Final Fantasy: Type-0 HD – Recensione

Con Final Fantasy Type-0 HD siamo sicuramente di fronte ad un titolo che può essere tranquillamente collocato tra i maggiori esponenti della famosa saga giapponese. Non si tratta infatti solo del miglior capitolo del tredicesimo episodio, bensì di un prodotto ben strutturato sotto molti punti di vista. La trama è profonda con protagonisti ben caratterizzati, il combat system è collaudato e non stanca mai nonostante non sia immediato, e questi due aspetti rendono quest'opera un must have per gli amanti della serie. Unico neo è l'aspetto grafico, non di prim'ordine, ma non dimentichiamoci la provenienza di questo titolo. Consigliamo la prova del titolo anche a chi non segue questa saga dai suoi albori.

La serie Final Fantasy è da sempre un cult del mondo videoludico che ha segnato sin dagli albori la storia degli RPG. Purtroppo però da qualche anno i capitoli in uscita di questa saga stanno facendo storcere il naso ai fan più accaniti, a causa di un tredicesimo capitolo che, con i suoi spin-off e seguiti, non ha saputo mantenere alta la qualità di questo brand che in molti conosciamo.
Ci troviamo a recensire ora un titolo che in oriente hanno già potuto assaporare da tempo con il nome di Final Fantasy Type-0, titolo che originariamente era stato presentato come Final Fantasy Agito XIII, e che inizialmente ha visto l’uscita solo su PSP. Dopo un pò di tempo però Square-Enix ha deciso di aumentare la visibilità di questo capitolo pubblicando una versione in HD per console di nuova generazione e rilasciando il titolo anche nelle nostre terre occidentali, permettendoci quindi di poter provare quello che da molte testate è stato considerato come il titolo più riuscito tra i capitoli della serie di Fabula Nova Crystallis. Scopriamo insieme se questo risultato finale è veramente una manna dal cielo!

Trama in crescita
La trama di Final Fantasy Type-0 non sprizza originalità da tutti i pori, ma man mano che viene giocata ci si rende conto che le tematiche che va a toccare sono molto più mature rispetto a quelle che abbiamo potuto vivere negli altri capitoli di questa tredicesima saga. Il mondo di gioco, Oriens, è in guerra. L’impero di Milites, che vede come suo comandante Cid Aulstyne, cerca di avere il sopravvento e di sottomettere le regioni confinanti al fine di portare terrore e distruzione. Gli unici che sembrano poter fermare questa avanzata sono dei ragazzi provenienti dalla regione di Rubrum dotati di particolari poteri. Questo è il semplice incipit che dà il via ad una trama man mano sempre più intrecciata che mette in risalto temi come la morte, l’amicizia e il sacrificio che ne deriva. A dar forza a queste tematiche sono i personaggi, protagonisti e non, che incontreremo durante l’avventura e che riusciranno a farci affezionare a loro senza troppa fatica grazie proprio ad una caratterizzazione di buon livello. Il tema che però non siamo a ritrovare in un Final Fantasy è appunto quello della morte, qui molto presente e trattato in un modo molto crudo tanto da far sembrare di non essere di fronte ad un capitolo della famosa saga giapponese.
La longevità del titolo, di 40 ore circa, è un punto a suo favore che si va ad unire alla rigiocabilità dello stesso in quanto è possibile arrivare ad un secondo epilogo. Ad arricchire il tutto ci si mettono anche una buona dose di missioni secondarie, che spesso e volentieri vanno ad arricchire la trama principale con numerosi dialoghi scambiati tra i protagonisti e i vari personaggi secondari che andremo ad incontrare.
Dal punto di vista della trama siamo quindi di fronte ad un titolo che ci ha colpiti sia dal punto di vista qualitativo che da quello contenutistico, tanto da poterlo paragonare quasi ai maggiori esponenti della saga. Senza ombra di dubbio siamo di fronte al miglior prodotto della saga del tredicesimo capitolo!

