Mortal Kombat XL – Recensione

Morale della favola, Mortal Kombat XL si rivela essere al pari di una specie di GOTY Edition del titolo originale, in cui per l'occasione sono stati aggiunti dei piccoli extra per invogliare ulteriormente il giocatore a ri-acquistare il titolo, o più semplicemente ad espanderlo nuovamente con questa particolare season (composta principalmente dai due DLC che contengono i personaggi aggiuntivi). Sì perché fortunatamente, per chi possiede già la versione vanilla, è possibile ottenere l'aggiornamento alla versione XL acquistando "solo" il pacchetto aggiuntivo ad un prezzo più contenuto rispetto a quello completo (e menomale...), pacchetto che però ricordiamo non essere ancora disponibile per i giocatori Steam, ai quali per il momento è concesso solo il primo Kombat Pack. Sommariamente, esclusi i nuovi personaggi e le piccole aggiunte relative alle Stage Fatality, non ci sono grosse novità nel titolo, che resta fermo quindi allo stato di sviluppo finale raggiunto con le patch già rilasciate. Certo, per chi l'anno scorso si è perso questo ottimo picchiaduro ora non ci sono proprio più scuse per non comprarlo, ma per chi invece ha già sventrato (nel vero senso della parola) ogni segreto della versione vanilla, consigliamo di valutare con calma se l'aggiunta di qualche personaggio in più possa valere la spesa del singolo DLC, dall'upgrade alla versione XL o proprio del ri-acquistare in toto il titolo.

Probabilmente andrò incontro ad una lavata di testa dopo questo incipit, ma quando ho a che fare con i titoli di questa serie mi torna subito in mente la truzzosissima canzone che fece da theme principale al primo film tratto da questo fortunato brand. Preso dall’entusiasmo infatti, rischio di cominciare ad urlare “MoooortalKombaaaaaat” correndo in giro per la stanza, raccogliendo sicuramente pochi apprezzamenti da parte dei vicini, ed attirando le ire dei padroni di casa se dovesse malauguratamente scapparmi una fatality ad uno dei mobili…
By the way, il vecchio Mortal Kombat X è uscito ormai da quasi un anno, ed in questo tempo sembra aver sofferto delle cene prima, durante e dopo le festività, tornando ingrassato nella versione che non a caso si chiama XL. Perciò “ciancio alle bande”, come direbbe il principe De Curtis, passiamo subito a vedere cosa ci aspetta in Mortal Kombat XL, ma non prima che abbiate premuto il pulsante play sul video a seguire, perché un sottofondo del genere è d’obbligo per il “nuovo” titolo di NetherRealm.

Carne fresca… Più o meno...
Per non ripetere quanto detto nella nostra vecchia recensione del titolo in versione vanilla (a cura del nostro Loris “Asmodeus_Psycho” Mattiolo), cercheremo di limitarci semplicemente a prendere in esame solo quanto c’è di nuovo nella versione XL, senza perdere troppo tempo in fronzoli o inutili ripetizioni.
La novità principale, sta ovviamente nei nuovi personaggi che si uniscono alla cricca già piuttosto varia presente nel roster.
Tra questi, Jason Voorhees, Predator, Tanya e Tremor li avevamo già conosciuti nei mesi successivi all’uscita di MKX, ed alcuni avevano fin da subito fatto capolino anche negli scontri online.
Il primo del quartetto, Jason, è il protagonista della famosa serie cinematografica di genere slasher intitolata Venerdì 13, in cui a suon di machete è riuscito ad arrivare addirittura nello spazio.
Il secondo, Predator, è il “simpatico” ma poco attraente antagonista di Arnold Schwarzegger nell’omonimo film, di cui onestamente preferiamo non citare i seguiti…
Infine Tanya e Tremor sono sue vecchie conoscenze della serie MK, comparsi già anni fa in altri titoli e spin-off, e che evidentemente sono ancora abbastanza in forma da poter scendere in campo.
Oltre a questi però, ora ci sono altri quattro loschi figuri che si aggiungono alle fila di questa eterna battaglia…
Seguendo la scia di Jason e di Predator arrivati con il primo Kombat Pack, altri due protagonisti di film horror vengono a far compagnia ai loro colleghi. Il primo di questi è Alien, lo xenomorfo della famosa serie horror/fantascientifica nata dalle opere di Giger, che tra l’altro, in uno dei suoi stili di combattimento, omaggia anche Baraka, famoso assente di questo capitolo della saga.
A completare lo spaventoso poker, nientemeno che Leatherface, Faccia di cuoio, protagonista della serie cinematografica Non aprite quella porta, cominciata nel lontano 1974 con il primo film di Tobe Hooper, ed ispirato ad Ed Gein, pluriomicida realmente esistito che amava indossare maschere fatte con la pelle delle sue vittime.
Chiudono la fila Bo’ Rai Cho e Triborg, di cui il primo, come Tanya e Tremor, si rivela una vecchia conoscenza dai precedenti capitoli.
Discorso a parte invece per Triborg, che è l’unico dei personaggi di tutto il roster ad avere quattro stili di combattimento, ognuno dei quali ricorda i vecchi cyborg che hanno solcato in passato il campo di battaglia.

