MXGP – PS4 – Recensione

MXGP, ora e come qualche mese fa, rimane un buon titolo che consigliamo tranquillamente agli amanti della motocross. Avremmo però preferito un miglior lavoro di pulizia per questa versione che pare a tutti gli effetti un porting diretto della versione PC, eccezion fatta per le quattro piste aggiuntive di cui vi abbiamo parlato e il maggior numero di moto in pista. Non solo, il gioco viene riproposto a prezzo pieno nei negozi e su PlayStation Store, pertanto il titolo rimane un must buy solo per gli appassionati delle moto su sterrato che si sono persi la versione originale o che non ne hanno ancora abbastanza.

Dopo qualche mese rispetto alla release originale su PS3, PS Vita, Xbox 360 e PC, MXGP è ora disponibile anche per PlayStation 4. Resta da capire se questa nuova versione risulta ripulita dai problemi che affliggevano la versione PlayStation 3 da noi recensita e se le novità rendono effettivamente appetibile questa riproposizione. Come potrete immaginare, questo articolo è integrativo rispetto alla recensione della relativa controparte per PlayStation 3 che potete leggere qui, pertanto in questa sede ci limiteremo ad evidenziare le differenze tecniche e contenutistiche apportate in questa versione.

Quattro nuove piste… c’è dell’altro?
MXGP su PS4 è essenzialmente lo stesso titolo che abbiamo giocato qualche mese fa e possiamo affermare quasi con certezza che quello che abbiamo attualmente tra le mani è un porting della versione PC, con l’aggiunta di quattro tracciati inediti. Vi sono infatti i 14 tracciati originali, più delle new entry, ossia Arco di Trento (Italia), Sevlievo (Bulgaria), Loket (Repubblica Ceca) e Lierop (Olanda) in qualità di GP d’Europa. L’altra aggiunta di rilievo riguarda il fatto che in pista sono presenti contemporaneamente ben 22 moto, rendendo la partenza più affollata e complessa da gestire, per la gioia dei puristi.
Nonostante i mesi passati dal rilascio originale, sono presenti gli stessi bug e problemi nei rientri in pista segnalati nella nostra recensione della versione PS3, più un problema mai riscontrato in precedenza. In un paio di occasioni ci è capitato infatti di essere letteralmente teletrasportati di qualche decina di metri in avanti rispetto a dove eravamo e senza che fossimo andati fuori pista.
Grazie alla migliore qualità costruttiva del DualShock 4 rispetto al pad precedente, sembra quasi di guidare meglio rispetto alla versione PS3, grazie alla realizzazione più intelligente di levette e grilletti da parte del produttore giapponese. Peccato però per la gestione del led del pad da parte di Milestone: la luce diventa infatti gialla o rossa in base al numero di giri del motore, rendendo ogni gara un continuo alternarsi di questi due colori e creando parecchio fastidio agli occhi, oltre che far drenare più rapidamente la batteria del controller. Non è purtroppo possibile disattivare tale funzione, che pare a tutti gli effetti una forzatura per sfruttare a tutti i costi la feature del pad Sony.

MXGP PS4

Una PS4 sfruttata a dovere?
A livello tecnico, MXGP su PS4 può essere considerata la migliore versione disponibile del titolo, pur essendo (come già supposto) lo stesso gioco probabilmente derivato direttamente dalla versione per computer. Piloti e moto sono ancora più dettagliati di prima e il fango vi si deposita sopra in maniera ancora più convincente. Non solo, il terreno si deforma in modo più realistico di prima al passaggio delle moto sul tracciato, per la gioia dei nostri occhi.
Le animazioni in generale e la realizzazione degli elementi di contorno non ci convincono ancora, tra piloti che cadono in modo innaturale e meccanici inespressivi, oltre che allo scenario ed al pubblico poco curati da un punto di vista grafico.
Per dovere di cronaca, abbiamo provato il titolo con la nuova funzione di riproduzione musicale aggiunta nel firmware 2.0 di PS4, notando con piacere che viene disattivata in automatico la musica del menu, dando priorità al suono riprodotto dalla memoria USB connessa alla console.

MXGP PS4

GUIDE TROFEI

Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome