Dreams – Recensione

Dal fenomeno del Big Bang nacque, miliardi di anni fa, il nostro pianeta Terra, il quale si formò passo dopo passo nelle ere successive. Nacquero le prime forme di vita e, in seguito, le scimmie, la cui evoluzione ha portato all’arrivo dell’Homo Sapiens. Esso, abbandonando piano piano la sua forma primitiva fatta di caverne, pitture rupestri e caccia, creò i villaggi e poi città. Man mano che il tempo avanzava, la specie umana creava, inventava: la prima ruota, la quale avrebbe rivoluzionato il sistema dei trasporti sino ad oggi, i numeri, l’alfabeto, le costruzioni, pensate alle piramidi di Giza, il Colosseo, le grandi opere che erano (e sono) tutt’ora immortali. Tutto quello che vediamo e tocchiamo oggi, aldilà della natura, tutto ciò che è artificiale, proviene dalla mente dell’uomo. Creare, dopotutto, rappresenta il fenomeno con cui diamo vita a ciò che immaginiamo: dalla semplice sedia, alla tecnologia più complessa. L’uomo ha sognato di arrivare sulla Luna e alla fine ci è arrivato. Così come l’uomo si evolveva, anche il nostro amato medium dell’intrattenimento percorreva la stessa via, rivoluzionando la sua essenza generazione dopo generazione, superando nuovi limiti e stabilendo standard sempre più alti. Dall’era del bit al 3D, passando per il multigiocatore in rete fino allo streaming dei videogiochi e dei servizi. Rivoluzioni del game design che segnarono capolavori, l’arte che man mano si faceva strada nei videogiochi, il settore del cinema che ha avuto un maggiore coinvolgimento negli anni. Successi, fallimenti. Insomma, parole che mai basteranno per descrivere nascita e crescita del videogioco, ma che comunque vogliono sottolineare alcuni dei punti fondamentali della sua storia.

Perché tutto ciò? Negli anni, specialmente per quanto concerne per questa generazione di console, innovare e rivoluzionare sono stati obiettivi difficili da raggiungere. Tempo di sviluppo e budget non bastano da soli a rendere un videogioco un capolavoro, un qualcosa di storico per intenderci. Servono idee, serve un sogno da seguire, serve determinazione, tantissime cose che materialmente non esistono e a cui nessuna somma di denaro può sostituirsi. Abbiamo visto come AAA e indie siano riusciti ad innovare e a proporre idee quasi uniche, specie nel mercato dei titoli indipendenti. Scoprendo che se un’idea proposta in un videogioco è ben congegnata, essa saprà ricompensare più di qualsiasi altra cosa. Il pubblico oggi è stanco di provare sempre le stesse sensazioni, stesso gameplay, storia, comparto artistico. Da questo marasma possono uscire solo le produzioni più meritevoli, quelle che ad oggi possiamo definire capolavori o must have intramontabili. Tutto ciò pare che sia stato capito da Media Molecule, gli autori della serie Little Big Planet per intenderci, i quali sono riusciti ad evolvere ed espandere la loro idea su una scala più ampia con Dreams. Questo titolo trascende il videogioco, elevandosi a creatore come un’entità divina, raggiungendo quell’Olimpo dei capolavori videoludici. Il perché non ve lo nascondiamo: la nuova opera dello studio con sede a Guildford è degno di essere definito un capolavoro. Diamo inizio a questa recensione!

Dreams: i sogni diventano realtà in questa nuova recensione!

Al contrario di quanto si possa pensare, Dreams non è un vero e proprio videogioco ma un engine affidato nelle mani della community di Media Molecule. Con esso i giocatori possono creare videogiochi, musiche e scenari. Nella nuova opera degli autori di Little Big Planet, il processo creativo espande la formula vista nella serie estendendola allo sviluppo, in quanto game design, di un videogioco. Tale possibilità non impone limiti alla creatività, riservando – come giusto che sia – ai giocatori una vasta gamma di strumenti, i quali permettono di avere un assaggio dell’esperienza che si trova dall’altra parte della barricata. L’opportunità offerta da Dreams, dunque, è quella di avvicinarsi allo sviluppatore, creando e provando le creazioni di altri utenti al fine di trarne ispirazione. Il tutto risulta ben diverso dallo sviluppare un livello come accade nella serie di Super Mario Maker o in Little Big Planet, poiché stiamo parlando di creazioni che partono da zero e possono essere di qualsiasi genere videoludico. Come già detto, la libertà che offre Dreams è a dir poco ineguagliabile ma, per giungere a tale libertà creativa, bisogna farsi strada nel suo complesso editor, sicuramente uno scoglio iniziale per molti. Grazie al supporto fornito dai tutorial estremamente dettagliati, nel giro di qualche ora è possibile imparare a realizzare qualcosa di buono, come un paesaggio piuttosto tranquillo.

