Saints Row The Third Remastered – Recensione

Saints Row The Third Remastered presenta diverse migliorie tecniche e visive della punta di diamante della saga di Saints Row. Quella realizzata da Spearsoft è una remastered che tutto sommato tenta di rilanciare la serie in vista del quinto capitolo. Ciononostante, il titolo rischia di rientrare in quella cerchia di remaster di cui, forse, non se ne sentiva il bisogno. Un pacchetto davvero allettante, con il gioco completo, con svariate ore di contenuti a disposizione e ad un prezzo anche vantaggioso. Tuttavia, la sua struttura open world sente il peso degli anni, oltre ad un comparto tecnico che, al netto dei numerosi miglioramenti, non è esente da particolari bug e problemi legati alla stabilità del frame rate.

Con l’avvento delle nuove console, prodotti come videogiochi rimasterizzati potrebbero pian piano scomparire. In favore di una retrocompatibilità capace di migliorare i titoli più obsoleti, attraverso le potenzialità tecniche dei nuovi hardware. Grazie soprattutto a tecnologie come lo Smart Delivery, promesso da Microsoft per la sua Xbox Series X, il tanto “fastidioso” concetto di Remastered potrebbe presto scomparire, una soluzione che verrà adottata in maniera simile anche da Sony con PlayStation 5. È innegabile che, durante il corso dell’attuale generazione, molte aziende siano corse a riproporre i propri grandi classici in edizioni definitive, con migliorie grafiche per quanto concerne le prestazioni. Abbiamo visto come questa pratica sia stata anche leggermente abusata da alcune compagnie, le quali hanno proposto dei nuovi rifacimenti di cui forse il pubblico non sentiva il bisogno. Tra queste spicca , appunto, Saints Row The Third Remastered, edizione definitiva e aggiornata graficamente della terza iterazione della saga di Volition, giudicata come il miglior capitolo della serie dai fan. Partorita dalla defunta – e risorta – THQ, il cosiddetto “clone di GTA” torna sulle console attuali in un’edizione completa di tutti i contenuti aggiuntivi sinora pubblicati, andando ad appianare quella mancanza di un nuovo capitolo che si trova ancora in fase di sviluppo. Abbiamo provato con minuzia il lavoro di rimasterizzazione svolto dai ragazzi di Spearsoft e ve ne parliamo in questa nuova recensione.

Saints Row The Third Remastered recensione: ritorno a Steelport!

L’edizione rimasterizzata di Saints Row The Third si presenta più completa che mai, con i vari contenuti aggiuntivi ad arricchire quella che fu l’esperienza di gioco della versione base. Il titolo non cambia nella sua struttura, né tanto meno accenna a proporre qualcosa di nuovo per dare valore aggiuntivo a tale operazione di restauro, limitandosi ad essere un pacchetto completo con un comparto tecnico aggiornato. Difatti, l’esperienza di gioco rimane tale e quale a quella vissuta dieci anni fa, con la propria natura arcade a spezzare quella monotonia data dalle missioni principali e secondarie di contorno.

Il ritorno a Steelport non è stato così eclatante come speravamo. Aldilà dei numerosi contenuti messi a nostra disposizione, tutta la componente tecnica ci ha lasciato alquanto perplessi durante la nostra prova. Infatti, il titolo soffre di problemi legati al frame rate, intaccandone il gameplay e la godibilità con frequenti cali durante le fasi di combattimento. Ciononostante, abbiamo notato quelle che sono delle concrete migliorie grafiche anche nella versione PlayStation 4 Standard. Tra tutte, ne giova maggiormente il restyling grafico, il quale avvalora le luci al neon che decorano la città di notte grazie ad un nuovo sistema di illuminazione e alla migliorata occlusione ambientale. Anche le texture hanno ricevuto un upscaling, ponendo maggiore enfasi sull’aspetto grafico del titolo il quale, purtroppo, vede su di esso il classico effetto grana. Concludendo, vi è la possibilità di sbloccare il frame rate dai suoi 30 fps, seppur questa funzione vada incontro a problemi di stabilità che non portano ad alcun vantaggio in termini ludici.

Saints Row the third remastered image
Il peso degli anni

Nella sostanza il titolo non cambia, le meccaniche di gioco rimangono le medesime d’un tempo, così come una concezione di open world che sente il peso degli anni. Nonostante i pregi e i difetti di un’operazione di restauro piuttosto riuscita, al netto di qualche sbavatura, i fan di Saints Row ritroveranno il loro beniamino come lo avevano lasciato, con qualche arricchimento dato dai contenuti aggiuntivi inclusi nel pacchetto. La natura arcade del titolo, inoltre, permette di spezzare quella monotonia data dalle missioni del gioco che, per quanto accattivanti, non riescono ad entusiasmarci più di tanto. Le sfide, infatti, aggiungono un buon corredo alla varietà del gameplay di Saints Row The Third Remastered, andando ad influenzare il sistema di reputazione, il quale ne esce sicuramente coinvolto dal loro compimento, grazie all’ottenimento di punti esperienza che garantiscono il level up. Ciò che potrebbe far andare di traverso un vino decisamente più corposo, è il sistema di shooting e la conseguente reattività dell’intelligenza artificiale. Quest’ultima lenta nella reazione e quasi incapace di coordinarsi al fine di non rimanere incastrata negli ostacoli fisici. Il gunplay è alquanto rigido anche nella sua versione rimasterizzata, con la mancanza di un concreto feedback da parte delle hitbox a togliere quella soddisfazione data da ciascuna uccisione. Il titolo, nonostante il peso degli anni ne affligga la struttura open world piuttosto datata, propone una grande varietà di contenuti secondari grazie anche all’inclusione di quasi tutti i DLC sinora pubblicati, da sfide più o meno “sobrie” a vetture alquanto singolari. Il tutto per offrire diverse ore di gioco da passare in quel di Steelport.


Remaster e Remastered

Quella di Saints Row The Third è un’operazione di restauro abbastanza riuscita. I ragazzi di Spearsoft sono riusciti a confezionare un prodotto davvero ottimo, soprattutto per la quantità di contenuti proposti ad un prezzo di mercato ridotto. Eppure, il mercato è veramente saturo di questi restauri, tanto da dubitare sull’utilità di tale operazione per l’arricchimento culturale ludico di un videogiocatore. Si accendono continuamente dei dibattiti su queste edizioni, eppure alcune di esse rappresentano un’occasione d’oro per mettere mano a titoli altrimenti inaccessibili, con i quali è possibile arricchire il proprio bagaglio culturale da videogiocatore. Pensiamo alla HD Collection di Shenmue, ai Kingdom Hearts, Bayonetta e Vanquish, pensiamo a come certi titoli col tempo diventino sempre più difficili da recuperare e come queste operazioni, in parte, aiutino a migliorare la reperibilità di un determinato titolo. Immaginiamo inoltre il potenziale di papabili remastered e a come potrebbero contribuire all’industria oggigiorno. Nonostante oggi siamo abituati ad essere inondati di notizie, anteprime e continue informazioni su ciò che arriverà su console e PC, la “riscoperta” è essenziale per capire meglio ciò che ci aspetterà nelle future generazioni.

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Matteo Murri
Matteo Murri
Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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