Gravity Rush 2 – Recensione

Alla fine della fiera, Kat probabilmente è riuscita a fregarci un'altra volta. Anche se il secondo capitolo della sua storia non si discosta tantissimo dal primo, e nonostante i difetti presenti siano piuttosto palesi, il suo fascino ci rende difficile a volte staccare gli occhi da questa meraviglia gravitazionale. Lungi infatti dall'esser perfetto, il titolo pare non aver ancora risolto le problematiche precedenti, che in effetti sono ancora "vive e vegete" anche in questa nuova installazione. Telecamera e relativi controlli rischiano di essere il tallone d'Achille principale del gioco, che si uniscono ad una trama poco esplosiva e ad un livello grafico che ancora non riesce a dimostrare la differenza generazionale della console casalinga di casa Sony. Tutto sommato però il titolo riesce comunque a divertire, impegna, ed in alcuni momenti da anche qualche serio filo da torcere, soprattutto durante alcune sfide a tempo particolarmente ostiche. Di conseguenza, se siete in quella marea di persone che qualche anno fa si è innamorata di Kat, di Raven e del loro Gravity Rush, non possiamo che dirvi che il secondo capitolo è cosa buona e giusta, e che non dovrebbe assolutamente mancare nella vostra collezione. Ma d'altro canto però, se il primo titolo non vi ha convinto, molto probabilmente il seguito non potrà di certo fare il miracolo.

Circa un anno fa, sempre qui sulle pagine di PlayStationZone, vi parlavamo della versione rimasterizzata di Gravity Rush, che approdava sulla console ammiraglia di Sony dopo aver conquistato i cuori degli utenti PlayStation Vita. Ma da quando la bionda Kat ci ha fatto innamorare per la prima volta, sono passati ben cinque anni, ed è probabilmente da quando abbiamo terminato la sua prima avventura che l’idea di rivederla nuovamente in compagnia di Dusty e Raven in un secondo capitolo ci ha sempre migliorato un po’ le giornate. Dopo tutto questo tempo ad aspettarla, e dopo la sofferenza di un rinvio lungo quasi due mesi, la nostra attesa però è finalmente giunta al termine, ed infatti siamo qui a parlarvi proprio di Gravity Rush 2, che è pronto a mostrarsi in tutta la sua bellezza.
Dobbiamo ammettere che il ritorno della ragazza in grado di controllare la gravità ce lo aspettavamo leggermente differente. E’ passato un po’ di tempo dalle sue avventure vissute nella città di Hekseville, e le cose in generale sembrano essere parecchio cambiate (NdR: al che vi consigliano di dare un occhio all’anime Gravity Rush: Overture se volete conoscere tutti i retroscena). Sia per Kat che per Syd non sembra andare tutto proprio per il verso giusto, e dalle condizioni in cui si trovano capiamo che qualcosa potrebbe aver travolto letteralmente le loro esistenze. Li ritroviamo infatti al villaggio Banga, costretti a lavorare in cambio di poco cibo per una strana donna particolarmente burbera, con Kat che tra l’altro, per qualche incomprensibile motivo, ha perso i propri poteri e non sa che fine abbiano fatto Dusty e Raven. Cercano di guadagnarsi da vivere facendo i minatori in zone afflitte da tempeste gravitazionali, e sognano di tornare quanto prima a Hekseville…
Niente paura però, è solo il classico espediente narrativo che serve da intro quando si fa partire una storia, ed infatti, col giusto tempismo, il gatto astrale e la shifter bruna fanno il loro ingresso sul palcoscenico, pronti a dare man forte senza il minimo indugio alla nostra eroina. Anche questa volta comunque, le nostre protagoniste dovranno vedersela con i poteri forti del luogo, un crescendo di avversari che vedranno contrapporsi al loro quieto vivere primo il diretto committente dei loro scavi minerali, e poi le autorità cittadine, proseguendo man mano sempre più in alto nella scala gerarchica. Da un lato ci sono sempre i ricchi che spadroneggiano a loro piacimento, e ci sono dall’altro i poveri che invece cercano solo di riuscire a guadagnare abbastanza per poter mangiare e sopravvivere.

