Deadpool (PS4) – Recensione

Come per la versione originale, ci sentiamo di consigliarvi l'acquisto di questo porting di Deadpool solo nel caso in cui amiate alla follia il personaggio Marvel e non abbiate giocato alla versione PlayStation 3. Infatti, se lo avevate già completato due anni fa, non possiamo consigliarvi Deadpool per PS4 ad occhi chiusi, a fronte di un lavoro di restauro minimale, ai problemi riscontrati ed al prezzo quasi pieno a cui viene venduto. Insomma, un titolo indirizzato ad una precisa utenza, tutti gli altri potrebbero dargli una possibilità soltanto vista la simpatia ed il carisma del protagonista stesso, ma non al prezzo attuale di listino.

Uscito in origine più di 2 anni fa per la vecchia generazione di console, anche l’ultimo videogioco basato su Deadpool ha goduto recentemente di una conversione per PlayStation 4. Dobbiamo ammettere che, viste alcune recenti remaster proposte da Activision, abbiamo un po’ temuto che il lavoro svolto su Deadpool potesse essere sotto le aspettative, ma questo lo verificheremo a breve. Come altre recensioni simili, in questo articolo ci concentreremo principalmente sulle differenze tecniche e contenutistiche rispetto al titolo originale, mentre vi rimandiamo all’analisi precedente per un’opinione più approfondita della versione PlayStation 3.

deadpool1Quel simpaticone di Deadpool!
Prima di occuparci del fulcro di questo articolo, ossia le differenze con il titolo originale, vorremmo riassumere velocemente pregi e difetti della versione PlayStation 3 di Deadpool.
Iniziamo dicendo che, come prevedibile, il più grosso punto di forza del titolo trattato è il protagonista stesso, ossia l’irriverente Wade Winston Wilson, in arte Deadpool. La simpatia del personaggio è tangibile nei momenti in cui parla con sé stesso o con una delle altre sue personalità, oppure anche quando si rivolge direttamente agli sviluppatori del titolo per criticare e modificare il copione che fa da base al gioco stesso. Apprezzabili le numerose citazioni a film, serie TV ed altri videogiochi, le quali rendono piacevoli i dialoghi demenziali che permeano il titolo.
Purtroppo il videogioco di Deadpool non eccelleva e non eccelle nemmeno ora in nessuna delle caratteristiche che compongono l’ossatura del titolo. Il gioco è essenzialmente un action che alterna sezioni con combattimenti corpo a corpo e altre in salsa third person shooter. Il problema è che manca un sistema di lock-on degno di nota e non sono rare le occasioni nelle quali perdiamo di vista gli avversari o moriamo a causa del contrattacco non sempre efficace. Per il resto, il titolo risulta ancora piacevole da giocare ed offre situazioni fuori dal comune, unite ad una longevità non elevata che si attesta sulle 6-7 ore a livello di difficoltà normale.

deadpool21080p… e poi?
Deadpool per PlayStation 4 è essenzialmente lo stesso titolo che abbiamo recensito due anni fa e purtroppo il lavoro di porting consiste essenzialmente nell’aumento della risoluzione a 1080p nativi. Esatto, a parte ciò, non abbiamo notato differenze di rilievo nel comparto tecnico, costringendoci a catalogare tale conversione come un “compitino” fatto quasi in modo svogliato per solleticare giusto l’appetito dei fan del personaggio Marvel.
Dobbiamo purtroppo sottolineare come non vi sia stato alcun miglioramento né sotto il profilo dei modelli poligonali, né delle texture e nemmeno nell’effettistica in generale. Il framerate non ha subito modifiche, si parla infatti di 30 fotogrammi al secondo che sembrano meno a causa di animazioni scattose e non al passo coi tempi. Insomma, se consideriamo la natura action del titolo, avremmo sicuramente gradito l’implementazione dei tanto desiderati 60 frame per secondo per questo porting. Tale sensazione di scarsa fluidità percepita si ripercuote inesorabilmente sul gameplay, creando problemi sia nei combattimenti che nelle fasi platform dove è richiesta una minima precisione nei salti.
Fortunatamente non si segnalano bug gravi, se non qualche compenetrazione, collisioni mal calcolate, immancabili muri invisibili o script che non partono. La parte audio non eccelle ma fa il proprio dovere, grazie al buon doppiaggio in inglese ed alla colonna sonora sempre piuttosto gradevole.

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Davide Begni
Davide Begnihttps://www.playstationzone.it
Appassionato di console Sony, ha un debole per Sonic e per la saga di Metal Gear, ma in generale non disdegna nessun genere, eccezion fatta per la maggior parte dei giochi di ruolo e titoli sportivi. La sua carriera videoludica inizia a cavallo tra gli anni '80 e '90 su Master System e Game Boy, andando a toccare tutte le console casalinghe e portatili prodotte da Sega e Nintendo fino alla prima metà degli anni '90. È passato al lato oscuro di Sony grazie alla prima PlayStation, brand a cui si è affezionato da allora fino ai giorni nostri, pur avendo avuto delle piccole parentesi dedicate al mondo PC e ad altre console. Non ditelo in giro, ma ha un'insana devozione per il Mega Drive, console che spesso e volentieri ricollega alla TV in memoria dei vecchi tempi.

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