Un mix di stili
A caratterizzare questo Type-0 ci si mette anche lo stile di combattimento. Il gameplay durante gli scontri è infatti un perfetto mix tra Final Fantasy VII: Crisis Core e Kingdom Hearts con una forte componente action che ci darà la possibilità di passare da un momento all’altro al comando di uno dei tre personaggi che compongono il nostro team di attacco. I protagonisti, ben 14, sono caratterizzati ognuno da uno stile di combattimento diverso che sarà fondamentale gestire in base al nemico che ci troveremo di fronte. Questi nemici, una volta uccisi, lasceranno a terra la loro essenza sotto forma di sfere che potremo assorbire per creare delle micro esplosioni che andranno a danneggiare i nemici che si trovano nei paraggi, per recuperare punti vita o per accumulare i phantoma, un’energia necessaria per potenziare le nostre magie. Questo sistema sembra essere abbastanza macchinoso, ma una volta presa dimestichezza il giocatore imparerà a coglierne la sua forza e ad utilizzarlo al meglio durante gli scontri per riuscire a volte a ribaltare radicalmente le sorti dei nostri personaggi.
Se uno dei nostri eroi dovesse andare al tappeto sarà possibile giocare nell’immediato con uno degli altri due presenti nel team, oppure è possibile far entrare in gioco uno di quelli rimasti in disparte, azione che avviene in modo molto dinamico ed in tempo reale.
Ovviamente, come in ogni Final Fantasy che si rispetti, anche in Type-0 sono presenti i Summon che saranno di indispensabile utilità durante molti scontri. Una volta evocato un Eidolon (nome dei Summon in questo capitolo) l’eroe che lo ha portato in vita morirà per lasciare spazio alla creatura scelta che spazzerà via tutto ciò che gli si para davanti. Inoltre saremo proprio noi a gestire in tempo reale queste creature, proprio come se fossero uno dei personaggi del team.
Vanno poi ad aggiungersi ai normali scontri alcune missioni secondarie che assumono un vero e proprio ruolo strategico all’interno del titolo e che vanno a farci conquistare alcune basi del mondo esterno, con la conseguente gestione delle truppe per riuscirne a mantenerne il possesso.
Insomma, Final Fantasy Type-0 è un titolo ricco di contenuti, gestiti tutti al meglio grazie ad un combat system che risulta essere molto ben curato che soprattutto riesce a superare nettamente la qualità vista negli altri capitoli di questa tredicesima saga.

Occhio al tempo!
Il concatenarsi delle missioni in Final Fantasy Type-0 viene scandito dalle ore, ore che vengono “consumate” tra una missione principale e l’altra effettuando un determinato numero di azioni. Il quantitativo di ore consumate varia in base al tipo di azione che andremo a svolgere, fino ad arrivare ad un massimo di 12 per alcune missioni più impegnative. Questa gestione della scansione del tempo ci obbligherà a fare determinate scelte tra una missione principale e l’altra, scelte che possono ricadere tra più soluzioni e che renderanno impossibile il poter approfondire al 100% tutte le sfaccettature del gioco, altra caratteristica che invoglia il giocatore ad effettuare più run del titolo.

Da PSP a PS4…un salto troppo grande?
Per valutare l’aspetto tecnico di Final Fantasy Type-0 HD bisogna ovviamente mettere in conto che si tratta di un titolo uscito originariamente per PSP. Nonostante questo però, la trasposizione in alta definizione è riuscita a rinfrescare la produzione con alcuni aspetti che riescono addirittura a stupire il giocatore. Una particolare cura è stata riposta nella modellazione dei personaggi principali che riescono in alcuni casi ad eguagliare la grafica vista sugli ultimi capitoli usciti per PlayStation 3. Purtroppo però spesso e volentieri ci si imbatte in alcuni personaggi poco belli da vedere, circondati da texture di bassa definizione che vanno ad accentuarsi ancora di più sui grandi schermi.
Durante l’esplorazione del mondo abbiamo notato inoltre come la telecamera risulta essere poco gradevole durante le prime ore di gioco. Se ci si fa caso, infatti, quando ci guardiamo intorno gli oggetti più distanti vengono sfumati con un effetto che potrebbe risultare nauseante. Fortunatamente dopo qualche ora di gioco inizia ad essere tutto “normale” e non ci si fa più caso.
Ottimo il lavoro svolto per la colonna sonora caratterizzata da una track list di cui vi innamorerete e che ascolterete più e più volte.

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Antonio Loparco
Antonio Loparcohttps://www.playstationzone.it
Videogiocatore sin da piccolo, ho iniziato ad addentrarmi nel mondo videoludico con Amiga600. Pian piano ho provato varie piattaforme fino all'acquisto della prima PlayStation che è rimasta da sempre la mia console preferita.

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