In questo Media Molecule è stata fenomenale, riuscendo a guidare i giocatori nelle loro creazioni senza tralasciare nulla, sfruttando soprattutto delle spiegazioni video per garantirne la maggiore accessibilità possibile. Ovviamente, apprendere tutte le nozioni di base richiederà del tempo, poiché dietro alla realizzazione degli assett, effetti visivi e sonori vi è un grande lavoro. Senza poi contare le animazioni che si possono programmare per ogni singolo personaggio da voi creato. Qualora desideriate creare un sogno senza dover necessariamente complicarvi il tutto, Dreams permette di utilizzare gli assett scolpiti da altri giocatori oppure quelli forniti direttamente dal team di sviluppo. Ciò avviene attraverso una catalogazione intuitiva e facile da utilizzare dominata da una barra di ricerca oppure, se proprio non sapete cosa cercare, da una ricerca in base alle categorie o popolarità. Ricercare l’elemento che si adatti alla vostra idea, dunque, non è così difficile e potrete modificarla o riadattarla a seconda delle vostre esigenze. Da annoverare la capacità della community per la realizzazione di alcune opere d’arte, ma su questo ci torneremo tra poco. Nonostante la complessità dell’editor messo a disposizione, la creazione passa in primo piano soprattutto in alcuni giochi sviluppati e messi a disposizione direttamente dai vari membri dello staff di Media Molecule. Essi permettono anche in quel frangente di apprendere qualche trucchetto per realizzare il vostro sogno.

“Questa è l’esposizione “Water and mountains” dell’utente Bracord: un lavoro impeccabile dalla bellezza smisurata, una delle tante meraviglie Made in Dreams!”

I sogni di una community affiatata!

La vera essenza di Dreams è la community, colei che da vita alla creatura di Media Molecule, alimentandola con idee, sogni ed ambizioni concretizzandole attraverso il suo forbito editor. Centinaia, migliaia, se non quasi milioni sono le creazioni realizzate dall’utenza, la quale ha avuto modo di avventurarsi in Dreams nel suo periodo di Early Access o acquistando il titolo al lancio. Resta il fatto che gli autori di Little Big Planet hanno realizzato un qualcosa di magico, soprattutto in tempi come questi. Dopotutto, l’industria dei videogiochi sta vivendo il suo momento migliore, l’epoca d’oro del medium, eppure quelle innovazioni, quelle tanto attese rivoluzioni, sono scarseggiate nell’attuale generazione di console. Sono esistite idee, piccole meccaniche che hanno fatto gola, le quali però non hanno mai rappresentato il “core” principale di una determinata produzione. Con Dreams questo è diverso, la sua rivoluzione è il fulcro nevralgico del suo “non gameplay”, quell’editor poco giocoso che, a conti fatti, rende l’attesa un piacere. Creare non è semplice, ma nemmeno troppo ostico per ottenere un risultato accettabile. Stiamo parlando, dopotutto, di realizzare videogiochi o scenari completamente da zero. Di partenza nessuno è professionista e imparare qualcosa di game design in questo modo è appagante. Ovviamente, non tutti dispongono del tempo necessario che andrebbe dedicato per la creazione del proprio sogno. Persino il sottoscritto, non avvezzo alla creazione, è rimasto ammaliato da ciò che rappresenta Dreams e la forza di una community.

Le creazioni della community sono semplicemente un qualcosa di speciale. Tuffarsi in un qualcosa realizzato da un presumibile dilettante e rimanerne colpito ugualmente, per il lavoro svolto e la cura dedicata alla realizzazione di tale sogno, emana una sensazione spiazzante. Vi sono tantissimi lavori originali all’interno del Sogniverso, uno più incredibile dell’altro e la cui varietà di certo non scarseggia. Anzi, possiamo dire definitivamente che questo elemento sarà immancabile in Dreams. Anche il livello tecnico espresso da alcune produzioni si avvicina agli standard qualitativi dei consueti AAA, in alcuni casi rasentando il fotorealismo con la cura delle texture. Insomma, lo avete visto il livello “Colazione”, no? E questo citato non è l’unico: tanti paesaggi naturali, realizzati ad hoc, chiedono di essere salvati come desktop e scene a dir poco strabilianti mettono in risalto un comparto tecnico incredibile. Con una capacità creativa dalla A alla Z, la qualità di certe produzioni raggiunge livelli molto alti, tanto che alcune finiscono nelle notizie in prima pagina delle testate specializzate. Non è un caso, dopotutto, poiché la community non si limita a proporre soltanto il proprio prodotto videoludico, ma anche scene come cortometraggi, stand up comedy o dei veri e propri video musicali creati da zero. È proprio vero che non esistono limiti nei sogni!

“Shadow of the Colossus, di Fumito Ueda, si reincarna in questa esposizione a dir poco strabiliante, la quale riscrive lo scontro con il quarto colosso. Un mix di ottima animazione e tocco artistico che ricorda vagamente le produzioni di Playdead (Limbo, Inside).”

L’abbattimento di qualsiasi barriera che ci divide!

Come abbiamo già ribadito più volte nel corso di questa nostra recensione, Dreams non impone limiti nella creazione di assett e livelli giocabili. Siano essi godibili solamente visivamente o acusticamente. Se da una parte troviamo produzioni molto originali, dall’altra troviamo veri e propri omaggi alla cultura pop moderna. Rifacimenti “Made in Dreams” di videogiochi, film, anime e addirittura musica. Alla creatura onirica di Media Molecule non manca niente. Come sempre, il grosso del lavoro lo fa la sorprendentemente talentuosa community, la quale ha ricreato senza troppe sbavature i videogiochi più gettonati, proponendo dei propri work in progress davvero deliziosi. Non neghiamo di aver passato un’intera nottata a spulciare tra le produzioni realizzate dagli altri utenti, notando come in alcune creazioni la cura dedicata è addirittura maniacale. In primis, non ci saremmo aspettati di incontrare produzioni così ben fatte, nonostante si trattino di esperienze brevi e ancora in via di sviluppo. È bastato così poco per fare breccia nei nostri cuori. Questo poiché abbiamo trovato rifacimenti di titoli come Persona 5, Shenmue, Final Fantasy VII, Fallout 4, Sonic e via dicendo, con degli omaggi davvero ben fatti. Non possiamo che spingerci ancora di più nel fare i complimenti a questi utenti.

Non dimentichiamo la possibilità di poter importare file audio nell’editor di gioco: musiche, effetti sonori o semplici voci possono essere inserite all’interno di una creazione o addirittura proposte come assett per la community. La loro creatività non ha impedito di certo di portare su una console Sony colonne sonore che mai avremmo potuto pensare di ascoltare, soprattutto in un titolo targato PlayStation 4. Zelda, Super Mario, Pikmin e Halo sono solo alcuni dei brand che sono stati “emulati” in una creazione, non solamente dal punto di vista sonoro. Immaginate il buon Mario alle prese con un livello ambientato nel mondo di Nier Automata, una combinazione insolita quanto stupefacente nell’immaginario. Una rottura concettuale delle barriere che separano la vasta e diversificata community di appassionati, tanto da voler desiderare l’approdo di Dreams sulle altre piattaforme con una conseguente implementazione del cross-play: follia. Eppure, sotto questo punto di vista, Dreams effettivamente rompe la barriera che separa videogiocatore e sviluppatore. I due si supportano a vicenda, hanno un contatto quasi intimo, insegnando l’uno all’altro. Tutto ciò può essere definito in un unico modo: rivoluzionario.

Matteo Murri

Matteo Murri

Appassionato di videogiochi e anime sin da tenera età, il suo primo videogioco fu Super Mario 64 per Nintendo 64, col tempo si affezionò alle console di Sony partendo appunto dalla prima Playstation. Oggi è un cacciatore di trofei su Playstation 4, predilige gli sparatutto, i titoli di corse e i picchiaduro, ma gioca veramente di tutto!

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