Chivalry: Medieval Warfare – Recensione

Chivalry: Medieval Warfare risulta essere un titolo con molto potenziale che però si perde in una realizzazione tecnica arretrata e in un gameplay che, in un titolo multiplayer centrico, risulta troppo articolato e complesso. Non sempre una profondità ragguardevole ed una ricerca della simulazione si rivela la scelta più appropiata e noi, nel nostro piccolo, avremmo preferito trovarci davanti ad un titolo più arcade, più accessibile e divertete. Purtroppo se volete con impazienza un titolo multiplayer medievale, vi consigliamo di attendere For Honor. Infine le modalità multiplayer non risultano tutte giocabili, porbabilmente per il numero esiguo di giocatori che al momento stanno affrontando il titolo e le modalità giocatore singolo, che altro non sono che quelle in multiplayer con i bot, risultando presto ripetivive e noiose a causa di una IA particolarmente mediocre per quanto riguarda i compagni, e con tendenza a muoversi in gruppo contro il giocatore.

Il mondo dei videogiochi spesso riserva sorprese inaspettate; qualche appassionato crea una mod e questa riscuote talmente tanto successo da essere notata da qualche publisher ed arrivare ad essere un vero e proprio titolo a se stante. E’ il caso di Chivalry: Medieval Warfare, titolo nato inizialmente come mod di Half Life 2 (Age of Chivalry), ma notato da Activision che ne ha fatto un gioco completo già uscito su piattaforme della scorsa generazione e che in questi giorni è arrivato anche sulle nuove piattaforme. Sguainate le spade, e preparatevi a combattere.

chivalry 1Multiplayer Medievale
E’ raro incontrare un po’ di freschezza di idee in questi anni di seguiti e serie, e sicuramente non ci aspettavamo un titolo che rimescolasse interamente le carte in tavola, sopratutto per quanto concerne il multiplayer. Chivalry invece, arriva e propone un titolo quasi esclusivamente incentrato sul comparto online competitivo, ma, al contrario di quanto siamo abiutati, votato all’arma bianca. Avete letto bene; scordatevi laser, fucili automatici, granate e quant’altro, qui sono le spade a farla da padrone. Avviando il gioco ci viene proposto un esaustivo tutorial, dove avremo modo di comprendere ed approfondire le dinamiche, tutt’altro che semplici, che regolano il combattimento in gioco, concluso il quale potremmo decidere se lanciarci nel multiplayer o intraprendere la modalità per giocatore singolo, che tratteremo più avanti. Come ogni buon titolo online-centrico avremo la possibilità di scegliere tra diverse classi, quattro per la precisione, ognuna dotata di uno stile di combattimento proprio ed un armamentario esclusivo, con oltre una decina di strumenti di morte, sbloccabili avanzando di rango. Le classi si suddividono in Cavaliere, Soldato d’assalto, Uomo d’arme e Arciere, tutte dotate di un gameplay ben definito. Il Cavaliere può usare scudi pesanti e scudi a torre per difendersi, maneggiare armi pesani a una o due mani, ma pecca in agilità e velocità di movimento, al contrario dell’Arciere, veloce, letale dalla distanza, che predilige archi o balestre e che porta con se una spada corta molto veloce, anche se non troppo efficace contro i nemici più coriacei. Il Soldato d’assalto fa dell’agilità il suo punto forte, utilizzando scudi leggeri ed armi piccole e medie, mentre l’Uomo d’arme può utilizzare alabarde, lance ed in genere armi in asta che permettono un approccio leggermente più distanziato rispetto al cavaliere ed al soldato.
Anche sul fronte modalità il titolo si difende bene, presentando un totale di sei modalità di gioco, cinque competitive ed una cooperativa. Ai classici Tutti contro tutti e Deathmatch a squadre, trovano spazio le modalità Sopravvivenza a squadre, Duello ed Obiettivo
 di squadra, dove dovremo prendere il controllo di alcuni obiettivi specifici all’interno delle vaste mappe di gioco, anch’esse numerose e sufficientemente differenziate. Infine troveremo la modalità Orda, che ci metterà contro ondate sempre più numerose e letali di nemici controllati dalla CPU, affrontabili insieme ad uno o più amici.

