Sonic Forces – Recensione

Riassumendo in una sola parola, potremmo definire Sonic Forces come "mediocre". Un titolo che potrebbe anche essere apprezzato nelle sue singole parti, ma che risulta insipido e non coerente con sé stesso. Se poi aggiungiamo l'imprecisione del sistema di controllo e le non riuscite fasi Avatar, ecco il perché della nostra delusione. Gli unici due aspetti che salvano il titolo dall'insufficienza sono quello audiovisivo ed il prezzo budget al quale è venduto. Sonic Forces è un titolo che non consiglieremmo nemmeno ai fan accaniti della serie, di cui il sottoscritto fa parte. Una vera e propria occasione persa. Torniamo a giocare a Sonic Mania, nel frattempo.

Dopo l’inaspettato successo di Sonic Mania, eravamo speranzosi per Sonic Forces e per il ritorno in grande stile della mascotte blu di SEGA. Avevamo introdotto la precedente recensione parlando della qualità altalenante dei giochi della serie in 3 dimensioni. Sonic Generations, pur con le sue imperfezioni, è stato un buon titolo ed è da quelle basi che SEGA ha sviluppato Forces. Vediamo insieme se il titolo ha mantenuto le aspettative, nella nostra recensione!

Sonic Forces

Dopo decenni e un numero infinito di sconfitte da parte di Sonic a carico del Dr. Eggman, quest’ultimo tira fuori il cosiddetto asso nella manica. Oltre a reclutare nemici storici quali Shadow the Hedgehog, Metal Sonic, Chaos e Zavok, arriva dinanzi a noi anche il temibile Infinite. Questo essere, dotato di poteri fuori dal comune, sconfigge in tempo zero Sonic, imprigionandolo e costringendo i suoi amici ad organizzare una sorta di resistenza.
È così che Tails, Amy e Sonic Classic faranno di tutto per liberare l’amato porcospino blu, questa volta con l’aiuto di un nuovo alleato, ossia noi stessi. Potremo infatti creare il nostro eroe, al quale saranno dedicati alcuni appositi livelli, di cui vi parleremo ovviamente tra non molto.
Anche se decisamente scontato, possiamo affermare che la trama di Sonic Forces non è sicuramente il punto forte della produzione ma è (giustamente) soltanto un pretesto per riprendere ancora una volta i panni di Sonic e sconfiggere Eggman e compagnia. Il titolo ci ha tenuti impegnati per poco più di 5 ore, settando il massimo livello di difficoltà selezionabile.

Sonic Forces

Potremmo descrivere il gameplay di Sonic Forces come l’unione di 4 diversi stili di gioco, purtroppo non perfettamente amalgamati e coerenti tra loro. I livelli con Sonic Classico sono probabilmente i più riusciti, grazie allo stile in 2.5D e alle meccaniche retrò che strizzano l’occhio ai vecchi capitoli. Nulla da aggiungere, se non che, se avete amato Sonic su Mega Drive, troverete pane per i vostri denti.
Gli stage con Modern Sonic prendono come base i due Sonic Adventure ed il più recente Generations. Questi alternano fasi a due e tre dimensioni ad altissima velocità, facendo uso di attacchi homing, trampolini e via discorrendo. Non mancano ovviamente le odiate fasi scriptate e/o coi QTE, che spezzano un po’ troppo l’appena decantata velocità.
I livelli Avatar rappresentano la prima delle novità di Sonic Forces. Una novità non proprio riuscitissima, se dobbiamo essere sinceri. Trattasi di schemi non molto diversi da quelli di Modern Sonic, con una sola grande differenza: sono decisamente più lenti. Nei panni del nostro Avatar non possiamo correre alla stessa velocità di Sonic, inoltre disponiamo di un’arma che ci costringe quasi a fermarci per essere utilizzata.
Per ultime, le fasi Squadra ci permettono di controllare (uno per volta) Sonic ed il nostro Avatar. Entrambi si muovono in simultanea e, unendosi, possono eseguire mosse speciali e divenire invulnerabili per qualche secondo. Anche queste mosse non possono essere definite memorabili ma se avete amato giochi come Sonic Heroes le apprezzerete non poco.
Sono naturalmente presenti anche gli immancabili boss. Non possiamo affermare che siano eccellenti, ma ci sono parsi tutto sommato godibili e in linea con i precedenti episodi 3D della saga.

Alla fine di ogni livello verremo valutati in base al tempo impiegato, agli anelli normali e stella rossa ottenuti, ecc. Potremo così sbloccare elementi per personalizzare il nostro avatar, cosa assai piacevole ma fine a sé stessa.
Nonostante i difetti già segnalati, dobbiamo purtroppo citarne un paio che ci hanno infastidito più del dovuto. Come accennato sopra, i diversi stili non sono coerenti e integrati a dovere tra di loro. Continuare a passare da uno stile all’altro, con controlli e struttura differente, ci ha spiazzato più di una volta. Inoltre, alcune volte abbiamo trovato i comandi scivolosi ed imprecisi, cosa che in alcune occasioni ci ha portato al gameover. Fallire una missione nelle normali fasi di giochi è  veramente difficile a causa, ci duole dirlo, del livello di sfida davvero sotto le aspettative.

Sonic Forces

Ci rimane solo da analizzare l’aspetto audiovisivo della produzione SEGA, aspetto che, da solo, è in grado di impedire l’insufficienza a Sonic Forces. Semplicemente, Sonic Forces è bello da vedere, colorato e fluido come non mai. Il design e la texturizzazione di personaggi, nemici ed ambiente risultano più che accettabili. Artisticamente il titolo è piacevole e, specialmente, coerente con l’universo della saga.
Ciò che impressiona di più è però la fluidità. Sonic Forces si muove a 60 fotogrammi al secondo, con praticamente nessuna incertezza. Ora, se SEGA deciderà di realizzare un altro titolo in 3 dimensioni, è da queste basi che dovrà partire. E’ da segnalare qualche piccola imprecisione delle telecamere , ma non intacca il buon lavoro del team di sviluppo.
Anche la parte sonora è praticamente incriticabile: pur non raggiungendo i livelli di un Sonic Mania a caso, la colonna sonora ci è parsa azzeccata e tutto sommato godibile. Il tutto unito ai classici effetti audio della serie e a un doppiaggio in italiano da considerarsi nella media.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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