Fallout 4 – Recensione

Fallout 4 è un buon gioco, che paga l'enorme Hype che lo ha preceduto. Ci aspettavamo un aspetto tecnico di primissimo livello, come fu con i suoi predecessori, ma invece ci troviamo davanti ad un titolo che ricicla molto dei vecchi titoli e cerca di nasconderlo mediante buone texture ed un'ottima illuminazione ed effettistica. L'evoluzione del sistema di sviluppo, che si rende di più facile fruizione ai meno avvezzi al genere, denota un'ottima profondità ed un'ottima flessibilità, pur presentando alcune abilità decisamente secondarie rispetto ad altre e rendendo, col tempo, possibile avere un personaggio tuttofare. Ad espandere ulteriormente questo enorme calderone ci pensa la fase gestionale dei villaggi e la modifica delle armi/armature, ben fatta anche se migliorabile sotto diversi aspetti, sopratutto per quanto riguarda la gestionei coloni. E' un peccato che Bethesda non si sia minimamente sforzata nel creare una storyline ed un impianto Quest vario, con molteplici soluzioni e varianti, considerando che la maggior parte delle stesse risultano risolvibili fin troppo spesso con la mera violenza. Infine, non è più tollerabile avere un titolo flagellato da molteplici bug di ogni genere, che spaziano da Crash insensati a rallentamenti senza motivo apparente, oggetti che vivono di vita propria e molte alte piccole magagne sparse qui e li.

Sono passati ben sette anni dal ritorno in grande stile di Fallout, con un terzo capitolo che ha saputo conquistare sia i vecchi conoscitori della saga sia i nuovi gamer più avvezzi ad esperienze più dinamiche ed immediate rispetto alla struttura a turni della saga. Seguì poi Fallout New Vegas, riproponendo il medesimo concept ma con uno stile diverso e situazioni estremamente ambigue dove veniva lasciato campo libero al giocatore sugli atteggiamenti e sui comportamenti da tenersi. Dopo ben 4 anni di sviluppo arriva finalmente sugli scaffali il quarto capitolo della saga, escludendo i vari spin-off, con un carico di Hype che difficilmente si è visto in tempi recenti. Ma si sa, l’Hype è un arma a doppio taglio…

Fallout-4-Trailer-Screenshot-48-1280x720Allarme nucleare
Contrariamente alla nostra impostazione standard, in questa recensione affronteremo ogni singolo aspetto di gioco in base a come lo abbiamo vissuto, quindi parleremo in primis dell’aspetto tecnico e tecnologico del titolo. A fronte di un peso approssimativo di circa 41GB, con annessa patch di 500 mega, dovremo avviare il titolo per poter far proseguire l’installazione, che dura la bellezza di una ventina di minuti, nei quali, per intrattenere l’utente, verranno mostrati i vari filmati promozionali Vault Tec, usati come trailer negli ultimi tempi e relativi ai vari parametri del nostro futuro avatar. La nostra gita nel mondo post apocalittico di Bethesda inizia con una classica ed articolata creazione del personaggio, inizialmente limitata al mero fattore estetico, farcita di possibilità e di varianti, tali da poter creare sia personaggi originali che per riprodurre personaggi famosi grazie alla flessibilità dell’editor stesso, unita ad una discreta abilità di chi lo utilizza. I nostri parametri fondamentali, gestiti come sempre mediante lo S.P.E.C.I.A.L. ci verranno fatti selezionare solo successivamente, ma sempre durante il lungo ed esaustivo tutorial.

2889266-fallout4_minigunkill_1434390900Una gita nel Zona Contaminata
Appena avrete creato il vostro personaggio potrete ammirare la vita prima del conflitto, assaporando una bella casa ed una famiglia in un piccolo quartiere, anche se giornali e documenti che troverete in giro non faranno altro che presagire al disastro imminente, disastro che non si farà attendere per altro. Vi tralasciamo cosa avviene durante questa fase, ma sappiate solo che voi e la vostra famiglia verrete accettati nel Vault 111, nel quale troverete riparo dal disastro atomico. Concluso il tutorial, che vi farà uscire dal Vault, avrà inizio il vero gioco, ed avrete il primo vero assaggio di cosa può fare a livello meramente visivo il titolo. Il primo impatto, all’uscita del Vault, ci ha lasciati piacevolmente stupiti, presentando una Zona Contaminata con una skyline veramente bella a vedersi, con un orizzonte visivo impressionante ed un’ottima gestione della luce e degli effetti visivi. L’impatto complessivo si mantiene generalmente su ottimi livelli, pur non stravolgendo né impensierendo titoli del calibro di The Witcher 3, ma fa il suo dovere. Se, però, si va ad analizzare nel dettaglio il mondo di gioco, troveremo ben più di qualche mero compromesso, a cominciare da un fortissimo riciclo dei titoli precedenti. Molti dei modelli poligonali, sia degli umani che dei mostri più comuni della zona contaminata, si rivelano essere tutt’altro che al passo con i tempi, e non basta una buona texturizzazione degli stessi e qualche effetto applicato per renderli contemporanei; a questo aggiungiamo anche il riciclo di alcuni elementi dello scenario, ma qui possiamo anche soprassedere, visto la mole e la varietà degli stessi. Ottima la varietà di armi ed armature, ben realizzate e dettagliate, così come è ottima la pressochè totale assenza di aliasing. Infine, cigliegina sulla torta, abbiamo il classico ciclo giorno/notte, unito al clima dinamico che, oltre ad influire sul mero gameplay, influisce anche sulla nostra visibilità e su quella degli avversari, rendendo un temporale un’esperienza da assaporare gustosamente (stando attenti a non farsi spuntare un braccio in più). Purtroppo, però, non tutto fila liscio come dovrebbe, e ben presto noterete le mille problematiche visive del titolo; compenetrazioni, anche gravi, con l’ambiente di gioco, collisioni mal calcolate (provate a tirare una granata cercando di stare riparati, o ancor meglio una molotov e capirete che intendo), texture in certi casi imbarazzanti anche per una PS2 ed un framerate che singhiozza in più di qualche occasione. Alcuni di questi bug visivi portano anche a problemi abbastanza fastidiosi a livello di gioco vero e proprio facendovi sprofondare nel terreno o portandovi alla morte perchè lanciando una molotov questa esplode addosso al nulla. Con tutto questo tempo a disposizione non si può non aver quantomento ottimizzato questi errori che rischiano di alterare e penalizzare un esperienza sia giocosa che visiva che altrimenti sarebbe ben più pregevole.

Fallout-4-Withered-ForestUna colonna sonore (in)dimenticabile
Il secondo aspetto che ha colto la nostra attenzione nella nostra prova di Fallout 4 è l’aspetto audio del titolo. In un primo momento pensavamo che quanto le nostre orecchie udivano fosse a causa di qualche impostazione, ma la reatà è presto venuta alla luce. Il doppiaggio in italiano del titolo è pessimo. Purtroppo al momento in cui scrivo, non vi è altro modo per definirlo; la recitazione ed il tono, per quanto si possa udire, sono adeguati, ma il problema è che sembra di sentire qualcuno che vi parla attraverso un citofono o attraverso un vecchio interfono. Il discorso cambia radicalmente passando all’audio Inglese, dove questo problema non sussiste. Gli effetti sonori risultano privi di questo fastidioso problema, risultando di buona fattura e recuperando, anche in questo frangende, buona parte dell’effettistica del vecchio Fallout 3, nel bene e nel male. Ogni arma fa il suo caratteristico e distintivo suono, ogni nemico produce rumori identificabili e presto riconoscibili, così come sono presto riconoscibili i rumori di fondo dell’ambiente, il sopraggiungere di un temporale e quant’altro. Come ormai da prassi, il nostro amato PipBoy ci permetterà di girovagare per la Zona in compagnia di un pò di sana musica, fornendoci ben due stazioni radio. La prima riproduce solo musica classica, la seconda ricorda la stazione radio del buon vecchio Treccani, simpatico radiofonista di Fallout 3. In questa seconda radio, oltre a ritrovare praticamente tutti i brani di Fallout 3, ascolteremo anche le esternazioni del vocalist di turno, purtroppo, che risulta essere simpatico quanto essere circondati da un branco di Deathclaw. Anche qui non possiamo non notare un riciclo piuttosto marcato, anche se in questo frangente non ci sentiamo di puntare particolarmente il dito. Rifanno la loro comparsa anche le radio di emergenza, che si attivano in prosimità di determinate quest, richiedendo supporto o aiuto in una determinata zona.

