Pillars of Eternity – Recensione

Pillars of Eternity rimane, a mio avviso, uno di quei capolavori che tutti gli amanti dei GDR devono assolutamente giocare. E’ un gioco immenso, sfaccettato e pieno di cose da fare. Le molte ore passate a leggere muri di testo non sono state affatto un ostacolo, anzi scorrevano piacevoli come uno splendido libro fantasy. I combattimenti affrontati alle difficoltà più alte non possono essere presi alla leggera, costringendo spesso il giocatore ad una maniacale microgestione. Se contiamo anche una caratterizzazione unica dei personaggi e un finale epico, abbiamo di fronte un titolo che lascerà sicuramente il segno. L’unico peso da sopportare sono stati gli interminabili caricamenti, specie nelle parti finali a cui sono arrivato con molta fatica e spossatezza.

Nel 2012 la software house Obsidian Entertainment annuncia un suo nuovo progetto che coinvolge i famosi Chris Avellone e Josh Sawyer. Grazie alla campagna su Kickstarter, con oltre 4 milioni di dollari ricevuti da circa 77.000 donatori, prende forma su PC, nel 2015, Pillars of Eternity.
Solo nel 2017,il 1 settembre, è stata rilasciata l’edizione PS4 di questo titolo (sia digitale che boxata), comprendente tutte le patch e le espansioni uscite su PC.
Dopo più di un mese passato tra le lande di Eora ad approfondire tutte le sfaccettature di questo titolo, siamo pronti a darvi la nostra opinione in questa recensione.

La nostra recensione di Pillars of Eternity

Pillars of Eternity è un classico RPG che riprende la struttura dei capolavori del passato, come Ice Wind Dale o Baldur’s Gate, con una storia ed una lore completamente (o quasi) inedita.
L’universo creato è in linea con tutti i giochi di ruolo fantasy ma con delle caratteristiche peculiari sulle ambientazioni, sulle razze e sulle regole.
Insomma l’aria che si respira è quella degli anni ’90 e proprio per questo motivo risulta un titolo non adatto a tutti.

Il gioco inizia con la creazione del nostro personaggio, ampiamente caratterizzabile sotto molti aspetti. Abbiamo a disposizione 6 razze, tra cui vecchie conoscenze come gli Umani i Nani e gli Elfi e le nuove aggiunte; gli Orlan (una sorta di halfling) gli Aumaua (una razza robusta e possente dalle fattezze similmente orchesche) e i Deiformi (una razza con poteri mistici molto particolari e un’aspetto deforme nei lineamenti). Le classi tra cui scegliere sono ben 11: Barbaro, Cantore, Cipher, Chierico, Druido, Guerriero, Ladro, Mago, Monaco, Paladino e Ranger. Il Cipher è quella che spicca tra le altre per novità, anche se possiamo definirla una sorta di mago specializzato nella manipolazione mentale. Tutte le altre, invece, riprendono a grandi linee le caratteristiche classiche già viste in altri titoli di questo genere. Abbiamo un punteggio totale da distribuire su ben 6 caratteristiche, tra cui quelle fisiche come il ‘Vigore’ e la ‘Costituzione’ che influiscono, rispettivamente, sui danni e sui punti ferita, oltre che sulla tempra. Ci sono poi le statistiche che invece vanno a modificare le nostre abilità, come la ‘Destrezza’ e la ‘Percezione’ che vanno a migliorare la velocità e la percentuale di successo nel colpire ad ogni attacco. Infine, abbiamo le stats mentali, come ‘Acume’ e ‘Risolutezza’ che modificano gli effetti degli incantesimi oltre che la volontà ed il carisma. Una volta fatte le nostre scelte, siamo passati alla parte finale della creazione del personaggio che riguarda la scelta delle abilità, delle capacità peculiari delle classi, dei talenti e dei ‘Tratti’, che oltre a fornire dei bonus hanno un impatto anche sulla narrativa di alcuni dialoghi. Le scelte riguardanti la “struttura” del personaggio sono quindi molte, ma lo stesso non si può dire per quelle che riguardano l’aspetto estetico; per personalizzare la skin del personaggio, ci viene data la sola possibilità di scegliere il colore della pelle, degli occhi, dei capelli e del vestiario e di selezionare un ritratto rappresentativo tra i tanti disponibili (che possiamo poi cambiare quando vogliamo).Pillars of Eternity Recensione

Nelle varie scelte il gioco tende a darci dei consigli per creare un personaggio bilanciato, ma se vi ritenete degli esperti del genere è possibile scegliere la combinazione che più vi piace. Se andando avanti vi accorgete di aver fatto alcuni errori in tal senso, sappiate che comunque, sin dal primo villaggio, è possibile respeccare tutti i livelli al costo di qualche moneta.
L’intera avventura si svolge con un team che può raggiungere un massimo di sei componenti che si vanno ad aggiungere man mano che si prosegue nell’avventura; oltre a quelli incontrati per via della trama, è possibile anche crearne di nuovi nelle varie taverne.
Insomma, tantissime le combinazioni disponibili che sembrano essere tanto varie da rendere ogni avventura unica e diversa, in base alle preferenze di ogni giocatore.

