PlayStation VR Worlds – Recensione

PlayStation VR Worlds è senza ombra di dubbio uno dei titoli verso cui inizialmente si spingerà la maggior parte del pubblico che ha acquistato il nuovo visore Sony. Purtroppo però non troverà in questo prodotto ciò che pensava e sperava. I giochi proposti sono tutti troppo brevi per giustificare il prezzo d'acquisto di 39,99 euro, ma la cosa che ci ha lasciato di più con l'amaro in bocca è di avere tra le mani tre esperienze (London Heist, Scavenger's Odyssey e Danger Ball) con del potenziale e per niente approfondite a dovere, troppo brevi per dare un senso di soddisfazione al giocatore che rimane invece con un senso di vuoto, come se mancasse ancora troppo per godere a pieno dell'esperienza proposta. Preso invece dal punto di vista della Realtà Virtuale questo titolo restituisce il feedback promesso, immergendoci a pieno in ogni frangente. Come però vi abbiamo detto all'inizio, questo pacchetto sarebbe da considerare più come un insieme di demo e quindi più azzeccato se incluso nel bundle della periferica PlayStation VR, come avviene in America. Comprandolo separatamente sembra invece di paragonarlo ad un titolo vero e proprio, cosa che in realtà non riesce ad essere.

E’ ormai noto che Sony ha rilasciato da pochi giorni la nuova periferica PlayStation VR, un visore di Realtà Virtuale che punta ad innovare il mondo del gaming su console casalinghe. Ad accompagnare questo lancio una line-up iniziale abbastanza varia e, tra i titoli a disposizione, troviamo PlayStation VR Worlds sviluppato da London Studio, un’esperienza introduttiva che permette agli utenti di avvicinarsi e capire questa nuova tecnologia. Il titolo è in realtà una raccolta di più esperienze virtuali ben variegate ma che prese singolarmente si possono definire più come delle demo, vista la loro scarsa longevità. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta!

ocean-descentUn tempio di avventure
Avviato PlayStation VR Worlds saremo catapultati all’interno di una struttura molto simile ad un tempio dove una luce magica illumina e mette in risalto cinque statue diverse. Questo altro non è che l’hub principale da cui possiamo lanciare le esperienze virtuali proposte, tutte diverse tra loro per quanto riguarda le tematiche trattate e rappresentate appunto da queste cinque statue.
La più conoscita e la più vista alle fiere o nei video dimostrativi che sono stati mostrati nel periodo pre-lancio della periferica è senza ombra di dubbio Ocean Descent, un’esperienza del tutto passiva, dove il giocatore non deve far altro che indossare il visore e ammirare tutto ciò che avviene intorno a lui. Siamo all’interno di una gabbia, calata nelle profondità dell’oceano; le esperienze proposte sono tre, tutte che ci fanno ammirare i fondali marini, ma la più interessante è sicuramente quella che ci mette faccia a faccia con uno squalo bianco mentre una voce narrante ci racconta la scoperta di un relitto. Durante questa discesa il grande predatore approccerà in modo aggressivo contro la gabbia in cui siamo rinchiusi, lasciandoci letteralmente a bocca aperta. A parte questi brevi sprazzi di timore, Ocean Descent non regala altro tipo di emozioni se non lo stupore nel vedere un fondale marino altrimenti inarrivabile dal vivo, con pesci colorati, anemoni, meduse e tanti altri abitanti degli abissi. Il tutto è molto sorprendente nelle fasi iniziali ma dopo qualche minuto il giocatore non avvertirà più quello stimolo per rimanere ancora in questi fondali a causa sia della passività del tutto che della qualità grafica non eccelsa, con modelli poligonali non proprio elaborati di fino.

vr-lugeDopo questa “nuotata virtuale” possiamo dirigere il nostro sguardo verso VR Luge, un titolo molto più frenetico e che ci lancia in spericolate discese utilizzando una sorta di slittino con le ruote, facendo però attenzione a schivare il traffico automobilistico ed altri ostacoli che cadono dai lati della strada. Ogni volta che impatteremo con qualcosa perderemo velocità, rischiando di non raggiungere in tempo il checkpoint successivo che servirà per aumentare i secondi a disposizione. Per schivare ciò che ci si para davanti basterà ruotare la testa e il nostro “slittino” girerà prontamente seguendo la direzione impartita dal PlayStation VR, un sistema di comandi molto semplice e che risulterà naturale sin da subito. Anche qui però la longevità non gioca da padrone, solo quattro i tracciati disponibili che termineremo nel giro di pochi minuti per poi abbandonarli del tutto a meno che non vogliate provare a fare tempi sempre migliori, ma pensiamo che non sarà una volontà molto comune.

