Captain Tsubasa: Rise of New Champions – Recensione

Tirando le somme, posso dire di essermi divertito un sacco giocando a Captain Tsubasa. Però, analizzando il tutto con occhio più critico, non posso che notare la quantità di piccoli accorgimenti che avrebbero potuto migliorare l'esperienza complessiva. Una mole spropositata di dialoghi, pochi video ed un gameplay divertente che diventa ripetitivo in breve tempo, rendono Captain Tsubasa un titolo a metà. Ottimo per gli appassionati della serie, non troppo coinvolgente per gli altri. In ogni caso, se cercate un gioco arcade, poco impegnativo e divertente, Rise of New Champions è il titolo che fa per voi.

“C’è chi dall’altra parte del mondo,
da un calcio ad un pallone rotondo…”

Ahem.
Ricordi adolescenziali a parte, credo che Holly e Benji sia stato uno dei “cartoni animati” sportivi più amati della storia. Tra tiri della tigre, catapulte infernali e le mirabolanti azioni di Holly, ogni appassionato di calcio ha osservato certe scene pieno di meraviglia. Una passione nata così, forse per caso, ma che spesso si è trasformata in un amore incondizionato per questo bellissimo sport.

Quasi 40 anni dopo la creazione del fumetto originale, mi trovo oggi a recensire Captain Tsubasa: Rise of New Champions, l’ultimo tie-in che si abbatte prepotentemente sul finire di questa generazione. Con una aspettativa che nessun titolo calcistico moderno potrebbe mai suscitarmi, indossiamo gli scarpini e scendiamo in campo. Si comincia!

captain tsubasa rece intro

Captain Tsubasa: Rise of New Champions, GOAL!

Per chi non lo sapesse, Captain Tsubasa è una serie che parla del giovane calciatore Tsubasa Ozora (meglio conosciuto in Italia come Holly). Cresciuto con il pallone tra i piedi, all’interno del videogioco vengono narrati due spezzoni consecutivi della sua talentuosa carriera: le nazionali scolastiche ed il mondiale under-16. Pertanto, “Il Viaggio” è suddiviso in due episodi: “Tsubasa” e “New Hero”.

In episodio Tsubasa viviamo passo passo il campionato nazionale delle scuole medie, utilizzando la due volte campione Nankatsu di Tsubasa contro i migliori esponenti del calcio giapponese. Un grande tutorial se vogliamo, ma anche un buon punto di partenza per rinfrescare la memoria sulle vicende. Oltre ad apprendere tutte le meccaniche base del gameplay, infatti, in questo episodio conosciamo gli altri protagonisti della storia, tra cui Kojiro Hyuga (Mark Lenders), Jun Misugi (Julian Ross) e moltissimi altri.

In episodio New Hero troviamo la vera modalità carriera che il titolo ha da offrire. Avviando la modalità è possibile scegliere una tra le tre scuole medie disponibili: la Toho, la Furano e la Musashi, ognuna con i propri giocatori ed una piccola introduzione unica. Scelta la squadra da cui partire, la nostra carriera nel calcio giapponese ha finalmente inizio con la creazione dell’avatar virtuale, in un editor semplice ma abbastanza variegato. Il nostro personaggio inizia così il proprio allenamento nella squadra scolastica, partecipando poi alle selezioni per la nazionale e, in seguito, al mondiale. La storia procede seguendo gli eventi mostrati nell’opera originale, con giusto qualche ovvia modifica causata dalla presenza del nostro personaggio. Il tutto culmina nella leggendaria finale Giappone Germania vinta dai protagonisti. La presenza del nostro personaggio riesce ad elevare l’esperienza da semplice tie-in a nuova avventura, potendo interagire con gli altri calciatori, creare amicizie (molto semplici) ed imparando le varie acrobazie iconiche della serie.

Questa modalità introduce infatti diverse meccaniche ruolistiche, modificando in base alle nostre scelte il rapporto con la squadra. Inoltre, è possibile incentivare le amicizie con alcuni giocatori attraverso un sistema di carte che ricorda Fifa Ultimate Team. Prima di iniziare ogni partita, infatti, potete scegliere una combinazione casuale di carte giocatore, con i quali migliorare i rapporti in base alla vostra prestazione in campo. Migliorando i livelli di amicizia il nostro giocatore apprende nuove abilità, tiri e mosse speciali, aumentandone l’efficacia in campo. Inutile dire che il mio obiettivo è stato massimizzare l’amicizia con Hyuga (Mark Lenders), imparare il Tiro della Tigre e spaccare la porta.

Terminate entrambe le modalità, non posso che confermare quanto pensato da moltissimi prima del lancio. Rivivere la storia di Holly e Benji è un tuffo al cuore, potenziato dalla presenza del proprio personaggio all’interno della narrazione. Vincere il mondiale con il Giappone è sempre un’emozione unica, riaccendendo virtualmente ancora una volta la passione per questo sport. Eppure, quanto mostrato non rende tanto quanto mi sarei aspettato. La quasi totale assenza di video e l’enorme quantità di dialoghi, anche superflui, rende il procedere nella storia veramente lento. Giocare la storia è infatti un passo obbligato prima di riversarsi nell’online o nello schermo condiviso, dato che solo completando “Il Viaggio” vengono sbloccate tutte le meccaniche di gioco disponibili. Ciò potrebbe annoiare i più, soprattutto se non legati ai personaggi in questione.

“Sembran partite gli allenamenti”

Venendo all’atto pratico, Captain Tsubasa propone un gameplay arcade piuttosto complicato da padroneggiare. Vedendo le partite da tifoso della Serie A, pare di assistere ad un picchiaduro con la palla. Falli da dietro, spinte e cannonate sugli avversari, sono solo alcuni esempi di questo incredibile spettacolo.

Cominciando proprio dal reparto difensivo, è quasi possibile considerare i giocatori come dei sacchi da boxe. Recuperare palla può essere al tempo stesso semplice e complicato, a causa delle numerose tipologie di contrasto disponibili. Quando l’avversario ha il pallone, infatti, è possibile recuperare il possesso correndo addosso al giocatore, colpendolo in scivolata, oppure ricorrendo alle abilità speciali di recupero. Ognuno di questi contrasti è efficace contro specifici comportamenti degli attaccanti, dovendo modificare tipo di contrasto in base a come si muove l’avversario.

Entrati in possesso del pallone, il giocatore può ricorrere a diverse abilità con cui portare la propria squadra al goal. Partendo dai semplici passaggi orizzontali, filtranti e cross, alcuni giocatori sono in grado di utilizzare diversi passaggi speciali per avanzare sul campo. Questi passaggi sono letali soprattutto in attacco, dato che possono essere concatenati direttamente all’attaccante e scatenare un tiro speciale istantaneo.

Giunti alla fase offensiva, anche qui il è possibile svolgere diverse azioni per migliorare la nostra probabilità di segnare. Come anticipato poco fa, oltre ai tiri classici è possibile utilizzare tutti quei tiri che hanno caratterizzato la serie animata in ogni sua parte. Tiro guidato, della tigre, oppure la catapulta infernale (skylab uragano), non sono che alcuni esempi del vero asso nella manica di ogni attaccante che si rispetti. Questi tiri sono letali da breve e lunga distanza, impennando le possibilità di spingere la palla in rete. Dribblare gli avversari è altresì un ottimo modo per giungere al tiro in relativa sicurezza. In senso opposto a quanto spiegato nella fase difensiva, è possibile saltare i propri avversari correndogli contro oppure utilizzando il dribbling speciale del giocatore. Riuscendo a dribblare due giocatori consecutivamente si ottiene un bonus alla barra di tiro, riempiendola molto più velocemente del normale.