Edit: grazie ad una segnalazione di un nostro utente, abbiamo riavviato il titolo per verificare l’effettiva bontà del comparto audio, ed abbiamo constatato con estrema sorpresa come lo stesso, pur rimanendo imperfetto ed ovattato, risulti molto più piacevole che durante la nostra prova, non presentando più il problema delle voci mal registrate. Non sappiamo spiegarci il motivo di tale cambiamento, ma possiamo suppore sia dovuto all’installazione del titolo che probabilmente si protrae anche a gioco avviato.

2889264-fallout4_deathclawhit_1434390893La dura vita dell’eroe…
Arriviamo finalmente a parlare del succo vero e proprio di ogni videogame che si rispetti, ossia la struttura di gioco ed il gameplay. Fallout 4 riprende fedelmente il percorso già tracciato dai due capitoli precedentemente approdati su Old Gen, aggiungendo più di qualche succosa novità. L’impianto relativo ai meri incarichi che riceveremo risulta essere gestito in modo praticamente identico a Fallout 3, con la leggera differenza che ora potremo tenere attive simultaneamente tutte le quest che vorremo, con i relativi indicatori segnalati sia sulla nostra bussola che sulla mappa disponibile grazie al PipBoy. Il vero problema, in questo campo, risiede nella scarsa varietà degli stessi, che nonostante premesse e prefazioni diversificate, troppo spesso si riducono ad un semplice “raggiungi il luogo, stermina tutto ciò che è ostile, recupera ciò che devi recuperare, torna a ritirare la ricompensa”. Questa ripetitività, per nostra fortuna, viene mitigata dalla varietà di nemici e di locazioni presenti, che presentano un’accettabile varietà, intelligenetemente gestita dagli sviluppatori che evitano sapientemente di farci esplorare consecutivamente strutture e location simili tra loro. La progressione viene scandita, come sempre, anche dall’aumento di livello del nostro personaggio, nonchè dall’equipaggiamento che avremo modo di trasportare ed utilizzare. Ogni nuovo luogo scoperto, ogni incarico completato ed ogni nemico ucciso, ma anche forzare sistemi informatici, usare la dialettica e la persuasione, rubare senza essere scoperti ed aprire porte chiuse, ci farà guadagnare gustosi punti esperienza, necessari al raggiungimento dei livelli successivi, che ci permetteranno di potenziare a piacimento il nostro avatar. Lo sviluppo vero è proprio è stato parzialmente rivisto, ed ora ad ogni nuovo livello potremo decidere se potenziare le nostre statistiche oppure guadagnare nuovi talenti, che ampliano in maniera anche considerevole le nostre possibilità ingame. Per accede ai talenti più avanzati necessiteremo sia di un adeguato livello del nostro personaggio, ma anche del livello consono della caratteristica S.P.E.C.I.A.L. relativa al talento stesso, rendendo lo sviluppo molto personale, per lo meno nelle fasi iniziali. Noi consigliamo, come sempre, di sviluppare in primis le doti di Hacking dei sistemi informatci e l’abilità per forzare le serrature, che ci porteranno ad essere avantaggiati in situazioni intricate, a trovare percorsi alternativi e, in certi casi, supporto e Loot migliore. Ogni singolo talento ed abilità viene spiegata in modo semplice e comprensibile grazie al nuovo tabellone ad esse dedicato, dove vedremo quali saranno le abilità acquistabili, che requisiti richiedono e, una volta sbloccato il primo livello, potremo già vedere fino a che punto la stessa sarà sviluppabile. Purtroppo non avremo più il Karma a definire la nostra condotta, ma solo i commenti dei compagni di viaggio o di alcuni comprimari, ma nulla di così eclatante come avveniva in passato.

fallout-4-armor-crafting-iron-man-power-suit-xbox-one-ps4-pc-gameplay-screenshot..e del Sindaco
Grande novità per la saga è la possibilità di creare dei piccoli villaggi ed avamposti, in zone prefissate dagli sviluppatori, nelle quali noi avremo un ruolo fondamentale. Dovremo rendere le varie zone sicure, togliere i vari oggetti di intralcio, costruire e ristrutturare abitazioni, creare campi, difese e risorse idriche e tutto ciò che serve alla vita quotidiana; ogni oggetto che recupereremo durante le nostre avventure ci permetterà di recuperare materiali utili a questo scopo. Inoltre potremo richiamare i coloni mediante delle piccole stazioni radio, in modo da accrescere la popolazione e disporre di una maggiore forza difensiva, al costo di una maggiore necessità di posti letto e risorse. Il sistema funziona abbastanza bene e risulta immediatamente intuitivo, ma i nostri coloni mancano completamente di spirito di iniziativa, rimanendo imbambolati a non far nulla finchè noi non li incaricheremo di recuperare le risorse, di difendere la base o quant’altro. Manca inoltre un “Menù” che indichi chi sta facendo cosa. I materiali che recupereremo serviranno anche a potenziare e modificare il nostro equipaggiamento, dandoci la possibilità di potenziare in modo anche considerevole le nostre armature ed armi, creando un arsenale di tutto rispetto. Oltre a tutto questo, avremo presto la possibilità di usare un’armatura atomica, che in questo nuovo capitolo non risulta più essere una mera corazza, ma bensì un esoscheletro, indossabile sopra il nostro equipaggamento e che ci fornisce una difesa ben maggiore, oltre che l’immunità ai danni da caduta e ad un aumento di peso trasportabile. Questa necessiterà sia di essere costantemente manutentata, durante il corso dell’avventura, sia di essere alimentata, mediante dei nuclei a fusione piuttosto rari, e dalla durata non eccelsa. Si può scegliere di usarla anche senza nuclei, per poter beneficiare della difesa estrema, ma purtrppo in questo modo non potremo più correre, diventando quindi bersagli ancora più facili.

fallout_4_e3_2015_19L’evoluzione dello SPAV
Infine non potevamo non parlare dello SPAV, simpatico sistema con cui Bethesda aveva dato la possibilità di giocare Fallout 3 e New Vegas a turni. Una volta entrati in combattimento potremo accedere allo SPAV mediante il tasto L1, e…il tempo rallenterà. Ebbene si, Bethesda ha deciso di togliere il sistema a turni per aggiungere un bullet time nel quale avremo a diposizione gli stessi vantaggi dello SPAV, ossia vedere le porzioni dei nemici più facilmene colpibili, le debolezze degli stessi (se si possiede il talento adatto), e poter capire chi attaccare con maggior urgenza. Purtroppo il fatto che l’azione non venga congelata ne rende quasi completamente inutile l’utilizzo, se non per utilizzare alcuni talenti particolari o per analizzare il nemico in questione, visto che spesso ci troveremo ad essere colpiti su più fronti da nemici che ignoravamo. Per noi questa scelta è un chiaro segnale della direzione più action che Bethesda ha voluto dare al proprio titolo, oltre alla semplificazione nello svolgimento delle quest.

GUIDE TROFEI

Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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