Chivalry 2Simulazione di Combattimento
Un titolo così fuori dagli schemi deve essere sostenuto da un gameplay che ben si sposi al combattimento corpo a corpo; gli sviluppatori hanno ben pensato di creare un sistema ibrido tra arcade e simulazione, dove disporremo di tre attacchi principali per ogni classe corpo a corpo, suddivisi in attacco leggero, pesante ed affondo, ognuno con un determinato costo in termini di resistenza ed affaticamento del nostro avatar e conseguente raggio d’azione e potenza. Gli attacchi leggeri ben si prestano ad essere concatenati tra loro per massimizzare i danni, magari su un nemico distratto o occupato con un altro avversario, mentre l’affondo si rivela fondamentale per cercare di mantenere una distanza maggiore tra noi ed il nostro avversario. Il colpo pesante infligge pesanti danni, ma è lento e costa molta resistenza, quindi rischia di lasciarci scoperti per un attacco veloce dell’avversario. Avremo un tasto dedicato alla parata, che si rivelerà ben presto ben più che fondamentale, basata sul tempismo se non siamo muniti di scudo, ma che, se eseguita correttamente, ci preserverà da ogni danno diminuendo però la resistenza. Avremo anche a dispozione calci e colpi di scudo, ideali per rompere la difesa avversaria e creare un varco dove colpire, e, sempre mediante la pressione del tasto “parata” , unito al tasto attacco, potremo simulare delle finte utili per ingannare l’avversario e trovarlo scoperto per un attacco letale. Giusto per ricercare un’ancor maggiore realismo, troviamo anche il fuoco amico durante le nostre battaglie, quindi dovremo prestare molta attenzione a che tipo di attacchi porteremo, sopratutto se ci troveremo a combattere in gruppo con i nostri commilitoni.
Tutto meraviglioso, da quanto appena descritto, non fosse che all’atto pratico i combattimenti sono bolge infernali dove spesso non si ha il tempo di capire da dove arrivano i colpi, e quindi in molti casi l’approccio aggressivo, possibilmente con un arma di grosse dimensioni, risulta più efficace di tante tattiche o di tante schiavate e parate.
Anche gli arcieri risultano avvantaggiati, essendo le frecce praticamente imparabili e difficilmente visibili, come tutte le armi da lancio. Questo è un vero peccato, avemmo preferito, a questo punto, un sistema più arcade, dove i colpi, la velocità ed il gameplay puntasse più al divertmento diretto e leggero piuttosto che ad un sistema che cerca di essere, anche se solo approsimativamente, simulativo. In aggiunta a questo problema, troviamo anche una leggera lentezza dei movimenti di tutte le classi, particolarmente enfatizzato nelle classi più corazzate, ma in questo caso non lo reputiamo un problema.

Chivalry 3Unreal Engine 3 ancora all’opera
Arriviamo infine a parlare dell’aspetto tecnico del titolo che, a distanza di 3 anni dal rilascio su PC e di quasi un anno dal rilascio su old gen non ha subito, purtroppo, grosse modifiche. Abbiamo un framerate piuttosto granitico a 60 frame al secondo, unito alla piena risoluzione di 1080p, ma questo si paga in termini di animazioni, texture, poligoni, dettagli e, più in generale, con un aspetto tecnico decisamente datato e non al passo con i tempi. Le mappe sono graziate da un ottimo level design, con canion, strettoie, castelli, spiazzi, bastioni, stanze interne eccetera, anche ricche di fronzoli ed accessori per rendere l’ambiente più credibile, ma tutto risulta statico ed immobile. Le texture che ci siamo trovati davanti sono quanto di più altalenante possibile, presentando un’ottima fattura su alcuni elementi, come abitazioni e grosse strutture, mentre su altri calano drasticamente. Anche le animazioni risultano arretrate di anni rispetto a qualunque titolo PS3, con movenze legnose e poco realistiche. Infine i personaggi risultano semplici nell’aspetto, anche se completamente smembrabili dai nostri attacchi. Peccato.
A chiudere il cerchio troviamo un calcolo delle collisioni che non ci è sembrato precisissimo e piccoli bug di contorno, come compenetrazioni di vario genere ed ombre che si muovono in ritardo rispetto al nostro avatar.

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Loris
Loris "Asmodeus_Psycho" Mattiolo
Da sempre appassionato di Videogames ed affini, ha iniziato a giocare sull'ormai lontano Commodore 64 con mangiacassetta, passando poi per le varie console SEGA e Nintendo, approdando infine sulle console più recenti. Ama il buon gaming, i titoli single player, gli shooter e gli RPG, ma non disdegna nemmeno gli altri generi, purchè sempre strutturati attorno a delle trame coinvolgenti e che sviluppino principalmente il Single Player. Poco avvezzo al multiplayer per natura, con le dovute esclusioni, ed ancora estremo sostenitore dello Split Screen e delle partite tra amici.

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