Project CARS – Recensione

Project CARS, sia grazie a meriti propri che alla mancanza di concorrenza su PlayStation 4, si rivela un ottimo e completo titolo per chi cerca la simulazione e per coloro che vogliono vivere l'adrenalina delle corse su pista senza dover impazzire tra settaggi, marce e via andare. Nonostante la non elevata quantità di auto, i molti compromessi grafici ed alcuni problemi tecnici riscontrati nel nostro test, riteniamo che ogni appassionato che si rispetti debba provare Project CARS. La palla ora passa a Poliphony, che ha il pesante compito di riscattarsi dal deludente Gran Turismo 6 e che si deve ora ben guardare dalla concorrenza.

Diciamolo senza troppi giri di parole, questa generazione è partita decisamente male per quanto riguarda il genere automobilistico, specialmente se parliamo di PlayStation 4. Tutto ciò a causa della poca quantità di titoli di guida ed alla non eccelsa qualità degli stessi, inutile citare qualche esempio perché gli appassionati sanno benissimo a quali giochi ci riferiamo. Finalmente abbiamo messo le mani sul tanto atteso Project CARS e nella nostra recensione cercheremo di darvi un quadro completo e vi diremo se il titolo ha soddisfatto le nostre aspettative o meno.

Un’esperienza completa!
Iniziamo l’analisi di Project CARS parlando delle modalità presenti, in primis la ricca e scalabile modalità carriera. Dopo aver creato il nostro alter ego ed avergli assegnato nome, cognome, soprannome, nazionalità e numero sulla vettura, possiamo scegliere se partire dai bassifondi per arrivare ai piani alti dell’automobilismo, partire da una categoria a scelta e difendere il ruolo del campione o muoverci liberamente tra le categorie senza limiti. Questa caratteristica, unita al fatto che tutte le vetture risultano disponibili fin da subito, potrebbe far storcere il naso a molti appassionati, ma a noi è sembrata una scelta sensata che rende il titolo accessibile a tutti e scalabile come pochi.
Il menu della modalità carriera presenta un pratico calendario per selezionare l’evento successivo, visionare le offerte contrattuali degli altri team, leggere i consigli della propria squadra e sbirciare i messaggi degli appassionati in quella che si potrebbe definire una simulazione di Twitter. Ogni gara può essere affrontata in modo completo partendo dalle prove libere fino alla conclusione della stessa, altrimenti è possibile saltare le qualifiche simulandone i risultati e passare direttamente al piatto forte.

Dopo avervi illustrato a grandi linee come si svolge l’ottima e completa modalità carriera, vogliamo aggiungere che sono presenti altre modalità, come l’immancabile gara veloce, la prova a tempo e l’online. Quest’ultimo ci è parso molto valido e non abbiamo riscontrato particolari problemi di connessione nelle gare che abbiamo disputato, ma ci piacerebbe veder implementato un efficace sistema di sanzioni utile a scoraggiare alcuni comportamenti scorretti di alcuni utenti. Peccato per la mancanza del multiplayer locale in split-screen, comprensibile visto che il titolo è stato fin dall’inizio progettato per l’utenza PC.
Il parco auto di Project CARS comprende 65 veicoli, di cui 6 sono di fantasia e creati dagli sviluppatori insieme alla community che ha reso possibile l’esistenza del titolo. Le categorie presenti spaziano dalle supersportive ai prototipi, passando per monoposto storiche, auto di serie e kart. Il numero di auto, è vero, risulta inferiore alla concorrenza, ma tutte sono realizzate con estrema cura e ben differenziate nello stile di guida. Dobbiamo però segnalare la non sufficiente varietà e quantità di auto italiane, con solo due modelli Pagani (Huayra e Zonda R) a tenere alto il tricolore. Insomma, i più sentiranno la mancanza delle varie Ferrari, Lamborghini e Maserati, solo considerando i marchi nostrani.
Non possiamo invece lamentarci del numero e della varietà dei tracciati: sono presenti molti dei più famosi circuiti, alcuni dei quali chiamati in modo differente a causa della non cessione delle relative licenze, come ad esempio Monaco che è stato ribattezzato “Azure Circuit”. Le piste riprodotte nel gioco presentano praticamente tutte le versioni esistenti, tipo le varianti ridotte delle stesse e via di questo passo.

