Ghost Of Tsushima – Recensione

Nonostante qualche difetto a livello di gameplay e di ripetitività, Ghost Of Tsushima è quel titolo che tutti i possessori di PS4 stavano aspettando. Innegabile è l'incredibile lavoro svolto dai ragazzi di Sucker Punch, i quali sono riusciti a ricreare l'isola di Tsushima regalandoci uno dei migliori open world mai realizzati dal team. Se siete amanti dei samurai e delle ambientazioni giapponesi, il titolo di Sucker Punch fa assolutamente al caso vostro!

Rilasciata lo scorso 17 luglio 2020, Ghost Of Tsushima è la nuova IP di Sucker Punch.  Questa software house non ha solamente dato vita a due capitoli di Infamous durante questa generazione, ma ha anche rilasciato l’ultima esclusiva di PlayStation 4 dopo The Last Of Us Parte 2.

In questi ultimi giorni è impossibile non aver letto di come la nuova esclusiva PS4 sia stata al centro dell’attenzione. Non a caso, infatti, essa è diventata la nuova IP originale venduta più velocemente di sempre. Davvero un grandissimo risultato, a prescindere da chi lo ha definito un gioco mediocre o leggermente sopra la media.

Nonostante alcuni difetti di gameplay, quello che ci ha colpito di più è, senza ombra di dubbio, la realizzazione tecnica del titolo. Un vero e proprio gioiello, capace di regalare scorci e panorami davvero colorati e degni di nota. Infine, il gioco prende ispirazione dai film di Akira Kurosawa – a cui è stata dedicata anche una modalità di gioco – interamente in bianco e nero.

Fatta questa breve introduzione, affilate le vostre katane e partite insieme a noi verso l’isola di Tsushima in questa nuova recensione!

La prima invasione mongola, benvenuti a Tsushima!

Ghost Of Tsushima è ambientato durante la prima invasione mongola sull’isola di Tsushima nel 1274. L’invasione è guidata da Khotun Khan, generale mongolo che nel gioco terrà sotto scacco l’intera isola.

Già nei primi minuti di gioco, il titolo di Sucker Punch ci mette di fronte al tentativo dell’esercito giapponese di fermare l’invasione mongola. Proprio qui facciamo la conoscenza del nostro protagonista, Jin Sakai, ultimo samurai sopravvissuto e addestrato dallo zio Lord Shimura.

In seguito alla totale disfatta dell’esercito locale, la quale vede il Khan ed il suo esercito vittoriosi, Lord Shimura viene imprigionato nel castello mentre, da quel momento in poi, nessuno avrà più notizie di Jin.

A seguito di questa introduzione ha inizio l’avventura di Jin Sakai, il suo intento di liberare l’isola dai mongoli e di sconfiggere definitivamente Khotun Khan. Il titolo è stato suddiviso in tre atti, uno per ogni regione presente. L’obiettivo principale di Jin consiste nel reclutare nuovi e vecchi alleati pronti a fronteggiare i mongoli e a farsi strada fino alla fine del viaggio.

Per portare a termine l’avventura vi basteranno sulle 25/30 ore al massimo, ma è impossibile non citare la mole di contenuti secondari che Sucker Punch ha offerto. Missioni secondarie, racconti unici – e utili a sbloccare nuove interessanti abilità -, ma anche tantissimi luoghi nascosti da scoprire i quali aumenteranno incredibilmente la longevità proposta.

Quale via sceglierai? Lo Spettro o il Samurai?

Oltre ad offrire un esperienza di gioco nel complesso piuttosto semplice, Ghost Of Tsushima si presenta come un action-rpg all’interno di un open world. Il mondo di gioco è completamente libero da esplorare a nostro piacimento, non solo per completare attività secondarie – che spaziano tra tane di volpi, comporrere Haiku, esplorare vari santuari – ma anche per ammirare i bellissimi paesaggi che l’isola ha da offrire.

Una delle particolarità che abbiamo apprezzato nel titolo di Sucker Punch è la completa libertà di approccio al gameplay. Il Samurai, ovvero fronteggiare i mongoli in campo aperto e con onore, oppure la via dello Spettro, acquattandoci nell’ombra e colpendo con tutto quello che abbiamo. Il tutto è nelle mani del giocatore, libero di decidere come giocare di volta in volta in base alla situazione.

Come ogni buon gioco di ruolo che si rispetti, anche in Ghost Of Tsushima dovremo dedicarci al potenziamento delle nostre armi ed armature, ma anche allo sbloccare nuove abilità. Come era già stato anticipato dalla stessa software house, il nostro Jin utilizza solamente una spada, ovvero la Katana Sakai, tramandata da generazioni all’interno del clan. Per quanto riguarda l‘armatura, invece, è possibile cambiarla in tempo reale, anche in combattimento, scegliendo quella più adatta alla situazione in base alle abilità di cui è fornita. Tutto sempre in base al vostro stile di gioco, sia esso più per l’attacco frontale o per lo stealth.

Tali armature, come anche per i vari armamenti del nostro Jin, possono essere potenziate man mano che avanziamo nella trama. Farlo sarà molto semplice, il gioco infatti abbonda davvero tantissimo di materiali e provviste, rendendo quindi questo aspetto meno frustrante e senza alcun bisogno di farming inutili.

