare nel loro complesso gli obiettivi da sbloccare che si vanno ad aggiungere ai 49 già presenti nel titolo old gen. Sono presenti infatti altri 14 trofei per i due DLC multiplayer, 10 per l’espansione Left Behind e 2 che si ottengono completando le modalità di difficoltà Realismo e Realismo +. C’è però da precisare che per ottenere il platino basterà sbloccare solo quelli del titolo originale.
Infine abbiamo la Modalità Fotografica, molto interessante e che sarà apprezzata dai più “smanettoni”. Questa modalità, attivabile con il tasto L3, può far scattare delle vere e proprie diapositive artistiche interagendo sulla posizione della telecamera e sulla profondità di campo e potremo scegliere tra una serie di filtri e tra varie cornici da applicare. Per ognuno di questi filtri è possibile inoltre scegliere l’intensità dell’applicazione con una scala graduale che permette di avere degli effetti più o meno marcati, a seconda dei gusti.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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