Tekken 7 – Recensione

Nonostante i difetti elencati, Tekken 7 è e rimane un ottimo picchiaduro, divertente e potenzialmente infinito nelle mani giuste. Un titolo con un ottimo potenziale, un grande e variegato roster e un buon comparto tecnico, forte dell'Unreal Engine 4. Un gioco sicuramente lontano dai fasti del leggendario terzo capitolo, ma che vi regalerà un numero imprecisato di ore di divertimento. Se lo attendevate con trepidazione, fatelo vostro quanto prima, non ve ne pentirete.

Dopo ben 2 anni di rodaggio nella versione per cabinati arcade, Tekken 7 è finalmente disponibile sulle nostre PlayStation 4. Essendo una serie che ci ha accompagnati fin dai tempi della prima console Sony, eravamo in trepidante attesa di giocarci. Dopo una settimana intensa di test, ecco a voi il nostro parere sul titolo.

Tekken 7Dopo i fatti narrati in Tekken 6, la guerra tra la Mishima Zaibatsu e la G Corporation continua a devastare inesorabilmente l’intero pianeta. Sfruttando la confusione, Heihachi Mishima riprende possesso della propria azienda, con lo scopo di sconfiggere la concorrenza, capitanata dal figlio Kazuya.
Le vicende sono narrate dal punto di vista di un reporter, che ha come fine ultimo il raccontare al mondo la storia della famiglia Mishima, partendo dalle origini e dalla morte della moglie di Heihachi. Una trama che non è nulla di trascendentale ma che sicuramente verrà apprezzata dai fan di vecchia data.
La modalità storia si dipana in una serie di capitoli atti a raccontare questa trama principale (con combattimenti annessi, naturalmente) unita a delle brevi storie singole dedicate a personaggi specifici. Il tutto, in sostanza, non brilla né per originalità né per lunghezza, in quanto terminabile nel giro di un paio di ore al massimo di gioco.

Tekken 7Oltre che la modalità storia, Tekken 7 contiene le più classiche delle modalità offline, compresa la modalità Arcade, il Versus con due pad, la pratica e la simpatica Battaglia Tesoro. Se le prime tre non hanno bisogno di particolari spiegazioni, vogliamo parlarvi dell’ultima citata.
Nella Battaglia Tesoro è nostro compito combattere in sequenza contro avversari sempre più temibili, al fine di ottenere oggetti per la personalizzazione dei personaggi e del giocatore. Non solo, questa modalità è l’unica a permettere lo sviluppo del personaggio scelto, grazie alla possibilità di salire di grado. La modalità Arcade permette infatti di arrivare solo fino ad un certo punto, rendendo la Battaglia Tesoro molto utile in questo senso.
Lo diciamo, siamo rimasti piuttosto delusi dal numero di modalità incluse in Tekken 7, pur avendo amato Battaglia Tesoro. Da videogiocatori di vecchia data, ricordiamo ancora le ore passate a giocare Tekken Force e la pallavolo in Tekken 3, da noi ritenuto il miglior capitolo della serie a mani bassissime. Speriamo soltanto che il team di sviluppo aggiunga carne al fuoco con dei successivi aggiornamenti.
Le modalità online prevedono invece la possibilità di affrontare in 1 VS 1 avversari da tutto il mondo, sia in modalità classificata, che non. Interessante e ben gestita la modalità torneo, in grado di regalare quantità di denaro non indifferenti, una volta raggiunti i primi posti. Unica pecca dell’online è che, anche dopo l’aggiornamento 1.02, sono frequenti disconnessioni e problemi di lag.

Tekken 7Abbiamo parlato di trama e modalità, è giunto ora il momento di parlare del gameplay. Il sistema di combattimento è grossomodo quello che abbiamo amato nei precedenti capitoli della saga. Un combat system con delle basi facili da imparare ma che risulta impegnativo da padroneggiare, basandosi molto su combo più o meno complesse. Per i neofiti è possibile sia impostare la difficoltà che delle “scorciatoie” per eseguire più facilmente alcune mosse.
A proposito di bilanciamento, abbiamo trovato tutti i personaggi equilibrati tra loro ad eccezione di un paio di lottatori. Un roster variegato, oltretutto, ma che contiene un personaggio che, nelle mani giuste (o sbagliate, vedete voi) risulta fastidioso, anche più dell’odiata Christie dei vecchi giochi della serie. Stiamo naturalmente parlando di Lucky Chloe. Al contrario, la principale antagonista del gioco, se controllata dalla CPU è davvero mal bilanciata, rendendola odiosa molto più dei boss finali degli altri Tekken.
La più grossa novità di Tekken 7 è rappresentata dalla Rage Art e dalla Rage Drive. Se la nostra energia scende sotto un certo valore, è possibile attivare delle mosse spettacolari e specifiche per ogni personaggio, in grado di ribaltare l’incontro. Queste special sono fortunatamente bilanciate, essendo anche parabili, e le consideriamo un’ottima novità nel picchiaduro di BANDAI NAMCO.

Tekken 7Anche grazie all’Unreal Engine 4, Tekken 7 è un gran bel vedere, dobbiamo ammetterlo. Seppur con una direzione artistica non impeccabile, il titolo conta personaggi ben modellati e animati in maniera sopraffina. Texture e particellari sono anch’essi di buona fattura, stesso discorso per gli scenari, davvero dettagliati.
Assolutamente perfetto è anche il modo in cui il motore grafico muove il tutto. Tekken 7 gira infatti a 60 fotogrammi al secondo, una fluidità necessaria per garantire la risposta ai comandi utile al godimento del picchiaduro stesso.
Di rilievo è anche il comparto audio, grazie alla colonna sonora che accompagna gli scontri, unica per ogni scenario. Anche il doppiaggio ci è parso di qualità al di sopra della media. In base alla propria nazionalità, ogni personaggio parla infatti una lingua specifica.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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