La trama di Gravity Rush 2 però, anche se attraversa questioni interessanti, non riesce ad avvolgerci completamente come avremmo desiderato, e tende a restare sempre un po’ troppo sulle sue. Per definirla appieno dovremmo infatti usare l’equivalente di quei giudizi che spesso venivano riferiti dai professori ai nostri genitori, ovvero “è intelligente, ma non si applica”, “è sveglio ma poco attento”, che in pratica significa che ci sono delle belle potenzialità nel plot, ma che non vengono sfruttate completamente a dovere. Giusto il finale tende a riprendersi un po’ di più, ma per tutto il resto si ha sempre l’impressione che manchi qualcosa.
Passando sul lato un pochino più tecnico, è parecchio evidente che lo stile del gameplay non è quasi per nulla cambiato, ad esclusione di alcune piccole modifiche, doverose e necessarie per non rischiare di creare un classico more of the same (anche se in titoli del genere il rischio è sempre dietro l’angolo).
Proprio per questo, ci tocca ammettere che riprendere la mano con i controlli gravitazionali di Kat è stato meno terribile del previsto, e ben presto infatti, grazie anche al lungo tutorial che ci ha (ri)spiegato le cose fin dall’inizio, siamo riusciti a tornare a sfrecciare nell’aria e sui muri senza temere di sfracellarci miseramente al suolo (NdR: caro Newton, vattela’pià n’saccoccia… :P).
Il nostro volare da una parte all’altra del villaggio/città, sarà come sempre legato al compimento di una particolare missione storia o di una secondaria, dove chiaramente le prime faranno proseguire la trama del gioco, mentre le seconde si occuperanno di farci ottenere all’occasione qualche piccolo ed utile extra. Quest’ultime tra l’altro, si sono arricchite di nuove tipologie di missioni da compiere, tra cui non possiamo ovviamente non citare quelle fotografiche (vecchi porci inside).

Le novità più interessanti di Gravity Rush 2 sono chiaramente quelle introdotte nel sistema di gestione gravitazionale. La nostra bella Kat ha infatti ora a disposizione due nuovi tipi di gravità, la lunare e la gioviana, rispettivamente incentrate sulla velocità e sulla potenza, con le quali muoversi e combattere potrebbe assumere tutto un altro sapore rispetto al vecchio titolo.
Per il resto, Kat continuerà sempre a raccogliere le gemme sparse per tutta l’ambientazione, con le quali si potranno migliorare le sue caratteristiche e le sua abilità, anche se c’è da dire che questa progressione del personaggio possiede una profondità che non risulta essere eccessivamente elevata. A questa feature però stavolta si affianca anche la gestione dei talismani, piccoli oggetti che possono essere ricevuti come ricompensa dalle missioni, o che troveremo semplicemente all’interno dei minerali. Questi, una volta equipaggiati, miglioreranno alcune delle nostre caratteristiche o abilità, donandoci un qualche bonus che spesso potrebbe risultare utile.
Nel corso dell’avventura poi, come successe in pratica nei DLC del primo episodio, incontreremo alcune missioni che ci faranno sbloccare dei costumi/vestiti particolari per la nostra biondina. Un’idea che risultava carina ai tempi del primo capitolo, che magari risulta esserlo anche adesso qui nel secondo, ma che resta un qualcosa fine a se stessa, e che rischia di “puzzare” di filler bello e buono.

Graficamente Gravity Rush 2 prosegue lo stile del primo episodio, armonizzandone leggermente le sfumature ed i movimenti, che risultano così un pochino più reali. Viene riconfermato il particolare cel-shading, adeguatamente upgradato, ma che sfortunatamente non riesce ancora a dare quel distacco visivo che ci dovrebbe essere tra un titolo per l’ammiraglia di casa Sony e la sua sorellina portatile. C’è da ammettere però che la nuova città, Jirga Para Lhao, risalta nettamente di più rispetto alla vecchia Hekseville, e questo sia esteticamente, perché c’è un lampante ed intenso uso dei colori, sia a livello di atmosfera, che probabilmente sarà la motivazione maggiore per continuare a passeggiare per le sue strade ammirando il paesaggio ed usando la nuova modalità fotografia di Kat.
In quella che potremmo definire “la fotografia” dal titolo, permane la narrazione in stile fumettistico, che a modo suo dona una sorta di marchio e di personalità al titolo, ed a cui ben si accosta senza indugi anche la strana lingua parlata nei dialoghi, la stessa che avevamo incontrato nel primo episodio (NdR: che per i maligni però era solo una scusa bella e buona per non accollarsi ulteriori spese di doppiaggio per la varie localizzazioni…).
Lato controlli, c’è da dire che Gravity Rush 2 si stenta ancora un po’ ad usarli nella loro interezza. In determinate occasioni infatti, specie se si necessita della massima rapidità, la telecamera ed il relativo comando risultano non essere tanto veloci quanto il nostro pensiero, e questo ci costringe a muoverci quindi con più calma e con la consapevolezza di aver perso un’ottima occasione durante il combattimento per assestare un buon colpo al nemico.
Fortunatamente infine, non si notano grossi problemi di sorta, e durante la nostra prova su una PlayStation 4 Pro non abbiamo riscontrato particolare rallentamenti o bug debilitanti, e tutto è filato quasi liscio come l’olio.

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