Need for Speed – Recensione

Questo Need for Speed è sicuramente un ottimo punto di ripartenza per questa serie in quanto Ghost Games è riuscita a mettere insieme molti elementi dei vecchi capitoli e a riamalgamarli per un titolo di fattura sicuramente più alta rispetto ad altri della serie. Il titolo è divertente e godibile da giocare e da vedere ma pecca di difficoltà e di competitività, basti pensare che in circa 18 ore si riescono a sbloccare tutti i trofei disponibili. Speriamo ora che il team di sviluppo mantenga la sua promessa di rilasciare molti DLC gratuiti in futuro e che prende questa esperienza come trampolino verso la vetta.

Molte sono le serie videoludiche che abbiamo visto andare avanti per anni, alcune sempre con successo mentre altre purtroppo non sono riuscite a mantenere gli stessi alti canoni dei primi capitoli. Spesso e volentieri la causa di questo calo è la poca tempistica a disposizione per gli sviluppatori, ormai costretti a sfornare titoli ogni anno in quanto in balia di un mercato tiranno. Però il team Ghost, sviluppatore di Need for Speed, quest’anno è stato costretto a chiedere un pò di più di tempo a EA in quanto l’obiettivo era riportare l’amata serie di corse clandestine ai vecchi albori, dopo il calo avuto negli ultimi anni.
I capitoli che tutti infatti ricordano di più sono Undergroung 2, Most Wanted e il più recente Rivals, vuoi per i contenuti di maggior qualità e vuoi per una cura maggiore in fase di sviluppo, ma per quanto riguarda il resto spesso e volentieri si tratta di buchi nell’acqua. L’obiettivo era quindi quello di prendere i punti salienti delle precedenti produzioni e riuscire a creare un prodotto nuovo e fresco; sarà riuscito questo Need for Speed a riprendere le redini della serie? Scopriamolo insieme.

Need-for-Speed-2Sgommare per la fama
Le aspettative di Ghost Games sono sempre state quelle di creare un titolo che spiccasse sopra tutti gli altri sinora usciti della serie, e per far ciò uno dei punti focali su cui si è puntato è la trama. Sicuramente non è semplice legare delle corse automobilistiche con una storia, si rischia sdi incappare in qualcosa di banale e che rimanga in secondo piano senza attirare il giocatore. Il protagonista è un giovane ragazzo ambizioso e abile alla guida che deve però farsi conoscere tra le fila dei racers ormai famosi in città. La fama è tutto ciò che si va cercando e per accumularla non basterà che tragliare il traguardo per primi. La narrazione segue cinque filoni di altrettanti personaggi che ci assegneranno le gare da svolgere, filoni separati per quanto riguarda sia la tipologia di corse che per le storie ma che, alla fine, si intrecceranno in un unico finale. Per questo motivo sarà quindi indispensabile terminare tutte le gare per poter portare a termine il gioco, cosa che vi porterà via circa quindici ore di tempo a meno che non decidiate di esplorare a fondo il titolo sbloccando ogni collezionabile, in tal caso aggiungetene una decina in più.
Non aspettatevi trame profonde e di significato, ma il tutto funziona bene grazie anche all’ottima recitazione che riesce a caratterizzare a dovere ogni personaggio in un modo distinto e separato. Abbiamo la giovane Amy, il meccanico, che cerca di tirar fuori il miglior bolide della città, Robin invece è una ragazza che si unisce con piacere alle gare degli altri del gruppo, Manu è il guru del drift, ed infine abbiamo Spike che recita il ruolo del figlio di papà che mette tutto il suo entusiasmo in ogni evento clandestino che si organizza in città. Il quinto personaggio è inizialmente anonimo, sotto il nome di Outlaw, e prevedere una serie di obiettivi da completare contro la polizia e che portandoli a termine aumenteremo volta per volta l’IA dei poliziotti e le vetture in loro possesso. In questo modo ogni giocatore può decidere fino a che spingersi con i problemi con la polizia, completando prima o dopo questi obiettivi e girando più o meno tranquillo tra le strade della Los Angeles immaginaria del team Ghost, anche se vi assicuriamo che le volanti non ci hanno mai dato del filo da torcere come dovrebbero, mostrando una IA mai all’altezza.
La recitazione delle scene è di buon livello anche se il doppiaggio in italiano non è perfettamente sincronizzato con il labiale. Durante la trama avremo anche a che fare con cinque piloti realmente esistenti tra i quali Magnus Walker, il famoso pilota di rallye Ken Block, o il guru della meccanica e modifiche Nakai san.