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All in…
Il titolo chiaramente contiene tutti gli aggiornamenti precedenti e perciò, oltre a trovare i quattro nuovi personaggi ed i quattro “vecchi”, chi acquisterà la versione XL di Mortal Kombat avrà l’accesso anche a Goro, personaggio che inizialmente fu diffuso come bonus di prenotazione per la versione vanilla.
A tutta questa bella gente, vanno aggiunte anche tutte le features accessorie, come per esempio le fatality di stage e/o quelle classiche, che vanno a fare compagnia a quelle già disponibili o sbloccabili grazie alla Kripta. Non mancano infine nemmeno i pack di costumi resi disponibili fino ad ora, che chiaramente non migliorano nulla a livello tecnico, ma supportano praticamente solo quella piccola parte di fanservice contenuta nel titolo.
Invariata la modalità Storia, quindi non sperate di poter intervenire in queste guerra con Predator o trasformando tutti i partecipanti in incubatrici per piccoli Alien, perché i nuovi personaggi non avranno un ruolo tutto loro nella modalità principale del titolo.  Idem con patate le sezioni delle Torri e quella delle Fazioni, ma almeno qui si avrà la libertà di poter usare anche i nuovi arrivati.
L’aspetto grafico rispecchia il livello qualitativo osservato già precedentemente nell’edizione base del gioco, ma dobbiamo ammettere che alcune scene presenti nelle nuove fatality ci hanno fatto storcere un pochino il naso. Non sappiamo se il problema sia legato ad una gestione non perfetta del motore grafico utilizzato, l’Unreal Engine, ma alcuni dei “pezzi” presenti in alcune inquadrature durante le fatality sembrano avere una qualità grafica leggermente inferiore rispetto al resto, spiccando visivamente all’occhio di chi guarda.
Anche l’online resta tutto sommato sullo stesso livello, con un netcode abbastanza stabile, che però pullula molto spesso di spammer, ovvero in quella particolare razza di giocatori che tende ad usare costantemente la stessa mossa, e che anche con Jason avevano trovato un buonissimo metodo per non far nemmeno avvicinare l’avversario.

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Flawless Victory
E’ vero quindi che il titolo, escluse queste non proprio piccole aggiunte legate al roster ed ai contenuti accessori, non offre nulla di più al giocatore che non sia stato già messo a disposizione nell’edizione vanilla. Ma è anche vero che Mortal Kombat XL resta comunque sempre più di un ottimo picchiaduro, che grazie ai ragazzi di NerherRealm è riuscito a tornare con pochissimo sforzo nelle parti alte delle classifiche mondiali.
Anche la versione XL quindi è un po’ figlia delle meccaniche di quell’Injustice che portò supereroi e villains della DC Comics sulle nostre console, ed è un degno episodio della saga perché riesce a fornire quei sanguinolenti scontri a cui la serie ci ha sempre abituato.
Tecnico al punto giusto, ma accessibile anche a chi fa del button mashing una filosofia di vita, Mortal Kombat XL è un titolo capace sia di attirare nuove leve davanti ai suoi controller, che di imbrigliare ancor di più tra le sue spire i fans di vecchia data. Un titolo in pratica, che nonostante abbia già compiuto più di un anno, si rivela essere ancora oggi uno dei migliori picchiaduro in circolazione sulla next-gen; uno dei pochi che ancora fa sperare nel futuro di questo genere.

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