danger-ballAnche in Danger Ball gli stage disponibili sono troppo pochi per rendere l’esperienza di gioco appagante. Siamo di nuovo di fronte ad un titolo arcade, dai colori fosfo e sgargianti, che ci imbatte in uno sport futuristico dove l’obiettivo sarà quello di colpire una sfera cercando di fare goal all’avversario. Anche in questo caso la nostra testa sarà il controller in quanto grazie ai suoi movimenti sarà possibile comandare una griglia che, facendo rimbalzare la passa su sè stessa, evita di far segnare il punto all’avversario. E’ possibile effettuare colpi ad effetto o aumentarne la forza sulla palla simulando un vero e proprio colpo di testa, azioni sempre più fondamentali man mano che si procede con gli stage in quanto troveremo avversari dotati di particolari abilità. L’esperienza è decisamente godibile ma viene letteralmente troncata dalla mancanza di contenuti, quali classifiche o modalità multigiocatore.

london-heistSe fino a qui abbiamo potuto chiudere un occhio sulla durata di ogni mini-gioco non possiamo fare la stessa cosa per i restanti due titoli del pacchetto, in quanto ci sarebbe piaciuto vedere un lavoro più longevo e più curato.
London Heist (a mio avviso l’avventura migliore proposta) ci scaraventa all’interno della criminalità londinese per affrontare una vera e propria lotta di potere. Saremo infatti al centro di uno sporco doppio gioco dove vivremo sia alcune scene narrative che altre d’azione, in cui bisognerà scaldare i ferri facendo fuoco sul nemico.
Tutto in questo caso diventa interattivo in quanto potremo “prender con mano” e utilizzare gli oggetti che ci circondano nelle scene, afferrando ad esempio un accendino con la mano destra per accendere un sigaro tenuto dalla sinistra, aprire cassetti e così via, per darci una dimostrazione di come la Realtà Virtuale possa farci vivere tutto ciò che ci circonda. Nelle fasi più concitate invece, quelle in cui si scalderà il piombo, dovremo nasconderci dietro ad una scrivania per evitare di essere attinti dai colpi nemici e per farlo dovremo abbassarci proprio fisicamente, chinando la testa; per ricaricare i colpi dovremo invece impugnare il caricatore con la mano sinistra e portarlo sotto l’arma designata, tenuta con la mano destra. Per questi motivi consigliamo di vivere l’esperienza con l’utilizzo di due PlayStation Move. Peccato che anche London Heist duri troppo poco, avremmo giocato e apprezzato volentieri un’avventura di questo tipo più longeva mentre invece avremo la possibilità di vivere solo due scontri a fuoco e poche altre sequenze intermedie, per un totale di circa mezz’ora di gioco.

scavenger-s-odyssey

Stessa storia per il secondo titolo di cui vi abbiamo parlato più sopra, Scavenger’s Odyssey, che è possibile terminare in meno di un’ora. Questa volta però l’ambientazione è fantascientifica e impersoneremo un alieno alla ricerca di un manufatto. Ci sposteremo a bordo di un mech dalle sembianze aracnoidi e inizialmente dovremo familiarizzare con il sistema di comandi, in quanto una levetta analogica è adibita per gli spostamenti mentre l’altra per la rotazione della torretta in cui siamo allogiati. Ci troveremo ben presto a camminare tra una serie di relitti di navi spaziali e asteroidi, saltando da una parte all’altra nel bel mezzo dello spazio e facendoci strada spostando ostacoli con un apposito gancio. Andando avanti con la trama verremo attaccati da forme di vita aliene simili a delle larve che dovremo eliminare grazie alle nostre due armi automatiche in dotazione. Per mirare basterà semplicemente girare la testa nella direzione del nostro bersagio e una volta sott’occhio possiamo far fuoco per eliminarlo. Dal punto di vista tecnico siamo di fronte ad un prodotto che non presenta chissà che grafica, ma vi assicuriamo che vi sentirete immersi in un mondo fuori dal comune e che inizialmente avvertirete una certa emozione nell’essere alla guida di un mech spaziale.

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Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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