Maid Of Sker – Recensione

Maid Of Sker si presenta come un esperienza lineare, senza infamia e senza lode. Un titolo che nel suo piccolo cerca di offrire un esperienza horror vecchia scuola, ricco di enigmi ambientali e piccoli puzzle da risolvere. Se siete amanti del folklore gallese, troverete un piccolo diamante grezzo del genere.

Rilasciato lo scorso 28 luglio 2020 su PlayStation 4, Maid Of Sker è il nuovo progetto indie realizzato da Wales Interactive.

Nonostante il mercato degli horror venga dominato principalmente dalle grandi produzioni tripla A, come può essere il remake di Resident Evil 2, l’obiettivo di Wales Interactive è diverso. Il team ha creato un titolo che unisce realtà e folklore, offrendo senza ombra di dubbio un’avventura godibile e piena zeppa di enigmi ambientali. Il tutto, come potrete immaginare, andando a prendere spunto dagli horror vecchia scuola.

Fatta questa breve introduzione, timbrate il vostro biglietto e partite insieme a noi verso lo Sker Hotel. Una nuova recensione tra ansia ed orrore!

maid of sker intro rece

Benvenuto allo Sker Hotel!

Ambientato nella seconda metà del 1800, il titolo ci mette nei panni di Thomas Evas all’interno di un enorme edificio chiamato, appunto, “Sker Hotel“. L’obiettivo del nostro eroe è semplice, salvare la propria amata Elisabeth Williams.

Al suo arrivo, Thomas scopre la terribile realtà della vicenda. Sia gli ospiti dell’hotel che la famiglia della sua amata sono controllate da una maledizione. Nello specifico, una canzone è in grado di manipolare le menti di quasi ogni individuo presente all’interno dell’edificio.

Spezzare la maledizione e dunque la colonna portante su cui poggia l’incedere dell’avventura. Esplorando le varie stanze dell’hotel dovremo quindi recuperare ogni cilindro e spartito, unico metodo per salvare la situazione. Per riuscire nell’impresa possiamo fare affidamento solamente a due cose: il nostro silenzio, oppure il “Modulatore Fonico” (di cui riparleremo più avanti).

Seppur si tratti di una esperienza lineare, il titolo risulta davvero apprezzabile regalando un’ottima esperienza horror. La storia è facilmente completabile in circa 10 ore, anche se il tutto può variare in base alla difficoltà scelta ed alla vostra bravura nella risoluzione degli enigmi ambientali.

Muoversi in silenzio!

Dal punto di vista del gameplay, il titolo offre un esperienza semplice ed immediata. Come già detto in precedenza, il nostro obiettivo consiste nel recuperare i cilindri e gli spartiti per rompere in maniera definitiva la maledizione.

Oltre al semplice approccio stealth, il nostro Thomas può utilizzare uno strumento davvero molto utile: il Modulatore Fonico, un’arma opzionale che troveremo avanzando nella trama. Quest’arma dalla forma sferica è in grado di stordire i nemici per un breve periodo di tempo. Essa è utile soprattutto per fuggire ai nemici, evitare che essi ci colpiscano e tornare nascosti nell’ombra.

Nonostante la natura lineare e senza troppe pretese, il titolo di Wales Interactive propone un gameplay accessibile in cui il silenzio la fa da padrone. Nonostante il nostro provato a difficoltà normale, non abbiamo trovato l’IA nemica troppo curata. Se amate il brivido, però, potrete sperimentare la difficoltà massima con un numero limitato di salvataggi disponibili.

Riprendendo il discorso legato all’Intelligenza Artificiale, il vero problema a minare l’esperienza è l’insufficiente differenziazione tra i nemici presenti nel gioco. Dato che questi ultimi sono tutti ciechi, essi reagiscono solamente al rumore per trovarci. Infatti, basta rimanere in silenzio per passargli accanto e superarli senza che essi se ne accorgano. Un vero peccato da questo punto di vista, diminuendo l’ansia e quindi la vera essenza horror del titolo.

Concludendo, l’esplorazione viene inoltre condita dalla presenza di collezionabili. È infatti possibile trovare delle note, dei grammofoni e delle bamboline (20 in totale). I grammofoni servono anche per poter salvare il gioco all’interno di safe room, stanze dove i nemici non saranno in grado di entrare.

Un accoglienza tra alti e bassi!

Maid Of Sker arriva sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 1080p e 30fps per l’ormai versione base di PlayStation 4. I possessori di PS4 Pro, invece, potranno sfruttare una risoluzione in 4K upscalato rimanendo però ancorati ai 30fps.

Dal punto di vista tecnico il titolo è veramente ben fatto, regalando delle ottime ambientazione cupe ed un buon contrasto tra luce ed ombra.
Stesso discorso per quanto riguarda il comparto sonoro. Il titolo offre un’esperienza immersiva e coinvolgente, a maggior ragione se giocherete con un buon headset.

GUIDE TROFEI

Little Big Workshop – Recensione

Da amante di strategici e simulativi, ho sempre apprezzato la complessità del proporre sfide organizzative ai giocatori. Passando tra moltissimi esponenti del genere, da...

Space Crew – Recensione

Siamo in un periodo decisamente impegnativo in qualità di videogiocatori. Il mese di ottobre è solito mettere sul piatto una miriade di videogiochi, le...
Francesco Suozzo
Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome