Destiny – Recensione

Dopo un'anteprima entusiastica, redatta sempre dal sottoscritto, l'arrivo di Destiny era carico di aspettative, speranze ed hype. Purtroppo tali aspettative sono state in gran parte disattese, sia a causa di una trama confusa, tagliuzzata e tenuta insieme alla bene/meglio, che non porta a risvolti epici di nessun genere e non rende il giocatore partecipe delle disavventure dei guardiani e del viaggiatore. A deludere ulteriormente è il netcode che lascia a desiderare, rendendo l'esperienza di gioco ben poco piacevole a causa delle continue ed ingiustificate disconnessioni, con annesso "sfottò" relativo ai problemi di connessione che il sottoscritto non ha avuto nemmeno con titoli ben più pesanti (vedasi Killzone, Battlefield e CoD nella fattispece). Precisiamolo, Destiny è tutto fuorchè un brutto gioco, solo non è quel capolavoro epocale che poteva essere con la dovuta cura e con un impegno che un titolo così carico di aspettative doveva avere. Un'occasione sprecata, che sicuramente si va a collocare nella top 5 delle delusioni dell'anno in corso e, probabilmente, di tutta l'attuale gen.

 

Dopo un’entusiasmante fase di Alpha Test ed una fase Beta aperta praticamente a tutti nelle battute finali, giunge sugli scaffali l’attesissimo Destiny, nuova IP di Activision e di Bungie, famosissima software house produttrice della saga di punta di Microsoft, Halo. Basterà questo curriculum per garantirsi un posto nell’olimpo videoludico? Scopriamolo.

Un universo da salvare
Quando dietro ad un titolo si sentono nomi altisonanti, come Bungie ed Activision, e si può attingere al titolo con largo anticipo rispetto al rilascio grazie alle fasi di test, ci si aspetta di poter mettere le mani sulla versione testabile del prodotto con largo anticipo rispetto all’uscita, ma questo purtroppo non è avvenuto. Una volta installato ed avviato il titolo, che necessita di una piccola patch di circa 300Mb, ci troviamo a seguire uno spettro, una piccola unità robotica volante che sta cercando qualcosa, noi. Resuscitati dal piccolo droide, ci dovremo dirigere al riparo per sfuggire ai nemici che tampinano il nostro nuovo compagno di avventure, dirigendoci verso l’interno delle vicine costruzioni. In breve ci troveremo a dover combattere contro i Caduti, una delle razze presenti nell’universo di gioco, per poter raggiungere un mezzo di trasporto che ci permetta di fuggire. Senza dilungarsi in ulteriori dettagli, una volta al sicuro, verremo trasportati nell’ultima città popolata dal genere umano e sovrastata da un’enorme sfera metallica, Il Viaggiatore, una fonte di conoscenza che ha permesso un enorme balzo tecnologico all’umanita e che tutt’ora rappresenta l’unico faro di speranza per la specie umana, ormai sull’orlo della rovina.
Un incpit tutt’altro che innovativo, lo riconosciamo, ma che riesce a gettare le basi per quella che sarà poi la trama e a dare un senso alle nostre peregrinazioni attraverso alcuni pianeti del nostro sistema solare e non.

Destiny

FPS/GDR
Oramai i titoli ibridi non sono più una novità, e nemmeno Destiny si distingue in questo frangente, proponendo una struttura che mescola elementi da GDR ad un gameplay prettamente shooter, genere in cui Bungie si è gia dimostrata più che capace nel corso degli anni. Inizialmente dovremo decidere a che razza vogliamo appartenere, tra tre disponibili, tra le quali figurano gli Umani, gli Insonni e gli Exo, ognuna dotata di un design particolare e distinto. Oltre alle razze avremo a disposizione tre classi, che spaziano dal Titano, il classico guerriero, i Cacciatori, agili e veloci ed il Warlock, una specie di mago spaziale. Le tre classi condividono gran parte delle meccaniche di gioco, ma si distinguono per alcune peculiarità, tra cui il tipo di attacco in corpo a corpo, il tipo di granate utilizzate e le abilità speciali a disposizione. Ogni classe è inoltre dotata di una sottoclasse, sbloccabile al livello 15, che permette un approccio diversificato alle situazioni. Il titano, ad esempio, può divenire un difensore, puntando tutto sulla difesa e generando una bolla protettiva con il suo super attacco anzichè essere dotato di un attacco estremamente potente.
A parte le differenziazioni in questo senso, le classi propongono gameplay molto simili, con una dinamica Shooter molto marcata e che eredita da Halo gran parte delle soluzioni di gioco, compresa l’estrema precisione di gioco.
Anche i nemici si dimostrano ben più che semplici fantocci pronti a farsi impallinare
, sopratutto con l’avanzamento della trama, dove incontreremo razze sempre più potenti ed agguerrite e dotate di schemi d’attacco, mobilità, resistenza ed armamenti diversificati. Ogni nemico si comporta in modo coerente, sfruttando il terreno di gioco, i ripari e la superiorità numerica, proteggendo le unità “comandanti” e perdendo di organizzazione quando queste vengono abbattute. Le situazioni che si generano sono sempre piacevoli e dinamiche, andando a creare scontri dinamici dove l’attacco a testa bassa non sempre sarà la soluzione migliore.

