Need For Speed Payback – Recensione

Need For Speed Paybacj si presenta come un'ottima ripartenza del brand e riprende tutto quello che c'era di buono nel reboot del 2015. Rispetto alla mappa proposta due anni fa, Fortune Valley si presenta ai giocatori più colorata e con tantissime attività secondarie da portare a termine che aumentano la longevità del titolo. In ambito gameplay sono davvero poche le novità introdotte, tra cui il nuovo sistema di modifiche delle performance basato sulle Speed Card, che va a stravolgere le abitudini degli appassionati di questa saga. In conclusione, Payback presenta tantissima carne al fuoco ma siamo davvero lontani dagli alti livelli visti sulla cara vecchia PlayStation 2. Consigliamo il titolo a tutti coloro che amano questa saga, mentre tutti gli altri forse farebbero meglio ad attendere qualche prossima offerta!

Dopo un anno di riflessione in più da parte del team Ghost, torna sugli scaffali dei negozi Need For Speed, da sempre una grandissima icona videoludica che ha viso i suoi tempi d’oro durante l’era di PlayStation 2.
Need For Speed Payback, questo è il nuovo capitolo della saga che riprende tutto quello che c’era di buono nel reboot uscito nel 2015, molto apprezzato dalla critica e dai giocatori per la sua resa grafica e tecnica a dir poco fenomenale, che sfiorava il fotorealismo. Ma come se la saranno cavata questa volta i ragazzi di Ghost? Non vi resta che allacciarvi le cinture e scoprirlo nella nostra nuova recensione!

Need for Speed PaybackRecensione di Need for Speed Payback, nuovo capitolo sviluppato dal team Ghost!

Need For Speed Payback è ambientato nelle bellissima”Fortune Valley”, luogo di corse clandestine controllato ormi da tempo da un’organizzazione criminale chiamata “La Loggia”. E’ proprio qui che facciamo la conoscenza dei tre protagonisti principali, Tyler, Sean e Jess, che insieme sfidano le diverse fazioni nemiche per poi arrivare ad affrontare i numeri uno del posto, per riportare l’ordine nelle strade.
La trama, composta da 7 capitoli principali incluso il prologo, è completabile in  circa 15/20 ore, mentre se volete dedicarvi a tutto ciò che viene proposto in questo nuovo titolo la longevità si alza parecchio, vista la grandissima quantità di attività secondarie presenti.

Il gameplay di Payback non si discosta molto da quanto visto nel 2015: una guida del tutto arcade ed una mappa open world sono infatti le caratteristiche basilari che sono state mantenute, ma questa volta ci vengono proposte tantissime tipologie di gara, divise per i nostri protagonisti.
Tyler, infatti, si dedica alle gare classificate Corse e Accelerazione, Sean invece alle gare catalogate Derapata e Fuoristrada, mentre Jess è l’esperto della Fuga. Quest’ultima, in particolare, è l’unica tipologia di gara in cui abbiamo a che fare con sli Sbirri; in Need for Speed Payback, infatti, le auto della Polizia non sono presenti durante la fase di esplorazione free-roaming, ma vengono “attivate” solo in questi determinati eventi. In Fuga, infatti, veniamo coinvolti in inseguimenti abbastanza lineari, dove il nostro compito è fuggire e cercare di eliminare le auto che ci inseguono per non farci arrestare in pieno stile americano, alla Fast and Furious.

Anche in Payback oltre ad un sistema di progressione più lento rispetto ai precedenti capitoli, che obbliga il giocatore a scegliere con cura la propria auto, la software house ha inserito nuovamente l’effetto elastico, ossia quel meccanismo per cui i nostri avversari ci saranno sempre attorno, anche se la nostra guida risulti essere perfetta. Inoltre, per partecipare ad ogni evento, è consigliato presentarsi a bordo di un’auto con un livello di potenza minimo; essere competitivi è assolutamente necessario, gli avversari di Payback non perdonano sia in termini di potenza che di scaltrezza, tanto che ogni nostro errore, come ad esempio una frenata sbagliata o uno scontro, va ad influire sullo stato della gara, rendendo a volte impossibile il recupero.

Il sistema utilizzato per modificare le statistiche delle auto, basato sull’utilizzo di sei Speed Card, carte introdotte per la prima volta proprio in questo capitolo della serie.
Ogni card viene valutata in base al quantitativo di livello di potenza che va ad aggiungere all’auto, da un minimo di 1 a un massimo di 18, e propone inoltre alcuni benefici extra che vanno ad influire sulle performance del veicolo, come ad esempio Nitro, Accelerazione e così via. Queste card, inoltre, sono classificate in base ad alcuni marchi (del tutto inventati) e se le sei carte selezionate appartengono tutte allo stesso marchio vengono applicati ulteriori miglioramenti all’auto; stessa cosa se la suddivisione avviene con tre carte per ogni marchio.
Per acquistare queste Speed Card basta recarsi presso una qualsiasi Officina e scambiarle con il denaro vinto durante le gare, fatta eccezione per le card di livello 18 che possono essere conquistate solo farmando le gare; ma fate attenzione: le carte sono in continuo cambiamento in quanto le officine refreshano la lista ogni nove minuti!
Devo essere sincero, questo sistema di Speed Card non mi ha convinto più di tanto. Ok, bisogna innovare i brand videoludici, ma personalmente preferivo il caro vecchio metodo “vai in officina e compra il pezzo specifico”.

Rimane invece invariato il sistema di modifiche estetiche, ancora una volta dettagliatissimo anche nei più piccoli particolari, proprio come già accadeva nel 2015, e continua ad integrare anche i “Wrap” realizzati dai giocatori di tutto il mondo, utilizzabili a piacimento sulle nostre auto.

L’introduzione dei Catorci, macchine d’epoca che variano dal 1950 al 1960, è stata invece una novità più che apprezzata!
Abbiamo la possibilità di sbloccare cinque di questi catorci sin dalle prime ore di gioco, battendo i boss delle fazioni nemiche. Una volta sconfitti, ci viene rivelato un indizio su dove possa trovarsi il rottame da ricercare nella mappa; una volta trovato, non dovremo far altro che cercare altre quattro parti dell’auto per completarla, come ad esempio Blocco Motore, Ruote e così via.

Need For Speed Payback approda sulle console di attuale generazione con una risoluzione di 1080p e 30fps per la versione “base” di PlayStation 4, mentre i possessori di PlayStation 4 Pro possono godere di una risoluzione in 4K mantenendo uno standard di 30fps.
Il team Ghost ha sfruttato in modo sapiente il Frostbite Engine svolgendo un ottimo lavoro per a realizzazione poligonale delle auto, che ci regalano dettagli superiori a quanto visto nel precedente capitolo della serie. Si potevano migliorare invece le texture in quanto ogni tanto si nota qualche piccola imperfezione e ci è capitato di assistere a qualche piccolo ritardano per i caricamenti a video.
Ottima la soundtrack, composta da artisti vari come il noto rapper italiano “Salmo” o i “Queens Of The Stone Age”, che viene accompagnata da un doppiaggio italiano sincronizzato alla perfezione ed abbastanza convincente.

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Francesco Suozzo
Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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