Un’esperienza per tutti!
Parliamo ora del vero punto di forza di Project CARS, ossia l’elevata qualità del modello di guida e l’alto grado di scalabilità dello stesso. Sia che siate amanti della simulazione nuda e cruda, che se cercate un’esperienza più leggera, il titolo presenta tutta una serie di opzioni utili a rendere il gameplay godibile per tutti. Purtroppo non abbiamo avuto modo di provare il gioco con un volante, quindi non possiamo darvi un parere sulla bontà della guida in tal senso, né indicarvi la compatibilità dei modelli in circolazione. Nonostante ciò, vi garantiamo che anche con il DualShock 4 ci si può divertire senza ulteriori spese, anche se siamo certi che con un buon volante l’esperienza sarebbe sicuramente più immersiva.
Nel menu delle opzioni possiamo infatti attivare gli aiuti di guida come l’assistenza alla sterzata ed il freno assistito, così come abilitare ABS, controllo stabilità e controllo trazione. Inoltre è possibile alleggerire ulteriormente il titolo disabilitando danni fisici, problemi meccanici, usura delle gomme, consumo del carburante e penalità. Vi sono anche delle opzioni riguardanti l’hud e gli aiuti a schermo, che vi consigliamo di disattivare qualora siate alla ricerca della simulazione perfetta. Impressionante anche il menu di configurazione dei comandi, pensato per i possessori di volanti ma che permette anche a chi gioca col pad di impostare sensibilità e zona morta dello sterzo, dell’acceleratore, dei freni e delle marce, oltre che di assegnare un pulsante ad ogni singola funzione dell’auto.
Il comportamento dei veicoli in pista è senza dubbio realistico, le auto infatti reagiscono in modo convincente a cordoli, avvallamenti e via dicendo, mentre non ci hanno pienamente soddisfatto le collisioni tra le macchine, imperfette anche a causa di alcune limitazioni nelle licenze. La guidabilità viene inoltre pesantemente influenzata dalle condizioni atmosferiche, gestite in tempo reale e rese a video in modo molto convincente. Notevole il fatto che una gara che inizia col cielo nuvoloso può tranquillamente terminare sotto la pioggia, rendendo necessaria una sosta ai box per il cambio gomme. Per allenarci e affrontare queste situazioni possiamo effettuare una gara libera impostando fino a quattro slot meteo sequenziali, oltre che l’orario di partenza della gara e la velocità di progressione del tempo.
Parlando dell’IA degli avversari, ci troviamo di fronte ad uno dei migliori lavori degli ultimi anni, anche qui grazie alla possibilità di impostare il livello di abilità degli altri piloti in pista. Ai livelli di difficoltà più bassi gli avversari non ci ostacoleranno più di tanto e saremo in grado di avere vittoria facile, mentre le cose si fanno ben più dure aumentando il livello di sfida. In questo caso, infatti, gli altri piloti oseranno di più e lotteranno tra di loro, rischiando anche di finire fuoripista ma senza quasi mai essere scorretti e facendoci strada qualora si rendano conto di intralciarci in caso di loro inferiorità tecnica o danni al loro mezzo. Insomma, scordiamoci i “trenini” tipici di Gran Turismo, in Project CARS si fa sul serio e la difficoltà è alta, ma in modo realistico, coerente e senza mai barare.

Un’esperienza fotorealistica?
La resa visiva di Project CARS è senza dubbio di qualità elevata
anche se, come vedremo, sono stati necessari diversi compromessi per far girare il titolo in maniera fluida anche su console. Le auto e le piste risultano dettagliate e il titolo risulta sempre ancorato ai 60 fotogrammi al secondo, anche se abbiamo notato alcuni problemi di aggiornamento video e conseguente tearing in alcuni frangenti. Il sistema di illuminazione, così come gli effetti particellari e la resa del meteo sono di qualità a dir poco eccelsa.
Tutto ciò ha un prezzo, ed infatti abbiamo notato che sono stati applicati dei filtri per sfocare gli elementi dello scenario in lontananza e, nonostante ciò, il pop-in degli elementi che ci circondano è piuttosto evidente, specialmente se guardiamo negli specchietti retrovisori. Nulla di grave, se non fosse che ci è capitato di vedere parti delle auto avversarie comparire e scomparire senza vie di mezzo in base alla distanza alla quale si trovavano.
A proposito di grafica, Project CARS è uno dei pochi titoli su console a presentare delle opzioni visive avanzate nel menu delle opzioni, apparentemente non in grado di alterare le performance del motore grafico su PlayStation 4. Ci è dato modo di attivare filtro post-produzione, riflessi vari, bagliore, foschia da calore, gocce di pioggia e sporco sul parabrezza, raggi crepuscolari e modificare perfino la compensazione dell’esposizione.
Quasi esente da critiche la parte audio, il lavoro di campionamento dei rombi delle auto è quasi maniacale, dando una resa differente del suono dei motori in base alla visuale ed alla distanza. Non è possibile dire lo stesso riguardo l’audio delle collisioni, le quali non ci hanno completamente convinto. Da segnalare che in un paio di occasioni ci è capitato che le gare iniziassero senza l’audio del nostro motore, difetto che speriamo venga risolto con una patch. Lo speaker del pad è stato sfruttato in modo intelligente per le comunicazioni dai box (in lingua inglese), alzando ulteriormente il grado di coinvolgimento nella gara. Il font dei menu e dei sottotitoli ci è parso troppo piccolo e sgranato, altro piccolo problema che può essere tranquillamente corretto in un secondo momento.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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