Hidden Agenda – Recensione

Hidden Agenda è un ottimo titolo, che spinge con ancor più vigore il nuovo programma PlayLink di Sony. Nonostante è sicuro che qualche piccola miglioria qua e la sia possibile, sia come storia che come gameplay questo titolo varrà i soldi spesi per il biglietto, anche solo per passare una serata alternativa con i nostri amici. Concludo invitando tutti a dare almeno una possibilità a questo lavoro di Supermassive, salvo che il vostro unico obiettivo videoludico non sia il correre e sparare!

Dopo averci esaltato con un interessante trailer durante l’E3 2017, il 22 Novembre arriva finalmente nei negozi, digitali e non, Hidden Agenda, titolo appartenente al programma PlayLink, sviluppato da Supermassive Games e distribuito da Sony Interactive Entertainment. Hidden Agenda è un’avventura grafica nella quale, nei panni di un agente di polizia, dovremo investigare su di un caso davvero complicato.
Aggiungo alla premessa di questa recensione che, come ogni titolo PlayLink, sarà necessario, oltre al gioco, essere in possesso di uno smartphone o tablet per poter giocare. Detto questo, possiamo iniziare!

La nostra recensione dell’intricato crimine di Hidden Agenda

Hidden Agenda è un titolo dalla longevità di circa 2-3 ore massimo, non che sia un male data la sua essenza da quasi party game.
Ambientato negli Stati Uniti, dovremo indagare su una serie di omicidi particolarmente cruenti. Nonostante non vi sia un vero e proprio protagonista, durante il gioco potremo gestire le scelte di Becky Marney, agente della squadra omicidi, e di Felicity Graves, procuratore distrettuale in carica per questo omicidio.
La trama, che non menzionerò in alcuna sua parte dato l’elevato rischio di spoiler, ci porterà ad indagare su alcuni efferati omicidi perpetrati da un killer veramente spietato. Data la natura stessa del gioco, la trama ci viene narrata quasi come in un film. Come ci hanno già insegnato in Until Dawn, primo titolo PS4 di Supermassive, anche questa volta ogni nostra azione porterà a dei cambiamenti sostanziali nella trama. Questo effetto farfalla, chiamato effetto a catena in questo caso, va a modificare i luoghi in cui andremo ed i rapporti che avremo con gli altri personaggi.
Personalmente, ho trovato la trama di Hidden Agenda generalmente ben scritta, nonostante sia abbastanza telefonata in certi frangenti. Il vero pregio di questo titolo risalta nel fatto che, anche dopo 3 partite completate, non sia riuscito, conoscendo già vari aspetti della trama, a portare la vicenda nella precisa direzione che desideravo ma sono stato sempre preso in contropiede da colpi di scena o imprevisti completamente inaspettati. Inoltre, com’è intuibile, è presente più di un finale raggiungibile, che non sempre porterà a ciò che volevamo.

Tra scene del crimine e sospetti

Inizio con lo specificare che il titolo è completamente giocabile da 1 a 4 giocatori, in due modalità distinte: la modalità storia e la modalità competitiva. Entrambe consistono essenzialmente nella stessa cosa: nella modalità storia dovremo giocare, da soli o in compagnia, collaborando con i nostri amici per risolvere il caso, mentre nella modalità competitiva, ovviamente disponile solo da 2 giocatori in su, dovremo fare lo stesso ma cercando di portare avanti la trama nella maniera consigliataci da un “piano segreto”, che ci verrà affidato direttamente dal gioco. Più la trama volgerà a nostro favore, più punti otterremo e “vinceremo” contro i nostri amici.
Il gameplay in Hidden agenda
è ridotto ai minimi termini, avremo davvero ben poco da gestire. Non avrete alcuna occasione di muovere il personaggio e tutto il resto verrà gestito dal gioco. Durante le sessioni di gioco sarà possibile interagire solamente in tre situazioni. La prima, ed anche la più frequente, consiste nella semplice scelta di cosa rispondere o cosa fare; per farlo, basterà portare l’indicatore a schermo sulla nostra scelta utilizzando il touchpad del vostro dispositivo. Non è consentito il pareggio, per cui la scelta che verrà selezionata sarà esclusivamente quella della maggioranza. In caso di pareggio i giocatori avranno a disposizione dei punti da utilizzare per imporsi sugli altri e decidere. La seconda situazione che affronterete sarà invece una sorta di QTE, nel quale dovremo portare, il più velocemente possibile, l’indicatore a schermo su di un punto esclamativo cerchiato per far compiere al nostro personaggio un’azione particolare. L’ultima situazione, invece, consisterà nel cercare nell’area di gioco degli indizi per aiutarci nella risoluzione del caso. Tranne che per le scelte descritte nella prima situazione, tutto il resto sarà a tempo limitato, per cui non dovremo mai perdere la concentrazione altrimenti rischieremo di far accadere cose non proprio piacevoli.
Il livello di sfida è praticamente nullo. In qualunque modo proseguiremo la nostra partita arriveremo sempre ad un finale. La vera sfida, che ho trovato davvero complicata, è, appunto, la risoluzione del caso. Non sempre le nostre scelte saranno scontate come paiono ed anzi, catturare il killer non sarà affatto facile.
Per quanto riguarda ciò che dovremo fare con il cellulare/tablet, oltre a dare gli input per le sezioni spiegate sopra, avremo la possibilità di leggere dossier, riassunti di trama ed eventi che ci aiutaranno a tenere a mente ogni cosa.