Destiny

Enigrammi, armi, armature, taglie e raid
Arriviamo dunque a parlare del succo vero e proprio del titolo, ossia a cosa offre il gameplay.
Come già visto nell’alpha e nella beta pre lancio, ci troviamo di fronte ad un FPS in un ambiente open world popolato di nemici
, nel quale faranno capolino anche gli altri giocatori che stanno girovagando per le terre da noi esplorate, sia che siamo da soli sia in party, e ciò va a creare una sorta di sensazione in stile MMO, dove gli eventi randomici, che tratteremo tra poco, fanno capolino e possono “costringere” un numero cospiquo di utenti a collaborare per ottenere le ricompense migliori.
Le mappe di gioco si rivelano discretamente ampie, popolate da un numero considerevole di nemici e con un costante “respawn” degli stessi, forse un pò troppo frequente in alcuni casi.
Le mappe, per quanto dettagliate e vaste, non brillano per numero, anche se presentano scenari sicuramente pregevoli e pieni di anfratti, cunicoli, dettagli e finezze, con un orizzonte visivo vastissimo e senza alcun pop-up di rilievo. Quello che però hanno di positivo a livello tecnico, non viene valorizzato da ciò che troviamo al loro interno, presentandosi solo come enormi calderoni pieni di niente, piene di nemici con un respawn alle volte, come dicevamo, un pò troppo invadente ed eventi random si abbastanza vari, ma che lasciano spesso il tempo che trovano, pur risultando stimolanti ed imprevedibili. Le missioni principali, affrontabili in solitaria (anche se perennemente connessi online) si svolgono all’interno delle vastissime zone, costringendoci a lunghe peregrinazioni facilitate dall’astore, un nostro mezzo personale evocabile in qualunque momento, che funge solo ed esclusivamente da trasporto.
Oltre alle missioni classiche avremo accesso agli assalti ed alle esplorazioni
; i secondi altro non sono che piccoli incarichi che troveremo sparsi per le mappe mediante delle piccole antenne, che ci porteranno a raccogliere determinati oggetti, uccidere alcuni nemici ed altro ancora, ma la vera anima della campagna si rivelano essere gli assalti, missioni più impegnative e lunghe delle altre, dove avremo l’obbligo di collaborare con gli altri giocatori per poter sopravvivere e concludere la missione stessa.
Questi si riveleranno presto la vera anima del gioco, che propone, oltre agli assalti standard, alcuni assalti speciali, come la fantomatica Volta di Vetro, assalti particolarmente ostici che garantiscono un loot migliore.
Il loot è il Cuore pulsante del titolo, ed unico mezzo per riuscire a superare il limite di livello impostato a 20. Una volta raggiunto il livello massimo con i punti esperienza, guadagnabili uccidento, completando incarichi, taglie ed uccisioni, potremo salire solo con l’equipaggiamento migliore che il gioco mette a disposizione, purchè lo stesso contenga “Luce”, unità di misura che si sostituisce ai meri punti esperienza per l’incremento del nostro livello, utile anche per garantirci l’accesso agli assalti più complessi ed ai livelli di difficoltà maggiori.
Sulla carta la trovata è interessantissima, ma il problema è che il loot è talmente mal gestito da rendere noioso ed indigesta la progressione oltre il livello venti, basandosi su un drop di oggetti totalmente casuale ed abbastanza striminzito. Le uccisioni continuano ad avere un senso di esistere poichè gli stessi ci permettono di far progredire l’equipaggiamento, sbloccando potenziamenti vari, nonchè sbloccare le abilità sia dell’equipaggiamento stesso che delle classi e sottoclassi.

Destiny

Online made in Bungie
Come è lecito aspettarsi da Bungie, il comparto meramente competitivo e multiplayer del titolo deve essere a livelli stellari; non è così. Le modalità di gioco sono poche e poco varie, con un numero di partecipanti striminzito (solo 12 giocatori per la maggior parte delle modalità, in alcune anche meno), con un netcode pessimo che scollega senza soluzione di continuità i giocatori, accusandoli di avere problemi di connessione (io con una 4 mega con 400kb di upload sono stato costretto ad un potenziamento della linea per poter usufruire del comparto multigiocatore sia competitivo che cooperativo). Le poche modalità privilegiano il gioco a squadre, passando per alcune varianti delle modalità più famose di Halo, come Controllo, King of The Hill e poco altro, in mappe prese di peso dalla modalità giocatore singolo e che non brillano per numero, pur graziando il giocatore con un comparto visivo d’eccellenza e con la presenza, in alcune, di vari mezzi più o meno corrazzati. Intelligentemente, nella parte competitiva vengono disattivati i vantaggi di livello e tutti i giocatori si trovano sullo stesso piano per quanto concerne sia la corazza che i danni inflitti, ma lo stesso non accade con le abilità sbloccate, che restano disponibili e creano un “leggero” sbilanciamento del tutto.

Destiny

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Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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