Northgard – Recensione

Profondo e divertente quanto basta, Northgard è stato uno dei pochi veri RTS che ho potuto giocare sulla mia console. Al netto di qualche problema di stabilità, raccomando a tutti gli appassionati di valutare l'acquisto, sia per le poche alternative che per la qualità complessiva della produzione.

Ripensando alla mia infanzia ed al mio primo approccio al videogame, non posso che ripensare agli strategici. Una visuale isometrica, intere civiltà al mio comando e non serviva altro. Quasi come giocare coi soldatini, ma “meglio”.
Da Age of Empire a Sid Meier’s Civilization, ho sempre avuto una tremenda passione per questo genere quasi esclusivo per pc. Crescendo, ho provato molte altre produzioni come Europa Universalis e Tom Clancy’s EndWar, ma, con le dovute eccezioni, non ho mai potuto vivere questa passione sulla mia amata PlayStation. Ultimamente – e finalmente, oserei dire – questa tendenza sta andando pian piano a scemare e titoli di questo genere stanno arrivando su console.
Proprio a dar voce a questo nuovo trend, tra un Tropico ed un sopracitato Civilization, Northgard raggiunge le nostre PlayStation 4 pronto a spaccare. Sviluppato da Shiro Games, piccolo studio indipendente con sede a Bordeaux, Northgard è stata una mia piccola rivincita personale che tenevo a provare. Finalmente pronto a parlarne, non posso che augurarvi buona lettura. Cominciamo!

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Northgard (PS4) Northgard (PS4) Nessuna recensione 29,99 EUR

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La nostra recensione di Northgard – Tra vichinghi e mitologia

Northgard ci porta indietro nel tempo, immergendoci in un’ambientazione mistica e strettamente collegata ai vichinghi. Avanzando nel racconto, il titolo introduce sempre più elementi della mitologia norrena, tra cui creature, divinità e strumenti divini. Non volendo menzionare elementi entrati ultimamente nella cultura pop/nerd, soprattutto grazie alla Marvel, mi limito a citare la presenza dei Draugr, delle viverne e degli Jötunn (i giganti). Creature che popolano il mondo di gioco e che dobbiamo, in un modo o nell’altro, “gestire”.
Venendo al sodo, la storia ci vede proiettati nella vita di Rig, figlio del Re dei clan a cui è stata uccisa la famiglia. Proprio da questo incipit inizia la sua ricerca di vendetta, ricostruendo un clan ed avanzando in una trama semplice ma comunque intrigante.
Personalmente ho apprezzato l’intera modalità storia, anche considerandola un enorme tutorial utile ad apprendere le moltissime meccaniche di gioco e le differenze tra clan. È possibile portare a termine la campagna in circa 10 ore, da sommare ai vari obiettivi opzionali e alle decine (se non centinaia) di ore concesse dalle schermaglie e dal multiplayer.

Per il Clan!

Strategico in tempo reale con visuale isometrica, Nothgard è l’esempio che attendevo per ravvivare la mia speranza nell’arrivo degli RTS su console.
Appartenendo a questa categoria, il gameplay non si discosta più di tanto da tutte quelle meccaniche classiche che rappresentano le basi stesse del genere. Di conseguenza troviamo costruzione di edifici, di un esercito, gestione delle risorse e vari metodi per arrivare alla vittoria. Non volendo ricadere nell’ovvio, quindi, in questa recensione mi limito a descrivere le varie caratteristiche del gioco che, in un modo o nell’altro, sono riuscite colpirmi o a differenziare questa produzione dalla massa.
L’avanzamento nel gioco è strutturato su cinque fondamenti: cibo, legname, denaro, popolazione e felicità. Tra questi, gli unici due veramente incisivi sono il cibo e la felicità.
Il cibo, oltre ad essere prodotto dalle strutture apposite, viene raccolto automaticamente da ogni cittadino senza occupazione. In certi momenti è veramente difficoltoso compensarne la domanda e, infatti, è possibile correre ai ripari svincolando dei lavoratori da altre mansioni. La felicità, invece, incide sia sul rendimento lavorativo del clan, sia sull’aumento della popolazione. Questo parametro è dunque vitale nella scalata al potere e nella gestione dell’intero villaggio. Fortunatamente, il gioco non prevede rivolte in caso di scontentezza della popolazione.

Per Northgard!

Il mondo di gioco, non completamente libero ed aperto, è suddiviso in moltissime sotto-aree ben delimitate ed oscurate dalla “nebbia di guerra”. Esplorare il mondo non è semplice come si potrebbe pensare. Esiste, infatti, una struttura ben precisa atta alla creazione degli esploratori. Questi ultimi esplorano automaticamente (o a comando) la mappa, rivelandone una sotto-area alla volta. Ogni area, in base alla grandezza, può contenere un numero massimo di edifici. Sta quindi al giocatore decidere con cura cosa costruirvi sfruttandone le materie prime contenute.
Altra caratteristica veramente particolare è il “tempo”. L’avanzamento in tempo reale, infatti, controlla un orologio interno col quale viene gestito il cambio delle stagioni. Northgard è diviso tra estate ed inverno, modificando la produzione di materie prime in base alla stagione. Introduzione interessante ed impegnativa, soprattutto nelle prime partite in cui si devono ancora comprendere tutti i meccanismi di gioco.

PvE o PvP, cosa preferite?

Il titolo sviluppato da Shiro Games raggiunge le nostre console con 3 modalità principali: la storia, il giocatore singolo ed il multiplayer. Lasciando da parte la storia, ampiamente descritta in precedenza, le schermaglie si suddividono in “classiche” oppure “Ragnarok“. Il Ragnarok vede l’introduzione di nuove meccaniche come il vulcano, la Blood Moon ed i cimiteri. Integrazioni di gameplay accattivanti che rendono più impegnativa l’intera esperienza. Il multiplayer, completamente personalizzabile (2vs2, 3vs3, tutti contro tutti ecc.), rende possibile organizzare match più o meno complicati con amici ed estranei, aumentando a dismisura il potenziale di divertimento per gli appassionati.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Dal punto di vista tecnico, Northgard raggiunge PlayStation 4 ripulito ed esente da veri e propri difetti. La grafica, per quanto semplice, risulta curata e dal design ricercato.
Il titolo di Shiro Games presenta sia doppiaggio che sottotitoli in lingua inglese. Questo potrebbe essere un ostacolo per molti, soprattutto per la quantità di testi da leggere e comprendere. Lo studio di sviluppo francese è riuscito egregiamente anche nella mappatura dei controlli da tastiera a Dualshock 4. I comandi sono chiari, semplici e con scorciatoie ottime anche durante le sezioni più intense.
Concludendo, abbiamo purtroppo riscontrato qualche problema a livello di stabilità. Più volte, anche cancellando e riscaricando il gioco, il titolo mi ha creato problemi con i salvataggi. In quasi ogni mio tentativo di ricaricare la partita, il gioco è crashato obbligandomi a ricominciare dall’inizio lo stage. Veramente seccante, soprattutto vista la durata media di ogni partita.

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