Need-for-Speed-3Los Angeles poco trafficata
Come vi abbiamo detto prima l’ambientazione di Need for Speed è una Los Angeles completamente rivista dal team di sviluppo. E’ infatti più uno spunto che Ghost Games ha voluto prendere, ricalcandone l’ambientazione e le larghe strade, peccato che però il titolo si svolga solo in notturna, una scelta che appiattisce notevolmente la godibilità del titolo. Vi ritroverete infatti ad usare sin da subito il teletrasporto per spotarvi da un evento all’altro, perdendo il piacere di girare per la città solo per il gusto di farlo. Anche i tracciati, nonostante la grandezza della mappa a disposizione, non sono molto vari e ci aspettavamo una partecipazione maggiore di giocatori nella stessa sessione che è stata fissata ad otto. Ovviamente il meno affollamento ci dà la possibilità di guidare con più libertà durante le nostre gare, ma sinceramente una corsa clandestina prevede anche uno zigzag nel traffico non indifferente, cosa che invece in questo Need for Speed è abbastanza ridotta all’osso. Avremo la possibilità di formare una nostra crew, sempre di otto giocatori, per correre tutti insieme dentro Los Angeles, ma l’unico obiettivo che avremo è quello di battere i tempi e i risultati avversari, senza andare a gareggiare in dei veri e propri testa a testa.

Need-for-Speed-4Tamarro è bello!
Alcuni capitoli della serie Need for Speed sono stati caratterizzati anche dal tuning sotto ogni aspetto, estetico e meccanico. Fare la propria auto nel modo più tamarro possibile e sfoggiarla in giro era sicuramente uno dei punti di forza di alcune produzioni e con questo capitolo, dopo tanti anni, ne vediamo finalmente il ritorno. Potrete infatti acquistare auto di ogni tipo e di varie annate e pomparle fino a farle competere Ferrari o Lamborghini in testa a testa che danno adrenalina pura. Sarà inoltre possibile modificare l’assetto dell’auto, la campanatura delle ruote, il distanziale dell’asse delle ruote e via dicendo per prediligere una guida più verso il drifting o più verso quella delle curve pulite; inutile dire che la prima soluzione sia la più divertente da giocare.
Vincendo le varie gare si acquistano i punti reputazione che appunto andranno a far salire il nostro livello di popolarità nella città. Grazie a questa crescita sbloccheremo le varie modifiche al motore che andranno ad aumentare cavalli, coppia ed altri parametri che dovremo tenere sotto controllo per bilanciare al meglio la guida. Sbloccheremo anche minigonne, spoiler, paraurti, cerchi in lega e via dicendo, che grazie alla possibilità di cambiare colore della vernice e di applicare adesivi a nostro piacimento ci daranno la possibilità di modificare esteticamente la nostra vettura; da questo punto di vista abbiamo però da segnalare un piccolo neo, ossia che per la auto più avanzate come McLaren, Ferrari, Lamborghini e via dicendo il tuning estetico sarà molto risicato in quanto molti pezzi non saranno disponibili.
Per quanto riguarda il roster delle auto inialmente potremo scegliere tra tre modelli, ma poi ci sarà la possibilità di poter acquistare tra un elenco di circa sessanta auto. Alcune di queste vetture bisognerà scoprirle girovagando per la città mentre altre le avremo in regalo dai protagonisti della storia. Come però vi abbiamo detto prima spesso vi capiterà di possedere una Honda Civic e di riuscire a competere con una Lamborghini Aventador, una caratteristica che fa perdere la voglia di cambiare il proprio veicolo per poter competere con categorie superiori. Ciò che infatti mina parecchio il titolo è il livello di sfida, decisamente troppo basso sia per la IA non proprio acuta che per la presenza scarsa della polizia, che anche quando c’è non si fa notare quasi per niente. Questo è l’aspetto che più declassa il titolo e che sicuramente non riesce ad eguagliare altri capitoli precedenti della serie, che sicuramente avevano dalla loro anche un bel pò di competitività in più.
Segnaliamo inoltre l’obbligo di possedere un account PlayStation Plus anche per giocare la semplice storia, cosa non segnalata sul retro della confezione del gioco.

Need-for-Speed-5Bella Los Angeles….ma solo di notte
L’impatto visivo di Need for Speed è decisamente sopra la media, e a far da padrone sono sicuramente gli effetti di luce visto che il titolo si svolge totalmente di notte. In città inoltre piove praticamente sempre e l’asfalto è sempre bagnato, un effetto ottimamente realizzato insieme agli altri particellari come fumo e scintille. Queste costanti rendono un pò monotona la giocabilità e sicuramente sarebbe stata apprezzata anche una Los Angeles durante le ore di luce.
Dal punto di vista della fisica abbiamo un’altalena per quanto riguarda gli impatti, più realistici tra vetture mentre meno probabili quando andremo a scontrarci contro gli elementi dell’ambientazione.
La colonna sonora è composta da brani che si mescolano perfettamente alla produzione per il loro genere ma non spiccano mai durante né durante la narrazione e né durante le corse.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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