One Piece: Pirate Warriors 4 – Recensione

Portare in alto il nome di One Piece non è sempre facile, basti semplicemente vedere i risultanti deludenti di Burning Blood e World Seeker. Entrambi i titoli hanno portato nelle mani dei giocatori prodotti ad alto potenziale ma, ahimè, deludenti sotto molti aspetti. Non per altro, purtroppo, portandosi a casa a malapena la sufficienza.

A distanza di 5 anni dal suo predecessore, ritorna con nuovo capitolo la serie musou di uno tra gli anime (e manga) più apprezzati al mondo. One Piece: Pirate Warriors 4 ci porta a vivere tutti gli archi narrativi principali della ciurma di cappello di paglia, fino ad arrivare ad un ultimo capitolo, originale e creato appositamente per lo scopo, dedicato a Kaido.

Saranno riusciti i ragazzi di Omega Force a riportare One Piece ai fasti che merita? Per scoprirlo, non vi resta che salpare con noi in questa nuova recensione!

Diventerò il re dei pirati!

Come già accennato nell’introduzione, la trama di Pirate Warriors 4 ripercorre quasi tutti gli archi narrativi della ciurma di cappello di paglia. A partire da Alabasta, i nostri eroi attraverseranno Enies Lobby, la guerra di Barbabianca, il Nuovo Mondo, l’isola di Whole Cake e, infine, il nuovo arco del “Paese di Wa“. Questo ultimo arco vede il nostro Rufy scontrarsi, assieme alla propria ciurma, contro Kaido.

Seppur non ci sia molto da dire a livello di trama, Pirate Warriors 4 rappresenta una vera occasione da non lasciarsi sfuggire per ogni persona che non si è mai avvicinata all’opera di Oda. Il tutto supportato anche dal tipo di gameplay semplice ed immediato, il quale porta ad una totale immersione nel titolo. Nonostante non tutti amino il genere “musou“, da molti considerato troppo macchinoso e troppo ripetitivo alla lunga, possiamo assicurarvi che il gioco rimanga davvero godibile.

Completare la campagna principale del titolo non richiederà troppo tempo, vi basteranno all’incirca 15/20 ore per portare a termine il tutto. In ogni caso, questo varierà sicuramente anche in base difficoltà a cui lo giocherete.
I veterani di questa saga troveranno una sfida più appagante giocandolo a difficile, anche se ci siamo divertiti molto pure a normale.

Preparati a salpare!

Come tutti gli altri capitoli della serie, anche Pirate Warriors 4 appartiene al genere dei “Musou“. Questo genere ci vede coinvolti in una lotta campale contro centinaia – se non milioni – di nemici, oltre all’ovvia presenza di boss dedicati all’arco narrativo che staremo giocando.

Ogni missione viene gestita attraverso uno schema molto semplice. Il giocatore deve comandare l’avanzata dei propri alleati o soddisfare determinati obiettivi, conquistando nel mentre le zone controllate dalle forze nemiche. Infatti, basterà uccidere un determinato numero di nemici, svuotando la barra in alto, per far apparire il capitano. Una volta ucciso, tale zona sarà nostra.

Inoltre, mentre vaghiamo per la mappa per conquistarne i vari territori, alcuni nostri alleati potrebbero aver bisogno di aiuto. Queste ultime vengono chiamate semplicemente  “Missioni secondarie”, della breve durata, alla cui a fine otteniamo un bonus in Berry (soldi).

Se nel capitolo precedente era un vero e proprio incubo far salire di livello e potenziare il proprio personaggio, in Pirate Warriors 4 il tutto viene alleggerito con la comparsa delle “Monete” e di una mappa generale, la quale serve come base di potenziamento per tutti i personaggi. Ovviamente, i personaggi possono anche essere potenziati singolarmente.

Ogni personaggio può equipaggiare fino a 4 mosse speciali e delle abilità passive fondamentali in combattimento. Esse possono essere ricaricate uccidendo una grandissima quantità di nemici base oppure subendo danno. Ovviamente, potenziandole al massimo la loro durata diventerà davvero alta, arrecando danni davvero spaventosi ai nostri avversari.
Tali abilità spaziano dai classici power-up alle trasformazioni. Tra le più iconiche troviamo ovviamente il Gear Fourth di Rufy.

Per chiudere in ambito il gameplay, il titolo di Omega Force ci ha divertito davvero molto. Considerata anche l’ottima accessibilità dedicata a chi non ha mai giocato un titolo della saga “Pirate Warriors”, come il sottoscritto.

Una seconda avventura ti aspetta pirata!

Se avete ancora fame di missioni e puntate a potenziare il vostro personaggio principale al massimo, come abbiamo fatto anche noi, il titolo propone una seconda modalità in singolo chiamata “Diario del Tesoro“.

Questa nuova modalità proposta da Omega Force racchiude quasi un centinaio di missioni a difficoltà crescente. Iniziando da Mare Orientale fino a raggiungere Nuovo Mondo, troverete le missioni più difficili dell’intero gioco.

Tali missioni sono totalmente distaccate dalla missione principale. Infatti, il vostro compito consiste unicamente nell’uccidere tutti i nemici che vi si porranno davanti, senza esitazioni.

Esse possono essere completate sia soli che online, con un vostro amico o anche con uno sconosciuto. Seppur l’interazione con l’altra persona sia completamente assente, il vostro compito comune è quello di aiutarvi a vicenda e superare le missioni.

Concludendo, tale modalità si è rivelata davvero appagante ed impegnativa. Essa è in grado di regalare, oltre che svariate ore di divertimento, una vera e propria sfida da affrontare e superare.

Vedremo mai la fine?

One Piece: Pirate Warriors 4 arriva sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 4K upscalato a 60fps sulla versione “Pro” di PlayStation 4. Invece, i possessori di un modello base possono sfruttare una risoluzione in 1080p mantendendo sempre i 60fps.

A livello tecnico e grafico, seppur il gioco non faccia miracoli, il tutto risulta davvero piacevole alla vista, regalando un ottima resa su schermo una altrettanto buona realizzazione di tutti i vari personaggi. Sia della ciurma di cappello di paglia sia per i pirati secondari.

A livello di doppiaggio nulla da dire. Il doppiaggio originale giapponese è davvero ottimo e ben sincronizzato con i sottotitoli in lingua nostrana. Stesso discorso per le OST, davvero ottime e piacevoli da ascoltare.

Francesco Suozzo

Francesco Suozzo

Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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