Oltre a quanto spiegato in precedenza, non posso che soffermarmi su alcune meccaniche particolari che incidono fortemente sull’andamento della partita. Innanzitutto, ogni giocatore ha una “barra spirito” che ne indica la stanchezza. Questa barra si ricarica automaticamente camminando o non utilizzando il personaggio, dovendo quindi tenere sotto controllo l’energia del giocatore. Se i giocatori con poco spirito non riescono ad effettuare tiri, passaggi e dribbling speciali, i portieri gestiscono le loro abilità di presa in base alla quantità di spirito consumato. I portieri non recuperano spirito fino al termine del primo tempo o fino a quando non prendono goal. Rendendola molto semplice, per fare goal occorre sfiancare il portiere fino a renderlo incapace di parare.

Dopo aver ricaricato completamente la relativa barra, eseguendo giocate particolari, è possibile attivare la “Zona V”. Questo bonus, il quale coinvolge tutti i giocatori della squadra, consiste in una ricarica molto veloce della barra spirito. Di conseguenza, aumentando il ritmo di gioco, dovrete tentare il tutto per tutto per sfruttare il bonus e portarvi in vantaggio.

Concludendo, alcuni giocatori hanno un legame talmente forte tra loro da essere considerati “coppia d’oro“. Ciò che rende particolare questa definizione è la possibilità di eseguire azioni combinate molto efficaci. I fratelli Tachibana (Derrick) sono una di queste rare coppie, con il loro gioco aereo spettacolare ed i bonus che ottengono giocando insieme.

“Anche il Giappone vince il mondiale”

Come ogni titolo sportivo che si rispetti, anche Captain Tsubasa offre una componente multigiocatore discreta. Il titolo si divide in multigiocatore locale “Versus” e online.
Il Versus locale, disponibile fino a quattro giocatori, è suddiviso anch’esso in 3 modalità: Incontro singolo, Calci di rigore e Campionato, tutti abbastanza autoesplicativi. Per quanto riguarda il multiplayer online, invece, possiamo paragonare il tutto alle Divisioni online di Fifa. Ogni squadra ha un valore totale determinato dalla qualità dei giocatori che ne fanno parte. Ogni categoria ha un limite massimo al valore della rosa con cui partecipare. Di conseguenza, più salirete di categoria più giocatori forti potrete avere in rosa. È comunque possibile creare rose personalizzate, prendendo i giocatori da qualunque altra squadra e formando il vostro dream team. Nelle rose online è possibile importare il proprio avatar dalla modalità New Hero solamente dopo aver completato la storia.

“Una palla come un lampo”

Da buon tie-in, Captain Tsubasa: Rise of new Champions arriva su PlayStation 4 con uno stile perfettamente in linea a quanto mostrato nell’ultima serie animata uscita un paio di anni fa. Ogni protagonista della storia è reso al meglio, sia in partita che fuori.

Il titolo propone solamente l’ottimo doppiaggio giapponese, proponendo una localizzazione completa in italiano per quanto riguarda i testi.

Ottime le musiche, sia nei menù che in gioco. Perfette per rendere ancora più suggestivo il ritmo degli scontri.

Il titolo risulta perfettamente ripulito da ogni bug o problema di sorta. Possiamo ricordare giusto qualche caricamento di troppo qua e là, senza però intaccare in alcun modo l’esperienza complessiva.

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Mirco Neri
Mirco Neri
Nato già vecchio, Mirco entra nel mondo dei videogiochi fin dalla tenera età, passando le giornate a guardare il fratello giocare su computer. Non appena le mani divennero abbastanza grandi da impugnare un pad, nulla lo ha più allontanato dai videogiochi. Appassionato di quasi ogni genere videoludico, Mirco cerca di testare con mano ogni gioco che gli capita sotto tiro, dalle corse automobilistiche ai giochi di ruolo. Nonostante l'età avanzi inesorabile continua a pensare che il pad lo seguirà nella tomba.

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