Murdered Soul Suspect – Recensione

Che dire di Murdeder? A noi è piaciuto veramente molto ed ha portato una ventata di aria fresca in una next-gen che ha saputo emozionarci e coinvolgerci poco fino ad ora. Il titolo Square-Enix si dimostra maturo, tratta tematiche non comuni in maniera ottimamente orchestrata, ci propone un sistema di gioco classico ma non convenzionale, il tutto accompagnato da un prodotto praticamente privo di difetti evidenti e che sa coinvolgere per tutta la sua durata. Purtroppo quest'ultima si rivela ben sotto le aspettative, portandovi a completare il titolo in una manciata di ore, sopratutto se non impegnerete il tempo alla ricerca degli oltre duecento collezionabili. Dunque un titolo non per tutti, sia sul versante gameplay che su quello della longevità. Fatelo vostro se sentite la necessità di un prodotto fuori dal coro o se volete vivere una breve ma intensa esperienza videoludica.

L’innovazione e le idee coraggiose non sono mai stati i capisaldi della generazione appena trascorsa, né di quella appena iniziata, nonostante il proliferare dei titoli autopubblicati e indie. Fa quindi più che piacere mettere le mani su un titolo ad alto budget che prova a portare una ventata di freschezza, abbandonando i classici generi a cui siamo abituati e proponendo un’esperienza molto diversa dalle solite. Sveliamo insieme il mistero di Murdered Soul Suspect.


Nuova Esperienza
Come già preannunciato
dai trailer, Murdered Soul Suspect ci mette nei panni di un investigatore della polizia, tale Ronan O’Connor, che abbandonerà le proprie spoglie umane fin dalle prime battute di gioco. Noi, al contrario della maggioranza delle persone che muoiono, ci troviamo bloccati ancora nel mondo reale a causa di alcune faccende in sospeso che ci legano al mondo dei vivi. Parte da qui la nostra indagine per scoprire cosa ci trattiene e, magari, scoprire qualcosa in più sugli omicidi sui quali stavamo indagando prima della nostra morte. La trama è il vero punto focale del titolo, motivo per cui non vi sveliamo nulla, tranne che è ricca di colpi di scena e di personaggi ben delineati e caratterizzati. Anche l’ambientazione è ottimamente ricreata, andando a creare un’atmosfera palpabile ed inquietante, che fonde il mondo reale con il mondo degli spiriti, con alcune situazioni veramente strane ed affascinanti.

Action game o Adventure Game?
Le dinamiche di gioco ci hanno piacevolmente stupito, sia per semplicità che per immediatezza.
Noi, essendo uno spettro, potremo girare liberamente per il mondo di gioco, senza che i vivi possano notarci, e ciò ci fornisce molti vantaggi ed altrettanti svantaggi. Tra i vantaggi avremo la possibilità di attraversare qualunque parete non consacrata presente nel gioco, possedere ed influenzare i vivi, origliare conversazioni ed altre trovate che non stiamo qui ad elencarvi per non rovinarvi la sorpresa. Gli svantaggi invece consistono nella nostra inconsistenza, che ci impedisce sia un qualunque contatto fisico con il mondo dei vivi e ci preclude l’apertura o l’ingresso in date zone, se non mediante l’utilizzo di un essere umano vivo, che l’interazione ambientale, ridotta all’osso.
Il titolo mescola sapientemente elementi esplorativi ad elementi investigativi
, portandoci ad esplorare le locazioni ed a raccogliere indizi in aree delimitate e ben segnalate dal sistema di gioco, per portarci alla conclusione dei vari casi in cui ci imbatteremo traendo conclusioni che ci porteranno all’avanzamento della trama nei casi principali, alla risoluzione delle questioni in sospeso di alcuni spettri intrappolati come noi nei casi secondari.
Il sistema funziona egregiamente ed ha la giusta varietà, grazie anche alla non evidenza degli indizi sparsi per le varie scene, che ci costringe ad un rastrellamento delle aree veramente certosino.
Ad approfondire ulteriormente le fasi esplorative
, invece, ci pensano i Demoni, nemici la cui natura vi verrà svelata nel corso dell’avventura e che avranno la simpatica abilità di uccidervi in pochissimi secondi. Questi si dividono in demoni classici, che girano per alcune zone delle mappe, ed in anime dannate, delle pozze nere ed arancioni che servono più che altro a bloccarci il passaggio.

Come dicevamo inizialmente, il gameplay del titolo si accosta molto ai titoli Adventure dei primi anni novanta, con una forte componente esplorativa e di raccolta indizi e risoluzione dei casi, alla quale si aggiunge anche la raccolta di una moltitudine di collezionabili che approfondiscono sia le vicende della cittadina di Salem, teatro delle vicende, che di alcuni personaggi che incontreremo.

Il mondo degli spettri
Arriviamo a parlare di un aspetto fondamentale in questo inizio di generazione, ossia l’aspetto tecnico. Sia chiaro, per noi si tratta di un fattore importante ma non è solo questo a fare di un gioco un bel gioco. Murdered soffre della sua natura Cross Gen e non riesce minimamente ad impensierire l’hardware PS4.
Il motore di gioco utilizzato è l’intramontabile Unreal Engine, aggiornato all’ultima revisione della terza versione del motore, e ci regala un ambiente poligonale ben realizzato e dettagliato, texturizzato a modo e con personaggi ben proporzionati e disegnati. Le animazioni sono ottime, sia quelle del protagonista che quelle dei vari personaggi cardine che incontreremo, mentre sono un pò sotto tono quelle dei cittadini che popolano Salem. Anche le animazioni facciali non risultano essere il top del genere, e non si avvicinano neanche lontanamente all’espressività che abbiamo potuto ammirare in L.A. Noire.
Ottima la fluidità, costantemente sopra i trentra fotogrammi al secondo, ed ottima l’effettistica, con fumi volumetrici, particellari, ombre e giochi di luce veramente ben fatti.
Splendido il design complessivo del titolo a mio parere, molto gotico e cupo, ma che non disdegna locazioni ben illuminate e non teme, nonostante le tematiche trattate, di concedersi l’uso di colori alle volte veramente sgargianti.
Ultimo ma non meno importante è il sonoro del titolo, che presenta temi e musiche d’atmosfera mai invadenti e mai particolarmente noiose, mentre è di ottima fattura il doppiaggio, completamente in italiano, adeguatamente espressivo e ben interpretato. Peccato che quanto gli attori dicano non rispecchi prefettamente i sottotitoli, sempre in italiano, ma sono piccolezze trascurabili che non influenzano minimamente l’esperienza di gioco.

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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