Creazione del personaggio molto approfondita

Pillars of Eternity risulta essere un gioco particolarmente complesso, che potrebbe scoraggiare i meno avvezzi al genere, ma il livello di difficoltà permette al titolo di essere godibile anche per chi non è cresciuto a pane e GDR. Le missioni principali, come anche quelle secondarie, non hanno indici di livello consigliabile (idem per i nemici), pertanto l’unico modo per capire se siamo pronti ad affrontare tali avversità è sperimentare e provare. Molte volte, infatti, abbiamo dovuto lasciare in sospeso alcune cose per poi riprenderle quando siamo stati all’altezza della situazione, sia in termini di livello dei personaggi che di equipaggiamento.
Pillars of Eternity recensione
Per salire di livello, come in tutti i GDR, è necessario accumulate punti esperienza che ci vengono assegnati ad ogni cosa che facciamo, dall’esplorare nuovi luoghi al disattivare trappole o scassinare serrature. Questo sistema è stato ideato dal team di Obsidian in quanto Pillars of Eternity è caratterizzato da un ampio margine di libertà in termini di gameplay che ci permette di portare a termine le missioni eseguendo le azioni che vogliamo adattando lo stile di gioco alla tipologia del personaggio scelto, caratteristica che da al mondo di Eora un senso di realismo più marcato.

Gameplay of Eternity

Nonostante questo tipo di gioco sia nato su PC e quindi da gestire con l’utilizzo di mouse e tastiera, la conversione del sistema dei comandi su console risulta essere altrettanto godibile, grazie alla presenza di numerose shortcut e tanta libertà di personalizzazione dal menù opzioni.
Il gameplay di Pillars of Eternity è decisamente poco moderno: il team è gestibile da una visuale dall’alto posizionata a tre quarti e i personaggi possono spostarsi sulla mappa con un semplice sistema punta e clicca o attraverso l’utilizzo della levetta analogica del DualShock 4. Entrambi i metodi possono essere utilizzati durante le fasi esplorative, mentre in combattimento siamo obbligati al punta e clicca (molto efficiente nel complesso, specialmente per chi ama la microgestione).
Pillars of Eternity - Recensione
Altra parte fondamentale nella struttura di un GDR è l’inventario, anche questo gestito come accadeva nei titoli del passato; ogni personaggio ha a disposizione uno slot per ogni parte del corpo, slot in cui possiamo inserire oggetti, armi ed armature a nostro piacimento. Gli oggetti non sono caratterizzati da un peso effettivo (completamente assente nel gioco), quindi l’unica accortezza è di stare attenti al numero di blocchi che ogni oggetto occupa.
Un pratico menù a ruota permette invece l’utilizzo delle abilità, degli incantesimi, delle capacità speciali e degli oggetti rapidi di ogni personaggio. Anche questo menu è personalizzabile a nostro piacimento in quanto ci permette di assegnare alla scelta rapida tutto ciò che utilizziamo più spesso durante il gioco, specialmente nei combattimenti.

I PILASTRI DELLA NARRATIVA

La missione principale segue un andamento piuttosto lineare, spostandoci nelle varie zone principali della mappa per seguire una storia dalla durata di circa 60 ore; se nel calderone mettiamo anche le quest secondarie, possiamo rimanere incollati allo schermo per  oltre 100 ore.
La quantità smodata di dialoghi presenti nel gioco fa pensare come il buon Chris Avellone si sia sbizzarrito a tessere un mondo fantasy che lascia a dir poco stupefatti per la quantità dei dettagli narrativi.
Pillars of Eternity recensione
Gli svariati personaggi reclutabili nel nostro team (riconoscibili da tutti gli altri per la presenza di un ritratto sulla loro icona) hanno una propria anima e vengono caratterizzati in modo reale e concreto; durante l’avventura siamo stati immersi nei discorsi di questi personaggi, che danno consigli ed esprimono il loro parere quasi su ogni cosa, coinvolgendoci ancor più nel filo narrativo.
In base alle scelte fatte possiamo accumulare karma positivo o negativo nei vari regni (visionabile nella scheda del personaggio tra le varie statistiche di gioco) con la conseguente influenza su alcuni aspetti secondari, come per esempio il comportamento dei vari NPC nei confronti del nostro gruppo.
Le ambientazioni sono abbastanza varie ed offrono una moltitudine di luoghi da esplorare, che spaziano da intere città con scantinati, biblioteche, caserme, botteghe ad interminabili caverne sotterranee o ampi boschi e radure popolate da mostri di ogni tipo.
Pillars of Eternity recensione
Le mappe di gioco offrono una buona ma limitata interazione con l’ambiente arricchita da alcune aggiunte narrative niente male; in alcuni punti, infatti, possiamo scegliere se usare i consumabili presenti nell’inventario (come per esempio, rampini, grimaldelli o quant’altro) per sbloccare nuove zone o semplicemente delle scorciatoie.
Capita a volte di trovarsi di fronte a situazioni in cui il da farsi è caratterizzato da un menu a risposta multipla; può esserci chiesto di nuotare attraverso un fiume o aggrapparsi su una parete per evitare una caduta. In questi casi entrano in gioco le abilità del personaggio che sta affrontando la prova, che possono determinare il fallimento o la riuscita nell’impresa.

L’ETA’ DEGLI IMPERI

In Pillars of Eternity è presenta anche la Fortezza di Caed Nua, una piacevole aggiunta che rende questo GDR anche un po’ gestionale. Poco dopo l’inizio del gioco prendiamo possesso di un castello abbandonato da poter gestire e sviluppare come vogliamo. Nel menù delle opzioni possiamo avviare, spendendo denaro e tempo, la costruzione degli immobili che vanno a riempire la mappa di Caed Nua. Queste aggiunte sono fondamentali per la crescita del nostro regno, rappresentato da due fondamentali statistiche: Il livello di Difesa, che serve ad evitare gli attacchi esterni da parte di briganti o mostri vari, e il livello di Prestigio, che influenza la possibilità di far apparire di tanto in tanto visitatori con richieste particolari e missioni extra.

Pillars of Eternity recensione

BIANCAMARCA

L’espansione delle Biancamarca di Pillars of Eternity, che aggiunge 20 ore di denso gameplay, segna un netto cambiamento sotto molti punti di vista. Il ritmo della storia è meno incentrato sui dialoghi e più sul combattimento, fornendo al giocatore un’esperienza più vivace. L’ambientazione è invece un chiaro riferimento ad Ice Wind Dale, con un risultato di pura nostalgia.

Pillars of Eternity, graficamente, è uno splendore per gli occhi, con fondali in 2D disegnati a regola d’arte caratterizzati da un level design decisamente superiore alla media.
Purtroppo però non è tutto rosa e fiori e il gioco mostra il suo fianco quando si parla di framerate, decisamente ballerino soprattutto in alcune ampie zone o in momenti particolarmente caotici.
Da segnalare anche la presenza di alcuni piccoli e fastidiosi bug che ci hanno costretto a dover ricaricare la partita, come ad esempio l’impossibilità di muovere un membro del nostro party rimasto bloccato in un punto della mappa. Ultima nota dolente riguarda i caricamenti tra una mappa e l’altra che con il proseguire dell’avventura diventano sempre più lunghi ed estenuanti, spezzando di non poco il ritmo del gioco; questo probabilmente è dovuto ad una male ottimizzazione del codice che si spera risolvano più avanti con una patch.

Un piccolo appunto va fatto per un omaggio speciale di Obsidian Entertainment nei confronti dei sostenitori del progetto su Kickstarter, che ha deciso di disseminare per tutto il gioco chiari riferimenti ai nomi degli stessi, presenti su alcune lapidi.

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Nicol Fedeli
Nicol Fedeli
La sua passione per i videogame inizia da bambino su PC, per poi passare definitivamente alle console Sony con l'arrivo della PS1. Ha un debole per la Nintendo ma solo ed esclusivamente per le console portatili, fin dall'uscita del Game Boy. Padroneggia molto bene quasi ogni genere, sportivi esclusi da cui è sempre stato alla larga, ma i suoi preferiti rimangono i Survival gli Stealth e gli RPG. Monster Hunter é uno dei suoi titoli preferiti anche se l'apice raggiunto é stata grazie alla serie di Metal Gear Solid che diverrà per lui una vera opera di culto, seguendo negli anni a venire Hideo Kojima per tutte le sue avventure. Con l'idea che "il meglio deve ancora venire" vive speranzoso l'evoluzione videoludica.

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