A livello tecnico Hidden Agenda si presenta egregiamente. I modelli poligonali dei vari personaggi sono realizzati decisamente bene, nonostante qualche animazione non sia al top. Anche le ambientazioni sono piuttosto curate, nonostante siano sempre al buio quasi completo.
Data la natura quasi filmica del titolo, il frame rate non ha quasi alcuna influenza. Anzi, ci tengo a precisare che più del software di sistema, sarà il vostro dispositivo mobile a determinare la reattività delle vostre azioni. Personalmente ho testato il gioco con un Asus Zenfone 2, uno Huawei P8 ed un Samsung S7. Con tutti e 3 i dispositivi, salvo qualche problema di lag facilmente risolvibile impostando la console come hotspot direttamente dal menù di gioco, non ho avuto alcuna problematica, anche se non ho la certezza che utilizzando un dispositivo più datato non si possa incorrere in qualche grattacapo, soprattutto durante i QTE.
Il doppiaggio, completamente in italiano, è stato realizzato veramente bene; solamente in un paio di occasioni mi è stata data una risposta che stonava con la situazione, comunque nulla di grave. Durante tutta l’avventura ci sarà anche un sottofondo musicale piuttosto cupo che riesce ad immergere il giocatore nell’ambientazione.
Se proprio devo trovare un difetto a questo titolo, oltre a qualche sporadico crash del software,  è la “ripetitività”. Dopo aver completato il titolo una prima volta, in ogni partita successiva sarete costretti a ripetere molte delle azioni già svolte in precedenza. Questo potrebbe scoraggiare i più, anche se i vari epiloghi della trama vi spingeranno a chiedervi “E se avessi agito diversamente?”.

- Advertisement -

GUIDE TROFEI

Narcos: Rise of the Cartels – Guida Trofei

Nato come Tie-In della celeberrima serie tv targata Netflix, "Narcos: Rise of the Cartels" fa finalmente la sua entrata in scena nel mondo dei...

The LEGO Ninjago Movie: Videogame – Guida Trofei

Benvenuti nella nostra guida ai trofei dedicata a "The LEGO NINJAGO Movie: Videogame", titolo videoludico dedicato all'omonimo film uscito nel 2017. Sviluppato da Traveller's...

Death Stranding – Guida Trofei

Benvenuti in questa nostra guida trofei italiana interamente dedicata a Death Stranding, il nuovo kolossal firmato Hideo Kojima e Kojima Productions. Il titolo, passato...

FIFA 20 – Guida ai trofei

Come ogni anno, ecco tornare sulle nostre amate console la nuova simulazione calcistica prodotta e distribuita da Electronic Arts. Fifa 20 presenta una lista composta...

Call of Duty: Modern Warfare – Guida Trofei

Prodotto da Infinity Ward e distribuito da Activision, arriva sulle nostre amate console il nuovissimo Call of Duty: Modern Warfare. Uno dei capostipiti dello...
Mirco Neri
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome