Dopo averci deliziato con l’ottimo Hustle Kings su PlayStation 3, VooFoo Studios ha sviluppato e finalmente rilasciato un nuovo titolo. Come prevedibile, si tratta nuovamente di una simulazione di biliardo, questa volta per PlayStation 4. Vediamo assieme se Pure Pool ha superato il nostro test, nella recensione a seguire. Non che ci sia molto da dire su un titolo dedicato al biliardo, ma proveremo comunque a fornirvi un parere approfondito ed esaustivo sul gioco in questione.

Bilia in buca?
Pure Pool
, come vi diremo poi successivamente, è un titolo molto incentrato sul social e sul multiplayer online, pur essendo completo anche di modalità di gioco in locale. Il gioco ci accoglie infatti con un tutorial completo che ci illustra i comandi di base e quelli avanzati per i giocatori più smaliziati, per poi darci la possibilità di giocare partite libere contro la CPU, oppure in locale sfidando un nostro amico anche se si è in possesso di un solo DualShock 4.

Ottima la presenza di una modalità carriera dove potremo sfidare il computer in partite di difficoltà crescente e ben bilanciate, il tutto reso vario grazie a delle sfide dedicate. Infatti, in ogni partita ci verranno proposti tre obiettivi bonus, che spaziano dal demolire l’avversario in meno di un tempo stabilito, all’imbucare un dato numero di bilie di fila, e via di questo passo. È un po’ fastidioso il fatto che non risulta possibile saltare i tiri avversari, dovendoci quindi ogni volta sorbire le loro performance.
Come detto poco fa, il titolo fa del social la sua caratteristica più importante: siamo infatti perennemente connessi online e riceveremo notifiche sui giocatori connessi, in modo da poterli sfidare senza problemi. Questo tipo di gestione potrebbe non piacere a tutti, peccato però che non è possibile attivare una modalità offline dalle opzioni ed è quindi purtroppo necessario scollegarsi dal PSN per evitare le numerose notifiche. Riguardo alle partite online, il matchmaking è abbastanza rapido e non abbiamo riscontrato problemi di sorta nelle sfide che abbiamo affrontato contro altri avversari umani.

La simulazione definitiva?
Il gameplay di Pure Pool, pur essendo in un contesto simulativo, risulta tranquillamente assimilabile da qualsiasi giocatore, grazie ai controlli semplici ed intuitivi. Con la levetta analogica sinistra possiamo regolare la direzione del tiro, mentre quella destra serve a colpire la bilia bianca con più o meno potenza in base alla velocità alla quale muoviamo la levetta stessa. Un vero peccato l’assenza di una barra di potenza per regolare i tiri, idem la possibilità di personalizzare i controlli in tal senso. In aggiunta, si possono anche effettuare tiri precisi usando il tasto X come modificatore della velocità di movimento della mira, mentre cerchio serve a dare effetti particolari alla bilia colpita.
Ha invece poco senso la funzionalità del tasto quadrato
, il quale non attiva la classica visuale dall’alto utile ad avere una migliore panoramica sul tavolo per effettuare tiri migliori, bensì abilita una poco pratica telecamera isometrica. Sempre riguardo alla telecamera, il touchpad del DualShock 4 serve a guardarci intorno per valutare al meglio la situazione rispetto alla visuale dalla stecca.

In alcuni momenti, come durante i tiri decisivi o rischiosi (come quando si sta per imbucare per errore la bilia nera), viene attivata un’apposita telecamera cinematografica zoomata, il tutto al rallentatore per sottolineare la tensione del momento. A tal proposito, spiace per l’assenza di una modalità replay, sarebbe stata utile per studiare al meglio i propri errori e migliorarsi per le partite successive.

E la grafica?
Tecnicamente parlando, Pure Pool si presenta in forma smagliante, grazie soprattutto al fatto che il motore di gioco deve gestire un’area piuttosto ridotta. Le bilie sono realizzate in modo sublime nella forma, nei riflessi e nella fisica, mentre il panno che compone il tavolo da gioco ha un’ottima resa visiva a livello di tessuto. Niente da dire anche riguardo alle stecche, ben modellate e presenti in più varianti per accontentare tutti gli appassionati.
Le persone e l’ambiente presenti intorno al tavolo sono volutamente sfocati
per far sì che l’attenzione venga posta all’azione di gioco, non avremmo preteso in effetti una cura maggiore in tal senso.

La colonna sonora, pur essendo adatta al contesto, è effettivamente poco varia e non è possibile scegliere manualmente i brani da riprodurre tra quelli presenti. Nulla da recriminare riguardo l’effettistica audio dei colpi, pulita e più che convincente.

RASSEGNA PANORAMICA
Aspetto Tecnico
7.5
Gameplay
7.5
Intrattenimento
7.0
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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