Proseguendo nella narrazione, il nostro Jin potrà avvalersi delle Armi Spettrali. Dai classici Kunai – piccole lame che è possibile lanciare per far barcollare i nemici – alle bombe fumogene – le quali vi consentono di far fuori velocemente anche tre nemici in maniera istantanea, un po’ come accadeva nei precedenti Assassin’s Creed – avrete a disposizione moltissimi strumenti da battaglia e non.

Il nostro samurai, infine, può indossare fino ad un massimo di sei amuleti. Essi hanno la capacità di attivare dei bonus aggiuntivi, i quali vi torneranno sicuramente utili in battaglia. Esempi di questi bonus sono un aumento della difesa, il trovare più provviste, cure più efficaci e molto altro ancora.

In conclusione, Sucker Punch è riuscita a confezionare un prodotto che riesce ad offrire un esperienza di gioco semplice ed immediata. Al tempo stesso, però, il titolo da la possibilità di padroneggiare lo stile di gioco che si preferisce, offrendo quindi una ottima libertà di gameplay senza obbligare il giocatore a compiere azioni specifiche.

Quindi sta a voi scegliere. Vi piace affrontare nemici e rispettare il codice d’onore dei samurai, oppure infrangere tali regole e uccidere in silenzio?

Tecniche di combattimento e duelli alla pari, un esperienza da provare!

Oltre a poter scegliere che tipo di approccio usare in battaglia, come ogni samurai che si rispetti anche Jin può utilizzare diverse forme di combattimento. A partire dalla “Pietra” – quella che useremo nella maggior parte delle situazioni, essa è efficace soprattutto contro gli spadaccini -, passando per la forma “Acqua” – dedicata a tutti i nemici in possesso di uno scudo, tale forma consente di rompere la loro difesa ed attaccarli direttamente – ed arrivando a quella del “Vento” – dedicata ai lancieri – e della “Luna” – fondamentale contro i Bruti -.

Tali forme vengono sbloccate man mano che uccidiamo capitani mongoli durante la nostra avventura, e possono essere cambiate sempre in tempo reale in qualsiasi momento. Inoltre, durante le prime volte, sarà proprio il gioco stesso a dirvi di cambiare forma in base al nemico che state fronteggiando in quel momento.

Parlando della IA, anche giocando a difficoltà normale abbiamo trovato il tutto davvero stimolante. Soprattutto in grado di regalarci delle ottime sfide senza troppe pretese. Se siete degli amanti delle sfide impegnative, potrete comunque scegliere la difficoltà massima o, in alternativa, la nuova modalità Letale, inserita proprio in questi giorni con una patch.

La meccanica di gioco più apprezzata è, senza ombra di dubbio, composta dai duelli. Scontri uno contro uno, all’ultimo sangue, che metteranno a dura prova le abilità e la padronanza del combattimento. Inoltre, grazie anche al filtro dedicato a Kurosawa, possono davvero regalarvi degli scontri memorabili dalla rappresentazione mozzafiato.

Seconda meccanica, non per importanza ma per realizzazione, sono i confronti. Essi, attivabili ogni volta che si incontra un gruppo di nemici, sono basati esclusivamente sul tempismo. È necessario infatti attendere l’attacco nemico fino all’ultimo secondo permettendo, grazie alle giuste abilità ed armatura, di sconfiggere con un solo colpo molti nemici uno di seguito all’altro. Sicuramente un ottimo biglietto da visita prima di liberare un accampamento.

Sicuramente, per il giocatore più concreto e sempre in cerca di novità, tutte queste cose alla lunga potrebbero risultare ripetitive. Duelli, confronti e liberare accampamenti, ma ciò che rende davvero bello Ghost Of Tsushima è la sua libertà di movimento. Lasciarsi guidare dal vento per trovare tutto ciò che il gioco ha da offrire, arrampicarsi per trovare uno scorcio stupendo, sfruttare al massimo la bellissima modalità foto inserita oppure prendersi un po’ di tempo per ammirare ed esplorare la bellissima isola di Tsushima ricreata da Sucker Punch. Se siete amanti di questo genere di ambientazione, troverete tutto ciò che avete desiderato.

ghost of tsushima rece img

Il vento del successo!

Ghost Of Tsushima arriva sulle console di attuale generazione con una risoluzione in 1080p e 30fps per l’ormai versione base di PS4, mentre tutti i possessori di una PS4 Pro potranno sfruttare una risoluzione in 4K upscalato e 30fps, o prediligere i 60fps a discapito della risoluzione.

Dal punto di vista tecnico e grafico, i ragazzi di Sucker Punch hanno svolto un lavoro a dir poco fantastico. L’isola di Tsushima colorata e ricolma di scorci da lasciare a bocca aperta. Stesso discorso anche per il doppiaggio in lingua italiana, anche se è consigliabile giocarlo con il doppiaggio originale giapponese, nel quale Jin viene doppiato dalla stessa persona che doppia anche Zoro di One Piece.

Per concludere anche il sonoro è di altissimo livello, sopratutto se avete la possibilità di sfruttare le cuffie con Audio 3D – come le Platinum di Sony – per un esperienza davvero unica.

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Francesco Suozzo
Appassionato di console sin da bambino, ha cominciato la sua carriera da videogiocatore con l'intramontabile PlayStation One e tanto tempo ci vorrà prima di attaccare il DualShock al muro. Predilige con maestria quasi tutti i generi videoludici, eccezion fatta per i puzzle game. Ha un debole per JRPG e RPG ed è un malato di Final Fantasy e Metal Gear Solid.

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